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Coop Italia: Pedroni e Latini sono i protagonisti di una nuova Era. Cosa cambierà nel business del leader di mercato?

pedroni

E’ nata una nuova Era per la Coop Italia. Come anticipato la scorsa settimana dopo 25 anni lascia il comando di Coop Italia Vincenzo Tassinari e passa il testimone a Marco Pedroni, 54 anni, emiliano di Montecchio Emilia, nuovo presidente del Consiglio di Amministrazione di Coop Italia. Vicepresidente e’ stato nominato Marcello Balestrero ( Coop Adriatica) e Direttore Generale Maura Latini (Unicoop Firenze). Pedroni nel 2001 raccolse il testimone da Renzo Testi, diventando presidente di Coop Nordest. I suoi anni a Coop Nord Est non sono stati facili: appena arrivato ha dovuto comprendere e risolvere il problema della Coop in Croazia che sino a quel momento produceva ingenti perdite. Sotto la sua direzione ne fu dapprima equilibrata la gestione ed infine venduta con profitto alla Spar Austria. Il peso di Marco Pedroni nella cooperazione italiana è progressivamente cresciuto, lo ha dimostrato il ruolo di coordinamento che ha rivestito nell’acquisizione delle attività assicurative controllate dai Ligresti da parte di Unipol. Pedroni è presidente e amministratore delegato di Finsoe, la finanziaria azionista di riferimento della compagnia assicurativa bolognese, e siede dei consigli di amministrazione di Unipol, di Fondiaria-Sai e di Premafin. E’ a tutti gli effetti un manager della Lega delle cooperative, le conosce perfettamente e ne comprende limiti e pregi. Ciò non toglie nulla alla sua esperienza di GDO, che è comunque comprovata. Pedroni è stato eletto all’unanimità alla guida di Coop Italia, il consorzio che elabora le strategie di mercato per conto delle cooperative socie ed agisce da centrale acquisti così come definisce i prodotti a marchio. Pedroni oggi guida un colosso della grande distribuzione, che con 13 miliardi di fatturato e una quota di mercato del 18,5% detiene la leadership in Italia. La Direzione Generale è stata affidata a Maura Latini, persona di grande esperienza in Unicoop Firenze, considerata molto vicina al Presidente Turiddo Campaini. Le nuove nomine sono da considerarsi molto equilibrate e probabilmente azzeccate per risolvere i problemi oderni del mercato GDO e di Coop Italia. Ci si domanda cosa cambierà con queste nomine in Coop Italia? Probabilmente molto poco nel primo periodo, ma moltissimo nel medio e lungo periodo. Il cambio è epocale, i 25 anni di direzione di Tassinari sono stati storici, lo abbiamo scritto più volte, hanno portato la Coop ad essere leader nel format Ipermercati, e più in generale il business di Coop si è sviluppato sulla forma binaria della struttura di una banca da un lato e della distribuzione alimentare e non alimentare dall’altro. Per moltissimi anni questo schema strategico ha vinto sul mercato, ed ha contribuito non poco ad arginare la crescita dei francesi, ma anche ad affermare una leadership con straordinari investimenti determinati da straordinari introiti. Poi il sopraggiungere della crisi ha cambiato le carte in tavola, e progressivamente è cambiato in mondo intorno a tutti noi. Tassinari, anzi Tassinari e Fiammenghi, hanno impersonato il mondo Coop per un lungo periodo, e lo hanno fatto con il piglio dei leader, ma chiedere loro anche di essere i risolutori di nuovi problemi, differenti se non di natura opposta rispetto alle loro storiche strategie, sarebbe stato impossibile. Gli ultimi e difficili anni sono stati caratterizzati dalla crescita del competitor Conad, dalle difficoltà del format Ipercoop, voluto con incredibili investimenti ancora in fase di ammortamento, ma anche dal fallimento di un altro recente progetto, quello della leadership nel mondo Discount. Qui le ferite non si sono ancora rimarginate. Oggi, a pochi giorni dalla scomparsa di Roberto Fiammenghi, raccontiamo del cambio al vertice e dell’uscita anche del Presidente Tassinari (questa prevista). Di fatto cambia un’era. Cosa ci riserverà la nuova era? Quali saranno le strategie che il colosso della GDO italiana perseguirà per gli anni a venire? Che ne sarà dei Distretti? Se si vorrà tornare ai localismi, come si potrà tornare allo schema di gestione ad opera delle singole cooperative senza traumi? Quali decisioni saranno adottate per riportare in auge ed in attivo il format Ipercoop? Insomma i problemi sul tavolo sono molteplici e di non facile soluzione, il binomio Pedroni – Latini garantisce da un lato una profonda conoscenza del sistema Coop e della sua coniugazione ai diversi business, e dall’altro la direzione operativa sarà affidata una un manager che è abituata ad affrontare ad armi pari un competitor come Esselunga in Toscana, e che sarà portatrice di nuove idee, sino ad oggi non così promosse da Casalecchio di Reno.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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  1. Giovanni Goisis

    Vorrei sapere come mai la unicoopfirenze riesce a commercializzare i prodotti che in alcuni casi arrivano ad un 30% in meno che altre coop, come la coop adriatica, che lha dei prezzi fuori da quello che è lo spirito della coperativa.Gradirei una risposta visto che i direttivi coop adriatica non me la danno, forse conviene.

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