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Sant’Anna Bio Bottle: gioiello di design ed ecosostenibilità

Sant’Anna Bio Bottle viene considerata una delle più grandi invenzioni in termini di ecosostenibilità nei beni di largo consumo. Ad Alberto Bertone, Presidente e AD Fonti di Vinadio Acqua Sant’Anna si deve questa rivoluzione green. Sant’Anna Bio Bottle è la prima bottiglia 100% vegetale che si biodegrada in meno di 80 giorni, realizzata interamente con un materiale rivoluzionario (il biopèolimero Ingeo), che non contiene neanche una goccia di petrolio, perché ricavata dalla fermentazione degli zuccheri naturalmente presenti nelle piante. Oltre all’indiscutibile plus ecosostenibile, Bio Bottle è risultato essere un contenitore ad alte prestazioni nel preservare la qualità intrinseca del prodotto, che conserva la maneggevolezza e comodità della plastica ma con qualità del tutto paragonabili a quelle del vetro.  Per la sua portata innovatrice e per il plus valore ecosostenibile la gamma Bio Bottle, dal mezzo litro al litro, dal litro e mezzo ai due litri al formato push&pull, è stata selezionata tra i 150 oggetti del made in Italy più innovativi dall’ADI, Associazione per il Disegno Industriale, ed è presente perciò nell’ADI Design Index 2013. I confini del design italiano si allargano dalla alla bellezza estetica alla funzionalità e al valore della sostenibilità ambientale. Insieme agli altri prodotti, una selezione delle eccellenze del made in Italy in termini di design e innovazione, Sant’Anna Bio Bottle sarà in mostra alla Triennale di Milano fino a domenica 3 novembre. Sant’Anna Bio Bottle sarà inoltre presente a Ecomondo, 17.a edizione della Fiera Internazionale del Recupero di Materia ed Energia e dello Sviluppo sostenibile, il grande polo espositivo internazionale dedicato al sistema ambiente, che si terrà a Rimini Fiera dal 6 al 9 novembre.

 

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Q COMMENTO
  1. Flavia

    Il materiale rivoluzionario è il PLA che è si completamente biodegradabile e compostabile secondo norma EN13432 ma di fatto va ad incenerimento o discarica. Non ci sono infatti impianti in Italia in grado di gestire un fine vita “sostenibile” di questo materiale nè come riciclo chimico recuperando la materia per altri prodotti e neanche impianti di compostaggio INDUSTRIALE che lo trattino. Se finisce con l’organico il piatto o bicchiere o bottiglia in PLA viene scartata.Riassumendo dal compostaggio la biobottle viene scartata e se finisce con la plastica, idem perchè andrebbe a contaminare il riciclo del PET. L’ecosostenibilità di un imballaggio viene definita da tutto il suo ciclo di vita dall’approvvigionamento di materie prime al suo smaltimento, se un passaggio “manca” si parla di greenwashing. http://www.revet.com/index.php?page=default&id=937

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