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GDONews fa i raggi X ai bilanci dei protagonisti della DO: chi performa bene nel periodo della crisi? Non mancano le sorprese!

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Proseguiamo il nostro lavoro di osservazione delle performance finanziarie delle aziende della GDO, focalizzandoci su alcuni dei più noti operatori del settore della DO.

L’analisi è stata eseguita su cinque insegne della DO nazionale (AGORA’, CONAD, DESPAR, SELEX e SIGMA), per ciascuna delle quali abbiamo studiato i bilanci di un campione rappresentativo formato da almeno due dei principali operatori sul mercato, con dimensioni e aree geografiche differenti fra loro, in modo da avere un quadro segnaletico il più rappresentativo possibile.

Le performance riferite alle singole insegne, e che verranno di seguito esposte, sono state quindi ottenute come media fra quelle delle singole imprese analizzate per ciascuna marca della DO.

Trattandosi di un’analisi a campione, essa sconta ovviamente i rischi e i limiti insiti in questo tipo di indagine, per cui appare corretto avvisare il lettore che le prossime considerazioni sulle insegne si riferiscono esclusivamente alle imprese operative analizzate, per quanto queste rappresentino alcuni fra i più importanti operatori sul mercato. Queste le aziende esaminate:

Tenendo conto di un arco temporale abbastanza lungo e di differenti fasi economiche (quella espansiva 2005-2008 e quella recessiva 2009-2011) è interessante incrociare in un grafico i dati delle insegne rispetto a tre differenti parametri prettamente “operativi” del settore:

  • Redditività operativa netta: ovvero quanta parte di fatturato resta all’impresa dopo aver sottratto tutti i costi operativi (merci, personale, servizi, affitti, noleggi e ammortamenti). In questo caso, poiché le aziende hanno dimensioni diverse, quello che rileva è il valore del margine in relazione al fatturato;
  • Rotazione del magazzino: quante volte il magazzino ruota in un anno? Questo è il principale driver di efficienza nel settore della GDO;
  • Crescita del fatturato: evidenzia le differenti strategie (e fasi del ciclo di vita) degli operatori, anche in termini di nuove aperture e/o acquisizioni di altre aziende

Cosa ci dice questo grafico?

Che CONAD è l’unica insegna a posizionarsi pienamente nel quadrante rappresentativo dei migliori operatori (margini e rotazione del magazzino sopra la media), seguita da Selex e DESPAR, entrambe caratterizzate da una peggiore rotazione del magazzino.

Che CONAD, Selex e DESPAR sono anche le insegne che presentano la migliore performance in termini di crescita media annua del fatturato.

Che infine Agorà e SIGMA mostrano livelli di redditività, di rotazione del magazzino e di crescita al di sotto della media. E’ opportuno precisare che le aziende analizzate per tali insegne sono anche quelle con le minori dimensioni, e questo potrebbe spiegare alcune delle differenze notate.

Il grafico è interessante perché focalizza l’attenzione sulle più importanti aree operative del business commerciale, tuttavia, come vedremo in un prossimo articolo, al fine di perseguire l’obiettivo di una gestione volta al mantenimento o alla “creazione di valore” occorre considerare l’effetto sui risultati di altri elementi di gestione quali il ciclo monetario (tempi d’incasso e pagamenti), il peso degli investimenti e la struttura finanziaria con cui l’azienda ha scelto di operare.

Proseguiamo l’analisi della DO focalizzandoci sulle singole performance osservate nel grafico precedente.

Il primo driver per eccellenza è la redditività: in questo grafico, sempre riferito al periodo 2005-2011, abbiamo messo a confronto, per ciascuna insegna, il Margine Commerciale (quanto resta, in rapporto al volume d’affari, sottraendo ai ricavi gli acquisti di merci) con il Reddito operativo (quanto resta all’impresa, sempre in rapporto al volume d’affari, dopo aver sottratto tutti i costi operativi, compresi gli ammortamenti).

Notiamo subito un’ampia differenza i fra i vari operatori della DO (sia leggendo il grafico in senso orizzontale che verticale): ad esempio CONAD parte da un Margine commerciale del 7,7% e ottiene un Margine operativo medio dell’1,8%, mentre DESPAR, che presenta un Margine operativo medio molto simile a quello di CONAD, parte da un Margine commerciale tre volte superiore.

La distanza fra i due margini dipende, oltre che dal differente peso dei costi di gestione (quindi dalla maggiore o minore snellezza operativa), anche e soprattutto dal business model dell’insegna e della specifica azienda, ovvero da quanta parte del margine complessivo viene lasciata a monte (centrali di acquisto, supercentrali ecc…) o a valle della catena distributiva (vendita diretta ai punti vendita o meno), il che dipende anche da come l’impresa si posiziona all’interno della catena stessa.

E’ ragionevole pensare che le aziende con i margini commerciali più alti siano inserite in una catena distributiva più corta e viceversa.

Dal grafico emerge che DESPAR e Agorà’ sono le insegne caratterizzate dai più elevati Margini commerciali, mentre SELEX e CONAD presentano i livelli di Redditività operativa più elevati.

Ma fra i due tipi di margine quale è il più importante?

Naturalmente è il Reddito Operativo il margine il più importante, perchè rappresenta la parte di fatturato che, dopo aver spesato la gestione, resta per remunerare i finanziatori (le banche attraverso gli interessi), lo Stato (attraverso le imposte) e infine gli investitori della società (i soci), che poi sono anche coloro che rischiano di più, avendo investito il loro capitale senza alcuna certezza di rimborso né di remunerazione.

I prossimi grafici evidenziano l’evoluzione temporale della Redditività Operativa e della Rotazione del magazzino nei due periodi 2005-2008 (prima della crisi) e 2009-2011 (durante la crisi)

L’analisi mette in luce un ridimensionamento dei livelli reddituali di CONAD, che a seguito della fase recessiva che ha colpito l’economia in generale, subisce una riduzione dell’ampio margine che caratterizzava il periodo precedente, e che nel 2009-2011 si porta su valori più in linea con la concorrenza. Notiamo invece un miglioramento da parte di quasi tutti gli altri operatori, ad eccezione di Selex.

Se osserviamo l’evoluzione della rotazione del magazzino notiamo invece un miglioramento, anche nel periodo recessivo, dell’operatore CONAD, che già partiva da performance ampiamente superiori a quelle dei concorrenti, a fronte di un generalizzato peggioramento di efficienza di tutte le altre insegne.

Concludiamo infine la prima parte di questa analisi verificando se e in che misura la “crescita” abbia influenzato i risultati finanziari.

Il grafico ci restituisce due “mondi” diversi: da un lato le imprese che riescono a crescere anche durante la crisi (con tassi superiori a quelli del semplice aumento dei prezzi, quindi con aumento di fatturato legato anche ai maggiori quantitativi venduti, in questo caso probabilmente grazie a nuovi punti vendita). Ci riferiamo a CONAD e ad Agorà, che presentano, nel periodo 2009-2011 livelli di crescita superiori a quelli degli anni precedenti.

Dall’altro lato si trovano tutte le altre insegne, che evidenziano tassi di crescita inferiori al passato, e più vicini a quelli “inflazionistici”.

Discorso a parte per Selex, che rallenta la crescita rispetto al periodo 2005-2008, ma la mantiene sempre su valori elevati (è il secondo operatore per crescita, dopo CONAD, nel periodo 2009-2011).

Nel prossimo articolo andremo a vedere, anche con qualche sorpresa rispetto a quanto emerso nelle righe precedenti, se e quali sono le insegne che hanno operato raggiungendo (o avvicinandosi) a risultati positivi in termini di creazione di valore e quali sono i fattori, al di là di quelli appena illustrati, che spiegano tali performance.

 

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Dott. Giuseppe Di Napoli

Esperto di analisi finanziaria, svolge da oltre dieci anni l’attività di consulente per piccole, medie e grandi imprese. Nel biennio 2010-2011 è stato responsabile nazionale dell’area Valutazione d’azienda e di business per l’Associazione Italiana degli Analisti Finanziari (aiaf), ente di cui attualmente è socio Responsabile per la Liguria. E’ autore di studi e approfondimenti di carattere finanziario su riviste di settore.

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