GDO News
Nessun commento

Il 13 e 14 maggio Palazzo Re Enzo ospita la quinta edizione della Borsa della Ricerca

Torna a Bologna l’evento che fa incontrare la ricerca universitaria (gruppi, dottori di ricerca, spin-off) e le imprese a caccia di innovatori(aziende, start up, poli d’innovazione e distretti tecnologici). Ideata e organizzata da Tommaso Aiello, CEO di Fondazione Emblema, la Borsa della Ricerca rappresenta un’occasione unica nel panorama nazionale per tutti gli Atenei, le Università e le Imprese italiane che hanno scelto la strada dell’Innovazione e della Ricerca in tutte le sue forme.

Forte di un successo che ha visto nel 2013  la partecipazione di oltre 300 delegati – in rappresentanza di 24 atenei e 65 imprese – e la presentazione di ben 524 progetti di ricerca, la Borsa della Ricerca ha visto nascere in quattro anni oltre 300 collaborazioni tra gruppi di ricerca e aziende del network.

Tema centrale della due giorni non-stop che si terrà a Palazzo Re Enzo, è il crowdfunding applicato alla ricerca: una forma di finanziamento ‘dal basso’ che si sta diffondendo sempre più anche in Italia e che offre, oltre a nuove opportunità di accesso ai fondi, nuovi modelli per la divulgazione scientifica, imponendo anche una crescente rispondenza tra le attività di ricerca e le esigenze della società.

 

Con la Borsa della Ricerca crediamo di essere riusciti in questi anni ad avvicinare concretamente aziende, università e centri di ricerca, costringendoli ad una riflessione sul tema del trasferimento tecnologico – commenta Tommaso Aiello, CEO di Fondazione Emblema - Oggi, parlando di crowdfunding facciamo un passo ulteriore, poiché si delinea un nuovo rapporto tra ricerca e società. Attraverso questo tipo di finanziamento, diffuso e partecipato, sarà possibile prendere coscienza delle ricerche che hanno maggiore impatto sulla vita dei cittadini, orientando il ricercatore alla soluzione di problemi reali”.

 

In un momento storico in cui la ricerca viene percepita come distante dalle esigenze del mondo reale, attraverso un finanziamento diretto i ricercatori possono, infatti, percepire quelli che sono gli studi di maggiore interesse e impatto sulla vita dei cittadini, orientandosi alla soluzione di problemi reali, che creino un beneficio tangibile per la società. Si pensi ad

 

 

 

esempio alle smart cities, che trovano realizzazione solo nello stretto lavoro fra comunità, imprese, amministrazioni e mondo della ricerca.

Inoltre, il crowdfunding impone ai ricercatori particolare attenzione sull’importanza della comunicazione scientifica: non si può pensare di trovare dei finanziatori se non si è in grado di comunicare efficacemente la propria ricerca, il suo sviluppo e la sua ricaduta sulla società anche e soprattutto ai non addetti ai lavori.

Infine, il crowdfunding può aiutare a sviluppare il potenziale imprenditoriale insito nella ricerca. In questo senso gli Atenei devono supportare i propri laureati e dottorati verso strumenti idonei e diversificati per realizzare le proprie idee e crearsi un lavoro per il futuro, in cui sarà premiante la capacità di innovare e di essere imprenditori della ricerca.

 

Il programma dell’edizione 2014 della Borsa si strutturerà in due momenti: la giornata del 13 maggio sarà dedicata al crowdfunding, con una tavola rotonda che vede, tra i protagonisti, anche i creatori della ‘mappa dell’intolleranza’, lanciata proprio grazie a questa forma di finanziamento. Al centro della plenaria, la Borsa presenterà l’intervento della fondatrice dell’Italian Crowdfunding Network Daniela Castrataro, che mostrerà in anteprima i dati aggiornati sullo ‘stato dell’arte’ in Italia.

Il 14 maggio si terranno numerosi workshop per diversi target (si veda programma a seguire) e un fitto calendario di meeting one-to-one, durante i quali le aziende avranno l’opportunità di incontrare università e centri di ricerca.

 

Per consultare il programma aggiornato: www.borsadellaricerca.it

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

Torna su