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Ferrero, perché la Nutella fa conquiste all’estero

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Il settimanale Panorama ha scritto che dopo settimane di indiscrezioni, alla fine la conferma è arrivata: la Ferrero ha comprato Oltan Gida, azienda turca che fattura circa 500 milioni di dollari all’anno ed è uno dei maggiori produttori al mondo di nocciole.

Ferrero ha deciso di crescere all’estero attraverso un’acquisizione, fatto abbastanza inusuale nella sua storia. La multinazionale di Alba è sì presente in ben 46 paesi, con 20 stabilimenti e 6 aziende agricole, ma finora ha scelto per lo più di espandersi attraverso il proprio Brand. In altre parole, Ferrero ha sempre preferito insediare le proprie attività all’estero puntando maggiormente sulla forza del proprio marchio o aprendo nuove fabbriche, che non mettendo in cantiere acquisizioni miliardarie. Anche in Turchia, il gruppo piemontese ha già inaugurato nel 2013 una nuova unità produttiva, dove ha programmato circa 120 milioni di euro di investimenti.

Nelle scorse settimane,  secondo alcune indiscrezioni, Ferrero sembrava essere in lizza per acquistare il produttore americano di cioccolatini Russel Stover, finito poi nell’orbita di Lindt. La notizia, che non ha però ricevuto conferme, sarebbe stata certamente il segno di un cambio di rotta del gruppo italiano, cioè di una maggiore propensione a fare shopping di altre aziende, dopo decenni di crescita per linee interne. In realtà, la filosofia del produttore della Nutella resta probabilmente quella di sempre: non fare mai il passo più lungo della gamba e portare a termine un’acquisizione soltanto quando conviene davvero, cioè raramente. Non va dimenticato, infatti, che nel 2009 Ferrero era in lizza anche per comprare il gruppo inglese Cadbury, ma l’affare sfumò all’improvviso. Per conquistare i mercati esteri, insomma, la Nutella basta e avanza.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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