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Art. 62: per il ministro Passera è “implicitamente abrogato”: e scoppia la guerra tra le associazioni di imprese

Passera

Ha fatto scalpore nel mondo dell’industria italiana la dichiarazione del ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, che considera «implicitamente abrogato» l’articolo 62 della legge 27/2012 – per via del successivo recepimento nell’ordinamento nazionale della direttiva Ue sui pagamenti (2011/7/Ce, attraverso il dlgs 192/2012).
Ne l’industria ne la distribuzione sono ancora riuscite ad “assorbire” gli effetti dell’Art. 62, ma ecco che tutto viene rimesso in discussione. Classico caso di chiarezza e coerenza legislativa all’italaina.
Confindustria addirittura si spacca e rischia anche la scissione “sull’obbligo di contratti in forma scritta e pagamenti in tempi certi nelle forniture di prodotti agroalimentari”. Dopo il sostegno esplicito di viale dell’Astronomia al parere del Ministro Passera,  il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua Magliani, ha preso carta e penna e ha scritto una missiva di protesta al presidente di Confindustria, lamentando la mancanza di coordinamento tra le varie associazioni facenti parte di Confindustria nelle dichiarazioni pubbliche.
Le posizioni di contrasto all’articolo 62 assunte da Confindustria, oltre a generare i mal di pancia degli industriali di settore, riecheggiano le minacce di rottura, già manifestate da un’altra organizzazione aderente a Confindustria, Centromarca. La nota del Ministro ha creato “una situazione incredibile, che rischia di inceppare l’attività delle aziende”, sottolinea Luigi Bordoni, presidente di Centromarca. “Le nostre industrie  hanno lavorato un anno e sostenuto costi ingenti per adeguarsi alla legge -prosegue Bordoni- modificando sistemi informativi e documenti amministrativi, rivedendo relazioni con i clienti e contrattualistica. Hanno fatto riferimento a una norma approvata dal Parlamento, che ha raccolto il parere favorevole del Consiglio di Stato ed è dotata di un regolamento sulle procedure istruttorie dell’Antitrust. Non è concepibile -conclude Bordoni- che nella primavera 2013 si arrivi a sostenere che una legge del gennaio 2012 è stata soppiantata da una Direttiva del 2011”.
Ed in effetti la vicenda inizia ad assumere i tratti della commedia. L’art. 62 ha creato e sta continuando a creare enormi problemi di liquidità alle aziende distributive che si riflette inevitabilmente su tutta la filiera dei fornitori. Inoltre, come abbiamo più volte sottolineato in questi mesi, i benefici generati dalla normativa per le aziende del settore agroalimentare sono molto limitati. Ora si mette perfino in discussione l’effettiva validità della norma!
Il nostro parere è che una tale confusione rischia di seppellire definitivamente intere filiere produttive che comunque, qualsiasi sia la legge che cerca di regolamentarne i rapporti contrattuali, subiscono la pressione del “più forte”, che in una situazione difficile come quella attuale, nella mancanza di chiarezza, può approfittarne.

 

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

4 COMMENTI
  1. Silvestro

    Ancora più scalpore suscita a contrapposizione tra due Ministeri dello stesso Governo…

  2. brazov

    Credo che il governo tecnico passerà alla storia come il peggiore del dopo guerra, e purtroppo non era facile fare peggio dei predecessori….

  3. Tenedevioccupare

    Non credo esista un altro Paese nel quale la cosa pubblica, le leggi , la burocrazia siano cosi’ mal gestite.
    Il costo complessivo affrontato da fornitori e clienti e’ stato molto consistente in un momento di generale difficolta’ e di vacche magrissime.
    La realta’ nella quale opero solo per adeguare il sistema informatico alla nuova modalita’ di fatturazione ha investito svariate migliaia di €. La nostra casa madre ha sede all’estero . Ora dovro’ spiegare per l’ennesima volta che avevamo scherzato, si torna all’antico, tutto da rifare. L’amara verita’ e’ che alla fine nessuno paghera’ per i danni causati . Una quantita’ cosi’ elevata di incapaci nella stanza dei bottoni non e’ mai esistita , e non sono certo i titoli accademici a fare la differenza.

    Sono appena stato in un centro commerciale importante appena fuori Milano.
    Un 30% dei negozi era desolatamente chiuso. Nell’ ipermercato distese di espositori ed isole promozionali con tutto a 1€.
    Siamo falliti ma dobbiamo ancora rendercene completamente conto (?).

  4. bruno

    Penso che solo qui si facciano certe cose.
    Ma vorrei sottolineare un altro punto, l’art.62 sarebbe solo per alcuni prodotti, chiediamoci come si stà comportando con i Fornitori che gli forniscono altri prodotti che non rientrano nel’art.62???
    UNA LEGGE DEVE ESSERE UGUALE PER TUTTI!!!
    Bruno

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