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Cibus: una bella Fiera con troppi limiti

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fiereLa data del Cibus si avvicina e tutto il mondo della produzione alimentare italiana attende con ansia l’evento. Siamo l’Italia e la nostra cucina, i prodotti della nostra terra sono famosi nel mondo, noi ne andiamo orgogliosi e la Fiera del Cibus è l’espressione della nostra tradizione, ogni anno sempre più moderna. Qualche tempo fa, nel mezzo di una riunione con una delegazione di una società No Profit di Taiwan, incaricata di maturare occasioni di business di prodotti da importare nella loro isola, che consta di 25 milioni di abitanti (non sono pochi), emerse che una volta l’anno circa una quarantina di imprenditori del luogo si muovono assieme per andare in Europa ad una Fiera  del mondo alimentare. Sapete quale? Anuga a Kholn, Germania. Vi sembra logico? Com’è possibile che i tedeschi, che davvero non sono campioni di cucina e di enogastronomia, riescano attraverso l’affermazione delle loro fiere e delle loro aziende (Metro, Lidl su tutte in Italia) a catalizzare occasioni di business nel mondo del Food in maniera così preponderante? Il perché è molto semplice: sono organizzati. Non entriamo nel merito della loro capacità di affermazione nel mondo attraverso i loro format distributivi, rimaniamo al tema delle Fiere, ossia di quegli eventi che dovrebbero essere capaci a sviluppare nuove attività commerciali. Com’è possibile che dal Far East, ed in generale dall’estero, sia meglio riconoscibile la Fiera di Anuga rispetto alla Fiera del Cibus? La risposta la diede un Manager austriaco, una figura professionale di alto profilo che ha lavorato in Italia nella Distribuzione alimentare in una notissima insegna, in qualità di Direttore Generale, che interpellato dal sottoscritto gli ha dato la risposta: “ Voi avete una fortuna immensa che non mettete a profitto. Il Cibus è sì una bella Fiera, ma è difficile per uno straniero comprendere soltanto come arrivarci. I voli aerei arrivano a Milano, spesso alla Malpensa, e da lì muoversi non è così agevole. Quanti mezzi bisogna cambiare per arrivare a Parma? Ed una volta arrivato a Parma quanto è complicato arrivare alla Fiera? Io ricordo una coda interminabile dentro un Taxi per arrivare al parcheggio della Fiera, ed una volta sceso, pioveva, arrivai dentro i padiglioni con le scarpe tutte sporche di fango.” Purtroppo ha ragione. Noi abbiamo limiti infrastrutturali molto seri e la mancanza di collegamento tra mondo Politico e mondo Economico (economia reale) è evidente. Milano sta facendo un enorme sforzo, l’unica città in Italia, per essere aggiornata al mondo, e la Fiera di Rho è una dimostrazione, ma rispetto ai colleghi tedeschi siamo ancora lontani anni luce. Non ci rimane che andare comodi all’Anuga e meno comodi al Cibus.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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