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Si fa presto a dire “Motivazione” – Seconda parte

Enrico_foto-113x106

Enrico_foto-113x106Il tema della motivazione ha suscitato interesse nei lettori che hanno postato importanti riflessioni alle quali il nostro intervistato Enrico Carosio ha fornito una prima breve risposta rimandando alcune precisazioni alla seconda parte. Riprendiamo quindi il nostro incontro con Enrico chiedendogli subito di precisare alcuni tipi di motivazione.

Enrico ben ritrovato. I nostri lettori hanno fatto affermazioni forti in particolare sull’importanza della motivazione economica con la quale dobbiamo fare principalmente i conti per la nostra vita. E’ davvero così?

La motivazione economica è certamente una delle più importanti in quanto, come afferma lo psicologo Maslow, permette di soddisfare uno dei bisogni definiti di sicurezza che vengono successivamente a quelli fisiologici (mangiare, dormire respirare, esprimersi sessualmente e avere un corretto funzionamento cellulare). Va da se che, oggi, se non ho una sicurezza economica farò fatica a soddisfare i bisogni fisiologici primari.

Potremmo proprio partire da qui. Benché ci sia un ordine di importanza nei bisogni dell’uomo (alimentarsi è ovviamente uno dei primi) se non si soddisfano quelli che si posizionano successivamente non si riescono a soddisfare quelli primari.

Questa riflessione ci porta a affermare che, sebbene la motivazione economica si può comprendere come centrale nei nostri pensieri, è altrettanto dimostrato che focalizzarsi solo su questo aspetto in modo quasi assilante e di dipendenza è controproducente per la produzione del guadagno stesso e della soddisfazione sul lavoro e nella vita in termine di sfide da raggiungere.

 

Quali sono quindi i tipi di motivazione?

Esistono diversi tipi di motivazione, ognuno dei quali produce effetti diversi sul comportamento delle svariate personalità sulle quali alcune motivazioni funzionano di più, altre di meno.?Come già visto nella prima parte occorre ricordare che la motivazione è un elemento estremamente soggettivo, poiché ognuno risponde ad uno stesso stimolo in maniera diversa.

Conoscere i vari tipi di motivazione è fondamentale per comprendere meglio quali sono gli stimoli che innescano reazioni sulla nostra stessa personalità, quali sono le forze he influenzano le nostre azioni per il raggiungimento degli obiettivi.

In linea generale, possiamo dividere la motivazione in 2 grandi macrocategorie: la motivazione intrinseca e la motivazione estrinseca.

  • La motivazione intrinseca è uno stimolo che proviene dall’interno: è il caso in cui un determinato obiettivo rappresenta il risultato di una convinzione radicata, di un ideale, di un desiderio profondo. Bisogno di sentirsi accettati, curiosità, onore, desiderio di indipendenza, ambizione, status sociale. Quanto più forte è il desiderio, tanto più potente sarà la motivazione.
  • La motivazione estrinseca è invece uno stimolo proveniente dall’esterno: ad esempio, il desiderio di portare a termine un’azione per ottenere un compenso economico, un aumento di stipendio o un avanzamento di carriera. Occorre evidenziare che il raggiungimento dell’obiettivo risulterà gratificate per la persona, indipendentemente dal compenso materiale previsto in cambio del risultato.

Ci puoi evidenziare alcune motivazioni specifiche all’interno delle due macrocategorie?

Il tema, come già detto, è altamente complesso e per questo occorre ricordare che le motivazione nasce e si sviluppa individualmente ma anche e attraverso circostanze, anche casuali, contesto sociale, educazione ed in genere la personalità del singolo individuo.?Si possono quindi identificare le seguenti motivazioni:

1. La conquista: molti di noi, di fronte a qualsiasi tipo di sfida, trovano nella semplice riuscita, e non nell’obiettivo in se stesso, la motivazione ad ottenere il risultato. Alla base di questo atteggiamento risiede il desiderio di dimostrare a noi stessi e agli altri di essere all’altezza. Talvolta questa esigenza è subordinata ad un riconoscimento esterno, sia di natura materiale che immateriale.

2. L’incentivo: è la motivazione che prevede un compenso, di natura monetaria o di riconoscimento (promozioni, bonus, etc.). In questo caso, molto utilizzato in ambiti professionali  l’obiettivo centrale rappresenta il mezzo per l’ottenimento del compenso, che su alcune persone agisce da potente stimolo al raggiungimento del risultato.

3. La paura: la motivazione ha a che fare con la consapevolezza della dannosità delle conseguenze, che quindi attraverso il raggiungimento dell’obiettivo cerchiamo di evitare. E’ efficace, anche se assai discutibile, in ambito aziendale ed è utilizzata in alternativa all’incentivo: punizioni, tagli di stipendio, conseguenze negative in caso di mancato svolgimento di una determinata attività.

4. Fattori sociali: alcune persone farebbero di tutto, o quasi, pur di sentirsi accettati dal contesto sociali nel quale sono inseriti, specialmente se si trovano sotto pressione. Oltre all’esigenza di accettazione sociale, esiste un naturale bisogno di entrare in contatto con gli altri, di esercitare un’influenza su di loro e di fare la differenza nelle loro vite e, nei più ambizioni, di lasciare traccia di sé nel mondo.

5. Crescita/cambiamento: una delle più forti motivazioni intrinseche è la spinta al miglioramento, alla crescita personale; è generalmente un desiderio naturale per l’individuo di accrescere la propria conoscenza, di se stessi e del mondo. Questa motivazione emerge di solito con la necessità di fare cambiamenti: di vita, di ambiente, di circostanze. A volte è dettato dalla tendenza ad annoiarsi facilmente. Questo tipo di motivazione è spesso all’origine del progresso e dell’innovazione.

6. Potere: rappresenta il desiderio di autonomia o di esercitare influenza su altre persone, quella del potere è una motivazione estremamente diffusa quanto pericolosa. Tutti vogliamo dominare la nostra vita, prendere decisioni in autonomia, mentre alcuni sono anche fortemente attratti dalla possibilità di dominare anche gli affari degli altri, nei casi peggiori anche a costo di assumere comportamenti scorretti o addirittura immorali e illegali.

Occorre chiarire che non esistono motivazioni positive o negative in assoluto, il risultato dipende dal modo in cui vengono utilizzate. Ciò che le accomuna è che la giusta motivazione aiuta ad essere costanti nell’impegno e nel perseguimento di uno scopo.

Grazie enrico,grazie di cuore per l’ottima esposizione dei contenuti  riferiti alla motivazione; prossimamente analizzeremo alcune “buone prassi” per stimolare la motivazione sui luoghi di lavoro e in particolare affronteremo la “motivazione emergente” che negli studi recenti è considerata la più affascinante e per questo utile alla persona e alle organizzazioni.

 

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Stefano Gennari

Esperto di Formazione ed Organizzazione aziendale. E’ un selezionatore del personale per imprese. La società Selezione ORA Sas è specializzata in corsi di formazione per manager e consulenti.

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