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La crisi dei consumi e la nascita di nuovi modelli di consumo. Le promozioni non bastano più

A Febbraio il crollo dei consumi alimentari ha registrato un -4%. E’ un risultato che non si ricorda a memoria d’uomo (quarantenne) ma che fotografa benissimo la situazione che stiamo vivendo in questo momento nel Paese. L’Istat ci dice che si comprano meno auto, meno vestiti, mobili (vedi la crisi anche di Ikea!), elettrodomestici, sette famiglie su dieci hanno ridotto la quantità e la qualità dei cibi ed uno su cinque fa la spesa nei discount per risparmiare. La spirale negativa è di respiro europeo (esclusa la Germania) e ci affliggerà per tutto il 2009. L’economista Tito Boeri ha fatto una precisa riflessione nello spiegare che nel momento in cui si avrà una timida ripresa questa in Italia non andrà direttamente a beneficio dei consumi ma prima nella restaurazione dei propri risparmi, rallentando quindi la ripresa del circolo di moneta. Nielsen spiega che il 30% delle famiglie compra meno, il 54% acquista solo l’essenziale, addirittura il 20% può permettersi un pasto con carne e pesce ogni tre giorni. La situazione occupazionale giovanile (38% di disoccupazione su scala nazionale, anche grazie al Ministro Fornero) è talmente tragica che in GDO si traduce con un incremento della spesa da parte degli anziani (+3,2%) rispetto ad un calo delle giovani coppie (-3,4%), cioè i genitori stanno facendo la spesa ai figli. In questa situazione tutta la GDO si sta difendendo diminuendo la propria marginalità a favore di fortissime attività promozionali nella speranza (sinora vana) di mantenere i fatturati dell’anno precedente. La situazione sta provocando però un altro fenomeno: tra il 2009 ed il 2012 le imprese di commercio al dettaglio ambulanti sono aumentate del 10%, l’Italia del 2013 prospera, di fatto, di bancarelle se di fatto ne vengono registrate circa 180.000 nel Paese. I mercati degli agricoltori attraggono circa 21 milioni di italiani, consumatori che sono triplicati negli ultii cinque anni secondo i dati forniti da Coldiretti. La GDO come si è visto si sta difendendo portando al massimo gli sforzi verso soluzioni conosciute (la leva promozionale) ma intanto attorno ai lei tutto si sta modificando.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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