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GDONews intervista il dott. Alessandro Neri, Category Manager Grocery di Coop Italia

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Coop Italia crede molto nella categoria dei biscotti, la sua Private Label ha percentuali rilevanti rispetto alla media nazionale, ed attraverso le declinazioni salutistiche, il main claim ed il primo prezzo con l’euro presenta sugli scaffali un assortimento più completo rispetto ai competitors ed in grado di insidiare davvero la Marca.

D: Quanto è importante la Private Label nel mondo Coop sulla categoria dei biscotti?

R: La Private Label è importante in generale per tutta l’offerta Coop. Nello specifico, nella categoria dei biscotti, la PL, grazie all’offerta ampia e molto apprezzata dai Ns soci consumatori, ha un’incidenza quasi doppia rispetto alla media nazionale,  erodendo  vendite al leader, ma non solo. Come gli altri brand presenti nella categoria, necessita  di un’adeguata pressione promozionale;  nel 2012, l’intesità promo  pur crescendo di circa 5 punti, resta al di sotto  della media della categoria.

D: I vostri display attribuiscono più o meno i medesimi spazi sia alla vostra PL che a Barilla, è la vostra politica?

R: Noi della Centrale Nazionale diamo l’indicazione alle cooperative su qual è il display che noi riteniamo più adeguato in funzione degli spazi assegnati e delle leve marketing della categoria, ma la forza di Coop, per la sua stessa natura,  si trova nel localismo e nel rapporto col territorio  che ogni cooperativa cerca di soddisfare nel migliore dei modi; pertanto anche il display che lei avrà analizzato, è il frutto di decisioni locali.

D: Perché il leader nelle merendine ha meno appeal rispetto ai Biscotti se si analizzano le quote?

R: La categoria biscotti ha un leader, Barilla, che difende e presidia la sua quota attraverso diversi brand: Pan di Stelle, Gran Cereale,  Pavesi e Mulino Bianco. Di conseguenza la sua offerta è decisamente profonda su tutti i segmenti, mentre  nelle merendine incontra invece un altro player di tutto rispetto, Ferrero,  ma anche una PL non meno agguerrita.

D: Qual’è il peso che si può considerare più adeguato per unità di prodotto?

R: In base ai dati di vendita, il nostro consumatore sembra essere soddisfatto degli attuali formati di biscotti presenti nei display e quindi non si ravvisa una impellente esigenza di modificare il peso del prodotto. Stiamo però ragionando sull’opportunità di affiancare o sostituire, nei supermercati di prossimità,  gli attuali formati con confezioni più piccole, in linea con i trend sociodemografici e il calo generalizzato del potere d’acquisto.

D: Quest’anno lancerete nuovi prodotti in Private Label?

R: Noi presidiamo già diversi segmenti, siamo soprattutto attenti allo sviluppo del premium con particolare attenzione alle linee rivolte al salutistico, al biologico e all’equosolidale. Questi comparti di mercato stanno dimostrando ottime perfomance a dimostrazione che nei nostri punti si avvicina un consumatore sempre più esigente e attento a queste tematiche.

D: Quanto sono importanti i localismi nella categoria dei biscotti?

R: Sono molto importanti, più ancora lo sono per noi di Coop, che nel locale troviamo il nostro valore aggiunto. Ovviamente il prodotto locale trova la sua ragione d’essere nei nostri scaffali qualora soddisfi appieno l’esigenza di rappresentare una scelta di qualità intrinseca chiaramente percepita e di rappresentare al meglio la tradizione di quel territorio.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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