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Errori molto italiani: i giovani ed il lavoro, proviamo a dargli spazio!

scontro

scontroIn questo articolo vorrei prendere spunto da vari incontri ai quali ho avuto la fortuna di assistere  - ed esserne partecipe – nel corso dell’ultima settimana, nonché dall’articolo della settimana scorsa dove ho avuto la fortuna – con il collega Enrico Carosio- di intervistare una ventitreenne laureanda. Sono davvero soddisfatto nel constatare quanto, questa ragazza, sia ben inserita nel mondo del lavoro pur essendo ancora in piena fase di studi. Nel discorso ha dimostrato attenzione non solo verso “certi” luoghi comuni commerciali (c’è crisi, c’è crisi e basta!!) ma ha dimostrato attenzione e sensibilità  anche verso altri aspetti come quelli sociali legati al mondo della moda. Le sue osservazioni mi hanno fatto davvero pensare, al punto che mi sono chiesto: se anziché continuare a sostenere che “questi giovani sono tutti immaturi ed incapaci o no”, forse varrebbe la pena sperimentarli di più sul campo; fargli fare più esperienze professionali possibili cercando di sollevarli dell’incubo del giudizio e del fallimento!

Se continuiamo a non considerarli capaci perché non esperti quando mai faranno esperienza? Se siamo solo pronti a giudicare il bianco e il nero e basta,  come faranno a prendersi le loro responsabilità?  Se invece di essere così negativi li mettessimo un po’ più spesso alla prova, ascoltandoli, buttandoli nella mischia  - con le dovute attenzioni – , se cominciassimo a dare credito a quanto hanno da dire, forse molti luoghi comuni sui giovani e sui loro stereotipi potrebbero cambiare.

Forse si … forse no.

Come sempre, meglio non generalizzare; ma su una cosa vorrei spendermi e dire ad entrambe le parti : Proviamoci. E quando dico “proviamoci” penso agli imprenditori, ai manager, ai responsabili di area, a coloro che hanno ruolo di responsabilità ed hanno a che fare con le nuove generazioni. Queste sono il nostro futuro, hanno un interessante approccio a nuovi strumenti tecnologici che potrebbero aiutarci, a velocizzare le nostre azioni; potrebbero avere meno barriere mentali, meno paure e quindi più “opportunità” (per esempio con un approccio positivo e costruttivo verso i vari social network). Potrebbero essere un valido strumento per tutti, soprattutto per arricchire  -con nuove competenze – alcune organizzazioni obsolete. Hanno una velocità di pensiero interessante! E’ probabile che non si  soffermino e non approfondiscano molto alcuni temi. Potrebbero essere troppo superficiali, commettere errori ingenui e vivere quindi molto male alcuni insuccessi. Ma da chi dipenderà tutto questo? Chiediamocelo.

Forse se i “maturi manager” non fossero sempre così pesanti con le loro “certezze” nel voler sempre sottolineare le sconfitte e gli errori, forse, dicevo, potremmo contribuire nel creare un nuovo sistema culturale tra le diverse generazioni. Potrei aggiungere che, sostenendo l’errore di chi è ”senza esperienza” si eviterebbe di impantanarsi in illogiche e patologiche incapacità gestionali per registrare come drammi alcuni progetti falliti non riuscite di nuove sfide. Proviamoci …. e basta

La settimana prossima mi dedicherò comunque anche ai giovani ….Anche loro dovranno imparare ad essere più pro-attivi sul mercato. Devono imparare destreggiarsi da soli, senza troppe protezioni ancora legate ai genitori. Non serve a nessuno rimanere a casa in attesa di promesse, scorciatoie, e telefonate varie; meglio muoversi anche da soli; imparare a leggere tutte le proposte che il mondo del lavoro gli presenta ogni giorno; non serve a nessuno pensare da subito ai soli diritti che spettano (seppur sacrosanti) proviamo a ripensare anche ai doveri che ogni cittadino dovrebbe mettere in campo! Con il nostro gruppo di lavoro abbiamo deciso di continuare con percorsi formativi per far incontrare le due generazioni, giovani lavoratori e imprenditori. Vorremmo concentrarci e discuterne insieme sulle loro problematiche vere, con l’aiuto di alcuni esperti di vari settori per meglio orientare i temi reali che provengono dal mondo del lavoro. Preferisco impegnarmi così che discutere solo di contratti a termine si, contratti a termine no. Impariamo a guardare la luna che ci viene indicata, non il dito

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Stefano Gennari

Esperto di Formazione ed Organizzazione aziendale. E’ un selezionatore del personale per imprese. La società Selezione ORA Sas è specializzata in corsi di formazione per manager e consulenti.

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