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Despar: la DO internazionale

spar

Varie volte ci si è soffermati a ragionare sul ruolo che la DO deve avere negli anni a venire. Si è scritto spesso che la moderna DO dovrebbe essere più legata, amalgamata, più controllata, dove la Centrale Nazionale, da mero aggregatore di acquisti, dovrebbe passare a punto di riferimento di marketing (si veda l’esperienza Conad) e di controllo amministrativo-finanziario sulle concessionarie regionali. L’unione, secondo i ragionamenti sviluppati da GDONews assieme ai suoi lettori nel recente passato, dovrebbe essere quanto di più vicino ai concetti propri della GD, dove un unico punto decisionale garantirebbe gli investimenti dell’industria e dove la Centrale Nazionale si dovrebbe portare ad erigersi come riferimento strategico (culturale) importante. Da qui ne discenderebbe una omogeneizzazione delle strategie sugli assortimenti, soprattutto nei rapporti tra Brand Leader e Marca Privata, sulle campagne marketing, sui lay out, un controllo di gestione dati ed informazioni unificato. Despar invece rappresenta in maniera fiera un concetto di DO differente.

SPAR è un Marchio internazionale riconosciuto, sono 81 anni che rappresenta una parte della Distribuzione di prossimità nel mondo. Dapprima nell’Olanda dove il fondatore Adriaan Van Well coniò il motto che ancora oggi primeggia nelle politiche del Gruppo: “Attraverso la cooperazione si raggiunge il beneficio di tutti” sino ad allargarsi a 36 Paesi nel Mondo. Oggi Spar conta circa 12.500 negozi alimentari disposti nei 36 Paesi con un fatturato di circa 32 miliardi di euro. In Italia si chiama Despar ed ha logo e colori che la distinguono in tutti i Paesi. Spar è prima di tutto un grande Brand che nel tempo lo ha portato ad essere riconosciuto come uno dei riferimenti del consumatore nella vendita alimentare di prossimità. In Olanda ed in Inghilterra si tengono frequentemente gli incontri tra i responsabili dei 36 Paesi titolari del marchio che in sessioni periodiche si confrontano sulle tematiche che riguardano i singoli business in termini di assortimento, di lay out, di marketing, di comunicazione e commerciali. Nel modello di associazionismo internazionale, la cooperazione deve essere un beneficio per tutti. Spar indica evoluti modelli di store, espone history case tra colleghi in termini internazionali, i Best Case vengono suggeriti agli altri Paesi attraverso manuali, corsi, visite on site. Despar è un aggregatore che prescinde dagli attori, è un Brand che deve unire non disunire nel concetto che gli viene attribuito a livello internazionale. L’Italia è stato un territorio dove una scuola così puramente di prossimità in termini distributivi si è incontrata con una serie di imprenditori che sono maestri del territorio locale per il solo fatto di appartenere all’Italia, il Paese più disunito del mondo in termini di abitudini alimentari, dove il concetto di prossimità è il postulato da cui si deve ragionare per interpretare la Distribuzione Alimentare. In termini potenziali, forse assieme al Belgio, l’Italia è il Paese dove la potenza dei concetti espressi dal Marchio Spar e dalla sua cultura potrebbe trovare più consenso che nel resto del Mondo. La Centrale Nazionale Despar è il punto di unione tra un Brand proprio della DO internazionale con strategie di indirizzo internazionali in termini di prossimità con gli imprenditori locali italiani, appartenenti al Gruppo Despar, ottimi interpreti delle esigenze del consumatore locale. Il ruolo della centrale, di conseguenza, si deve leggere come elemento di traduzione delle strategie internazionali adeguato al territorio locale. Per applicare al meglio tale ruolo la Centrale Nazionale, piuttosto lontana per scelta strategica alle vicissitudini locali, sviluppa progetti di marketing che devono trovare la giusta espressione sul territorio, la Private Label è in tale ottica la miglior rappresentazione della forza di un Brand. Despar ci rappresenta in queste assise della Spar International, e lo fa portando a conoscenza delle varie centrali nazionali dei prodotti del territorio delle nostre regioni, delle sue eccellenze nazionali, e per esaltare al meglio le nostre caratteristiche enogastronomiche sviluppa sul territorio progetti specifici su categorie dove rappresentiamo una eccellenza internazionale. In questo senso si dirige lo sviluppo della marca privata Despar sulla categoria del Vino. La “cantina despar” vuole essere uno dei fiori all’occhiello dell’offerta e lo fa attraverso uno scrupoloso controllo della filiera e della qualità del prodotto. Brand, storia, e qualità del prodotto si coniugano nell’offerta enologica per essere un riferimento certo e di qualità nelle tavole degli italiani e non solo. Despar è molto impegnata a tradurre nel migliore dei modi un Brand internazionale sugli scaffali dei suoi supermercati italiani, e la sua vocazione non può essere quella di creare nel suo interno regole e concetti propri della GD piuttosto che della DO. Per tale ragione si può dire che, se sono veri i ragionamenti fatti nel recente passato assieme a Voi lettori in merito al ruolo delle moderne Centrali DO, la centrale Despar sbagli ad approcciare questo Business?

No, significa che la DO vista da Despar ha un respiro internazionale che da 81 anni vince sul mercato, indipendentemente dai suoi attori, ma senza prescindere, mai e poi mai, dal suo Brand.

Dati dell'autore:
Ha scritto 749 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

12 COMMENTI
  1. brazov

    Mah..
    A giudicare dai pv lombardi e dalle recenti vicende sicule mi pare un pelino fuori logo questa sbrodolata apologia del brand in questione.

  2. Dott. Andrea Meneghini
    Andrea Meneghini

    Perdonami Brazov, la “sbrodolota”, come l’hai definita, tu è riferita ad un Brand e se si legge con cura l’articolo si capirà che la logica Despar è un’altra: prescindere dai protagonisti concessionari del marchio per concentrarsi sulla forza di qualcosa che deve sopravvivere alle persone, sia fisiche che giuridiche; I PdV Lombardi di Despar oggi sono rappresentati da Conter (Alco), e quelli siculi da Ergon. Ieri era Sadas e Aligrup che oggi non esistono più. Despar segue una politica molto precisa: difendere il Brand nell’accezione più vasta che può avere il termine. Ieri Sadas oggi Alco, non cambia. Il lavoro che si deve svolgere per continuare ad affermare il marchio prosegue a vantaggio di nuovi protagonisti. E’ una scelta strategica, come ho scritto, condivisibile o meno, ma è evidentemente dettata da logiche più distanti dallo Stivale. Non si pensi che GDONews sia sempre e solo la rivista “contro”. Non la è e non la è mai stata. Noi scriviamo ciò che vediamo esprimendo opinioni assieme alle vostre. Su Despar queste divergono evidentemente dalle tue, ma giudicarla una “sbrodolata” è una interpretazione molto personale che va oltre l’opinione (ossia il giudizio sui PdV Lombardi e siculi)e che non corrisponde al vero.

  3. Giuseppe

    Concordo assolutamente con Meneghino.
    Despar è tutta un altra cosa.
    Le malefatte di chi non ha saputo interpretare il marchio Despar sono sotto gli occhi di tutti.
    Il resto non si discute.
    È. Senza ombra di dubbio la numero 1 della do

  4. Tenedevioccupare

    I fornitori ,negli anni, hanno avuto molte negative esperienze con Societa’ di questo gruppo visto la numerica importante di fallimenti piu’ o meno fragorosi .
    Difendere il brand credo dovrebbe comportare l’affidamento dello stesso a realta’ sane e una certa forma di controllo periodico.
    Una Societa’ sull’orlo del fallimento che garanzie puo’ dare su aspetti basilari quali:
    Rispetto dei diritti dei lavoratori, modalita’ di gestione delle merci , selezione dei fornitori su parametri di qualita’ e non secondo logiche di emergenza? ( se non pago il fornitore A andro’ a cercare la merce da qualsiasi produttore che , probabilmente disperato come me, ha bisogno di vendere anche con un concreto rischio di non venir pagato. Che qualita’ sto comprando?)
    Estremizzando il concetto, se la logica deve essere: fallita una Societa’ ne troviamo un’altra nella stesa area per diffondere il marchio credo che tale politica sia abbastanza discutibile.
    Esistono i consumatori come esistono anche i dipendenti in primis e anche i fornitori, meglio non dimenticarsene nel valutare la politica di gestione di un Brand .

  5. Dott. Andrea Meneghini
    Andrea Meneghini

    Io ho sempre pensato la stessa cosa, sono sincero, però devo ammettere che le logiche che Despar espone devono essere considerate.
    Mi faccio, e faccio a tutti voi lettori, alcune domande:
    Se è vero che Despar ha alle spalle dei fallimenti importanti (poi in verità si parla di un Sadas che ha fatto una società con Unes salvandosi dal fallimento tecnico; Un Aligrup che forse ha avuto l’unico torto di vivere in Sicilia e dove lo Stato ha fatto di tutto per non salvare in modo decoroso l’azienda), mi sapete dire quale altra società DO (a parte Conad post Cedi Puglia) chi è immune da casi similari negli ultimi anni in DO?
    Io sono un sostenitore del controllo della Centrale che fa contratti per conto di altri e si impegna a prestazioni per conto di altri, però mi rendo conto che un Brand presente in 36 Paesi nel Mondo non si deve preoccupare tanto delle vicissitudini nazionali. La stessa Centrale Nazionale segue in maniera attenta i dettami della Centrale Internazionale e qui si possono avere opinioni divergenti.
    Despar, forse proprio per questo, dovrebbe invece comunicare di più, dovrebbe far capire in maniera più chiara la propria Mission.
    Altra considerazione, i danni ai fornitori ed ai dipendenti sono due casistiche diverse: nel secondo si parla di un soggetto debole senza armi di difesa. Nel primo si parla di un soggetto che sceglie un partner commerciale. Io, come da un lato credo che la Distribuzione dovrebbe essere molto attenta alle garanzie che da agli interlocutori commerciali, però credo anche che l’Impresa debba essere più preparata ed investire in maniera più intelligente i propri denari, sia in termini commerciali sia in termini di tutela del rischio imprenditoriale. Invece l’Impresa (più evoluta) si rivolge ad assicurazioni del Credito pensando di aver risolto i problemi, senza sapere che il rischio (Alea:da contratto aleatorio)dall’altra parte è zero e gli oneri altissimi. Dovrebbero invece porre in essere attività più precise e più serie in merito ad indagini di valutazione con l’obbiettivo di scegliere coscientemente di non avere relazioni con soggetti a rischio. Invece si fa il contrario e poi si da la colpa all’insegna. A me sembra tutto abbastanza assurdo, in Germania quando leggeranno questo POST ci rideranno dietro (chi ancora non lo sa).

  6. brazov

    La logica Despar “teorica” sarà pure un altra ma, come spesso capita alle aziende distributive, la pratica è un altra.
    Tutto è opinabile ma minimizzare in questo modo le vicende sicule è grave !!!
    Quoto 100% Tenedevioccupare.

  7. tenedevioccupare

    per non citare Cavamarket, fallimento altrettanto fragoroso e doloroso…

  8. giuseppe

    parlate senza conoscere la filosofia despar in tutto il mondo.
    non a caso è il gruppo distributivo più diffuso al mondo.
    i casi di fallimento sono ne più ne meno che proporzionali alle altre realtà presenti

  9. PolPol

    Secondo me una Società della DO “immune da casi similari negli ultimi anni” c’è e si chiama Selex.

    Spar, pur essendo l’Insegna Food presente in più Paesi, con 32Md non è neanche tra i primi 30 Global Retailers; Despar Italia, se non fosse per ASPIAG (Spar Austria) che si è comprato tutto quello che c’era di buono, avrebbe già chiuso…

  10. giuseppe

    Aspiag è un componente molto importante per despar in italia sia in termini di volumi che di know how.
    ma cmq rappresenta al massimo il 25% della rete…e parliamo di un gruppo che è presente in almeno 8 nazioni in europa.
    ripeto…se non conoscete astenetevi dal dare giudizi…

    1. PolPol

      Giuseppe, Aspiag rappresenta il 49,5% del fatturato Despar 2012 (ed il 41,1% dei mq); guarda caso, se cerchi Despar su Google il primo risultato è Despar Nord-Est (ASPIAG)

      Conosco, quindi non mi astengo…

  11. giusepper

    Ripeto…chi non conosce i fatti precisi è meglio che non scriva nulla.
    mi riferisco a questo PolPol….
    Vedrete i dati 2013.
    Aspiag seppur azienda modello a livello MONDIALE, sarà ridimensionata nel consorzio di despar italia.
    Sul fatto google lo sanno pure i bambini di 2 anni come funzionano i motori di ricerca….fammi il piacere ….
    meglio tacere!
    Giuseppe

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