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Intervista esclusiva a Ivano Ferrarini, Direttore Generale di Conad Centro Nord

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ferrariniGDONews ha intervistato Ivano Ferrarini, Direttore Generale del Conad Centro Nord. L’azienda emiliana, dopo aver acquisito una parte dei supermercati Pellicano (ex Lombardini) due anni fa hanno definitivamente sdoganato la loro dimensione interregionale ed hanno aperto la loro prospettiva verso un’ampia fetta del Nord Italia. E’ un’azienda che esprime un’eccellenza in termini di gestione ed è un interlocutore privilegiato per l’Industria che investendo in questa azienda non corre nessun rischio. 

D: Conad Centro Nord rappresenta un’eccellenza della GDO. Dopo le ultime acquisizioni avete intenzione di guardare ancora sul mercato per crescere ancora?
R.: Noi abbiamo fatto questa acquisizione circa tre anni fa. L’abbiamo preparata circa un anno prima con una trattativa negoziale circostanziata, ma soprattutto abbiamo curato e preparato l’organizzazione aziendale e imprenditoriale in modo che fosse in grado di gestire questa operazione di trasferimento e riapertura di punti vendita ( tenendo conto che erano ben 31 pdv), che abbiamo trasferito direttamente ad imprenditori soci Conad. Quando si fanno acquisizioni di questa natura è quasi indispensabile gestirle direttamente e poi trasferirle al gestore. Noi invece siamo riusciti a bypassare questa fase preparando per tempo le società di gestione che quindi si sono rese operative fin dal primo giorno. C’e voluto tempo, impegno e sacrifici da parte dei soci e una politica commerciale da parte nostra decisamente aggressiva. A distanza di tre anni direi che i risultati si sono rivelati ottimali, per cui la nostra quota è aumentata in maniera considerevole. Ogni acquisizione comporta sempre una prima fase di attacco seguita da una fase di assestamento soprattutto finanziario, dopodiché si è pronti per ripartire e guardare ciò che offre il mercato.

D: Quanto sono importanti le locations per la vostra azienda? Lo sviluppo è costruito secondo canoni di strutture ben definiti ? Quali?
R.: Notoriamente come Conad Nazionale siamo un’azienda multicanale. Stiamo puntando soprattutto sui Supermercati, Superstore ma anche Conad City, diciamo dai 300 ai 3000 mq a seconda della localizzazione.

D: Ci fa una specifica dimensionale delle tipologie di negozi?
R.: Dal punto di vista dimensionale esistono delle aree di sovrapposizione. Indicativamente parliamo di Superstore dai 2000 ai 3000 mq per vendita; dagli 800 ai 2000 siamo nell’area dei Supermercati, mentre invece dai 300 agli 800 possono essere definiti City o Supermercati a seconda della localizzazione che rimane sempre l’elemento di principale successo dell’iniziativa.

D: Conad Centro Nord sta cercando di “sfondare” in Lombardia. Quali sono le differenze sostanziali tra il consumatore lombardo e quello emiliano?
R.: Noi siamo partiti da un concetto in cui definivamo le aree sulla base delle regioni: è un concetto fondamentalmente sbagliato. Le aree vanno divise sulla base di consumatori che siano simili o assimilabili. Ci sono aree che si assomigliano dal punto di vista dei consumi e altre che sono completamente a sé stanti. Quindi ridefinire in macroaree le regioni è sostanzialmente sbagliato. Vanno verificati i consumatori e le aree in cui sono distribuiti.

D: La pressione promozionale aumenta ogni anno. I vostri soci sono preoccupati per la continua erosione del margine?
R.: sono preoccupatissimi. I temi fondamentali che abbiamo affrontato di recente in associazione nazionale è stato proprio l’aumento della promozionalità, diminuzione dei margini e dell’innalzamento dei costi di gestione. Purtroppo pur lavorando sull’efficientamento e sulla razionalizzazione dei costi, quelli fissi che negli ultimi anni sono comunque aumentati. Energia, rifiuti e tributi locali, vanno ad erodere sempre di più i già ridotti margini dell’imprenditore.

D: Il vostro mestiere si divide tra vendita al consumatore finale e rifatturazione. Qual’è la percetuale di punti di vendita di vostra proprietà (indicativamente)?Come vengono verificati e superati i rischi di insolvenza dei soci?
R.: sono due domande che si fondono insieme. Dal nostro punto di vista, gestioni dirette non ne abbiamo. I nostri 240 punti vendita sono interamente gestiti da imprenditori o società autonome. In questo momento di particolare difficoltà e sofferenza il tema dell’insolvenza dei nostri soci è sotto analisi. La cooperativa oggi ha una funzione che è quella non soltanto di dare servizi, di vendere prodotti, di fare politica commerciale, ma anche di aiutare i soci più in difficoltà facendo da stanza di compensazione rispetto a quelli più forti.

D: Lei crede che possa essere utile un’analisi di solvibilità sui vostri soci? Un analisi esterna che sia uguale per tutti e che vi dia una quantificazione della solvibilità dei PDV, un vero e proprio rating?
R.: Sì, in parte lo facciamo ma non in maniera sufficiente. È uno di quei progetti che abbiamo sul tavolo e che cerchiamo di perfezionare in quanto sta diventando sempre più importante avere sotto controllo la situazione economica sopratutto in questi momenti di particolare difficoltà.

D: Il Discount in Emilia Romagna non ha ancora “sfondato” come in altre Regioni. Qua’è il competitor che più temete?
R.: Eurospin, anche se fondamentalmente non è un discount. Quando noi analizziamo concorrenza e i mercati, ci accorgiamo che ormai non esiste più la differenza tra discount e supermercato. In un determinato ambito territoriale noi ci ritroviamo sempre a dover competere indifferentemente con ogni realtà.

D: Quindi Lei è d’accordo con quelli che a Fiera Marca sostenevano che senza i discount mancasse una bella fetta di mercato?
R.: Certamente e credo che la concorrenza aiuti i clienti, dando loro la possibilità di fare le proprie scelte. Per quanto ci riguarda, credo che Conad abbia la possibilità di convivere avendo a fianco qualsiasi competitor.

D: Voi stessi avete aperto alcuni Discount nel vostro territorio (Todis), sono in previsione altre aperture?
R.: Sì, e ne apriremo altri. Abbiamo effettuato esperimenti negli ultimi anni, alcuni molto positivi e altri meno. Ci siamo resi conto che comunque il mercato dei discount ha un suo segmento e una propria quota. Riteniamo quindi che ci siano spazi che noi come azienda multicanale, abbiamo la possibilità di cogliere in termini di opportunità. Quindi da questo punto di vista, avendo anche soci imprenditori in grado di gestire e che sono spinti anche a questo tipo di esperienza, guardiamo pure a questo tipo di soluzione.

D: Qual’è il segreto del successo di Conad centro Nord?
R.: Credo che Conad Centro Nord sia una bellissima azienda. Da questo punto di vista lo è sempre stata. L’anno scorso abbiamo festeggiato i 50 anni. Ora è un azienda che si sta trasformando in maniera importante con nuovi dirigenti e nuovo personale all’interno. Sta lavorando molto sull’efficienza, la razionalizzazione e soprattutto ha un grande gruppo di soci imprenditori che sono veramente in gamba. Le politiche di Conad Nazionale e gli imprenditori sul territorio sono la nostra grande forza.

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Italo Gherardi

Dottore in Economia e Commercio, esperto di grande distribuzione e finanza della GDO. Dopo aver ricoperto per anni ruoli dirigenziali in ambito bancario ha concentrato la sua attività nella consulenza alla grande distribuzione rivolta alla analisi della solvibilità delle aziende.

2 COMMENTI
  1. giubertoni

    vorrei fare un reclamo x supermercato Conad. grazie

  2. gaetano

    in data odierna 19 03 mi sono recato con mia moglie a Mercato S.Severino SA e abbiamo comprato dell,agnello mia moglie gentilmente a chiesto al macellaio se cortesementa gli tagliavo il suddetto agnello in piu parti Il macellaio gli ha risposto di no e che se svesse voluto doveva pagare un altro prezzo maggiorato Tutto cio e normale? Abbiamo la carta Conad e andiamo spesso a far la spesa Gentilmente vorrei sapere se mi dovesse succedere un,altra volta come mi compotrto? Ringraziandola Distinti saluti

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