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L’industria e le assicurazioni del credito: ma assicurare i crediti commerciali conviene?

Nella attuale situazione di congiuntura economica, l’assicurazione dei crediti viene presentata all’industria come l’unica alternativa possibile per tutelarsi dal rischio di insolvenza dei propri clienti del Retail, pericolo oggi effettivamente reale.

Ma in che cosa consiste il sevizio di assicurazione dei crediti commerciali?
La stessa terminologia “assicurazione del credito” induce a credere che a fronte di un pagamento annuale di un premio in denaro la società assicuratrice rimborsi immediatamente tutti quei crediti – a breve, medio o lungo termine – che non vengono pagati alla scadenza convenuta. Purtroppo la realtà è ben diversa e anche la Grande Industria non si è ancora accorta del suo segreto, ovvero quello secondo cui “quando c’è il sole ti danno l’ombrello che ti tolgono quando inizia a piovere”.
Assicurare i propri crediti aziendali significa dover sottoporre a garanzia la globalità del proprio portafoglio clienti pagando un premio di copertura del rischio sulla base dell’intero fatturato annuale, premio ovviamente sottoposto a rivalutazione semestrale e/o annuale sulla base dell’incremento del volume d’affari aziendale.
Anche se il premio assicurativo viene calcolato sulla base della consistenza complessiva del portafoglio clienti/fatturato, in realtà le Compagnie di Assicurazione si riservano la facoltà di analizzare preventivamente lo stato economico-patrimoniale di ogni cliente per cui sia richiesta la copertura assicurativa, escludendo dalla stessa tutti quelli che non presentano valide garanzie di solvibilità.
Selezionati i clienti realmente solvibili, la Società di assicurazione provvederà poi a stabilire un tetto massimo di risarcibilità del danno, solitamente attestato intorno all’80 massimo 90% dell’importo del credito, prevedendo altresì a quantificare la somma minima della franchigia comunque gravante sul contraente.
Come se non bastasse, la copertura assicurativa non è automatica: per ogni singola posizione deve essere avanzata formale richiesta di indennizzo, secondo la modulistica fornita dalla Compagnia assicurativa, indicando nel dettaglio tutte le caratteristiche identificative del credito.
A questo punto è ovvio chiedersi se dopo aver pedissequamente adempiuto a tutte le formalità richieste per assicurare un credito, il risarcimento del sinistro (mancato pagamento di una fattura) avvenga in forme e tempi rapidi, come sarebbe naturale aspettarsi.
Invece no: l’effettivo pagamento del credito insoluto non avverrà sicuramente in tempi brevi (solitamente l’incasso viene posticipato di circa sei mesi dopo la chiusura del sinistro), non coprirà l’intero importo del credito insoluto e non è neppure certo che esso avvenga, dato che sono previste specifiche modalità di denuncia ed apertura del danno sottoposte a rigidi termini temporali di scadenza, che se non rispettati porteranno inevitabilmente alla decadenza dal diritto ad ottenere il risarcimento del danno.
Ma allora l’assicurazione dei crediti commerciali conviene davvero?
La domanda adesso assume una valenza ed una importanza del tutto diversa, alla luce delle considerazioni sopra esposte.
A fronte del pagamento certo del premio assicurativo, in cambio l’imprenditore commerciale ottiene l’incerta speranza di ricevere un equo indennizzo per la perdita subita dal mancato pagamento di un credito.
In questi termini la convenienza ad assicurare i propri crediti non appare così vantaggiosa come prospettato dalle Compagnie di assicurazione. Ma il problema di tutelarsi contro i rischi di insolvenza del mondo Retail esiste davvero e quindi ci si deve domandare:

Qual’è l’alternativa all’assicurazione dei crediti commerciali?

Una regolare ed efficiente azione di prevenzione costituisce l’unico mezzo di difesa veramente valido ed efficace che consente all’imprenditore di mettersi al riparo dal rischio di insolvenza dei propri clienti.

“Prevenire è meglio che curare”: quindi conoscere precisamente ( e non solo attraverso una analisi di bilancio) ed anticipatamente la situazione finanziaria di un cliente, tenendone sotto osservazione, nel corso del tempo, lo sviluppo della complessiva situazione economico-patrimoniale, significa ridurre praticamente a zero tutti i rischi derivanti da possibili insolvenze.

Come si può svolgere una analisi del genere? Costa di più dell’assicurazione del credito?

Lo scopriremo presto, intanto cari lettori fatevi delle domande .

 

Dati dell'autore:
Ha scritto 192 articoli
Italo Gherardi

Dottore in Economia e Commercio, esperto di grande distribuzione e finanza della GDO. Dopo aver ricoperto per anni ruoli dirigenziali in ambito bancario ha concentrato la sua attività nella consulenza alla grande distribuzione rivolta alla analisi della solvibilità delle aziende.

7 COMMENTI
  1. beppe

    Ritengo che la sua analisi, peraltro condivisibile, debba servire a ridare centralità e rilevanza strategica alla funzione del credit manager. A mio avviso questa funzione ha un senso e diventa veramente strategica per l’industria se, anche con l’aiuto di supporti esterni (info commerciali – analisi di rating) riesce a svolgere quell’attività di “prevenzione” del rischio credito piuttosto che limitarsi a negoziare tassi e condizioni di una copertura assicurativa che spesso e volentieri assicura solo i crediti “buoni”.

  2. valeria

    Interessante e più che mai di attualità. Indubbiamente l’argomento meritava di essere trattato e se possibile andrà ulteriormente approfondito. Ci sarà pure una spiegazione allo scontento di molte industrie verso un servizio che pare proprio non funzionare!!

  3. Michel Hollevoet

    Per un analisi esaustiva bisognerebbe anche considerare quanto propongono le società di factoring nell’ambito di rapporti pro soluto spesso personalizzati in funzione delle caratteristiche del cliente

  4. Francesco

    Mi spiace ma questo articolo non dice praticamente niente di nuovo. Allora posso fare la stessa domanda : serve l’assicurazione della macchina ? tutti sappiamo quanto ci vuole per ottenere un risarcimento in caso di sinistro e poi è ovvio che una guida sicura allontana la possibilità di fare incidenti, (la stessa cosa vale per una buona gestione del credito).
    Ma se succede un grande incidente, un grande default , imprevedibile, in quella occasione non ci pentiremo di essere assicurati o mi sbaglio ?
    a questo serve la assicurazione del credito….a permettere di limitare i danni provocati da grandi default, ad avere un indennizzo in tempi più rapidi rispetto a quelli che si otterrebbero da soli. Per finire e forse è la cosa più importante : assorbono il rischio sistemico di mancati pagamenti.

  5. beppe

    Diciamo che l’articolo dice molto in quanto consente e favorisce un dibattito su un argomento che meno resta nell’ignoranza e meglio è per tutte le parti interessate ed in particolar modo per qualche piccolo e medio imprenditore che pensa di avere trovato nell’assicurazione crediti la panacea per tutti i suoi problemi. Magari il dibattito aiuta a spiegare come mai si trovano moltissimi imprenditori delusi da questo servizio; forse perché sono stati precedentemente illusi con promesse miracolistiche? o forse non sono stati spiegati bene i limiti e sono stati enfatizzati solo i vantaggi?
    Quanto al paragone con l’assicurazione della macchina direi che proprio non regge perché all’assicurato non viene detto: “ti assicuro solo se guidi nel cortile di casa ” ma semplicemente viene assicurato contro i rischi derivanti dalla guida, punto.
    L’assicurazione sui crediti, al contrario, mi pare si limiti ad assicurare solo i crediti verso quei soggetti debitori che vengono giudicati “sicuri”… e che pertanto sono sicuri anche per l’imprenditore a prescindere.
    Forse basterebbe proporre i l servizio dicendo “non posso assicurarti i crediti dove sei a rischio perché le probabilità che io debba risarcirti sono troppo alte, ti assicuro solo quelle dove ritengo di non rischiare più di tanto” (la famosa guida nel cortile di casa). Certo, può pure succedere che vado a sbattere contro il muro del cortile (incidente imprevedibile) ma se so prima che il rischio coperto è quello dell’incidente nel cortile di casa accetterò di pagare un premio di 10 € all’anno e non di 1000 o 2000 €
    Magari l’articolo è anche utile a far capire a qualche imprenditore che non basta andare in banca dicendo che sono stati assicurati i crediti nella speranza di vedersi aumentare il proprio merito creditizio perché poi si accorge che la banca gli anticipa comunque i crediti per i quali non ci sarebbe stato bisogno di assicurazione sui crediti; per restare in ambito GDO non penso che una banca anticipi le fatture nei confronti di COOP, CONAD, ecc. solo se sono stati assicurati ma li anticipa semplicemente per la bontà del debitore ceduto.
    Mi pare che da un articolo che non dice niente di nuovo qualche riflessione, anche se non da tutti condivisa, si può fare.

    1. Claudia de Martino

      mi lasci dire che, per quanto “avventati” alcuni confronti di sopra, li condividevo abbastanza.
      E’ vero che l’auto non ci dicono che va guidata solo nel cortile di casa; ma quanto ad un 18enne nato a Napoli chiedono per una fiat Punto 5.000 euro l’anno mentre ad un 18enne di Vipiteno ne chiedono 600 qualcosa di sbagliato nel sistema ci deve pur essere. Poi consideriamo che le due differenze di fondo che, comunque, non rendono possibile il confronto sono: i) responsabilita verso terzi (ovvero in caso di sinistro non è l’assicurato a prendere il risarcimento ma il terzo danneggiato), e ii) obbligo a contrarre (ovvero la compagnia non può rifiutarsi formalmente, essendo la RCA obbligatoria, ma mi chiede le cifre sopra esposte).
      Personalmente ho trovato invece l’articolo pieno di luoghi comuni e nessuno spunto interessante. L’analisi sulla convenienza assicurativa è (paradossalmente) facile in linea di principio. Il confronto da fare è: costo dell’assicurazione verso perdita attesa. E’ evidente che se storicamente incasso tutto, e non prevedo di avere perdite, sto buttando i miei soldi. Ma se invece voglio tutelarmi dalla volatilità allora posso assicurarmi. Ma questo vale per tutte le forme di copertura dal rischio. Vale anche quando si fa un tasso fisso per un mutuo, che non “conviene” per definizione, ma da la certezza dell’esborso mensile al contraente.
      Detto questo, sarebbe invece stato utile un articolo con gli effetti derivanti da 2-3 scenari alternativi, in modo da poterne cogliere effettivamente la portata e l’eventuale economicità/diseconomicità.
      saluti

  6. Rosa

    l’assicurazione del credito HA LO SCOPO DI PREVENIRE IL RISCHIO DI INSOLVENZA, con l’analisi delle info, come fanno le società di informazioni. La differenza rispetto a quest’ultima è che davanti all’insolvenza comunque presentatasi, ne risponde. Il top sarebbe la condivisione del rischio con un Credit manager che gestisce e conosce la realtà della sua struttura e qui si torna alla prima risposta di Beppe, che condivido. Come condivido il “cattivo” collocamento e consulenza di queste coperture…ma ciò purtroppo avviene ovunque ( basti guardare le coperture nei rami tradizionali, le consulenze di alcuni promotori finanziari/SIM, banche…ecc… ecc… insomma come in molti contesti commerciali….) .
    Detto ciò l’articolo lo ritengo interessante sotto il profilo conoscitivo, ma evidenzia un “copia ed incolla” letti in altre pagine web a fini promozionali.

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