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La Coop ad una svolta? Ai vertici ci sono delle voci….

Nessuno ha ancora scritto nulla, ma tutti sanno che dentro il mondo Coop sta chiudendosi un’epoca. Complice la crisi, alcune scelte strategiche non condivise, forse anche le strategie sui Discount, insomma ci sono diversi nodi che da diversi mesi vedono aperto un confronto dentro le stanze dei vertici dell’azienda leader di mercato. Anni fa scrivemmo di una diatriba aperta tra i toscani e gli emiliani e ricevemmo una lettera di ammonimento segreteria della Presidenza, oggi ci troveremmo nella situazione di ripetere lo stesso disco, ma lo facciamo cercando di essere più obiettivi possibile. Il tema del confronto si è aperto, in maniera evidente, di fronte alle scelte strategiche di cambiare il modo di concepire il format Ipermercati; in Toscana non c’è più fiducia verso questo formato a causa delle performance che lo stesso soffre in maniera trasversale su tutto il mercato, soprattutto nelle strutture di grandi dimensioni (< a 6000 per capirci), e da ottobre 2012 Unicoop Firenze ha deciso di rivedere gli assetti dei suoi Iper allo scopo di dare loro una dimensione assortimentale più assimilabile ad un grande supermercato. Tralasciamo l’originalità dell’Insegna, che è passata da Ipercoop a Coop.fi, ci interessa comprendere invece cosa si vuole fare della centrale Acquisti No Food di Prato. Da quello che si capisce da fuori, le cooperative emiliane e del nord preferirebbero continuare sul modello attuale magari migliorando le politiche di marketing (aumentando l’offerta freschi e dei prodotti locali) e di pricing, ma le toscane (Tirreno e Firenze) hanno già scelto la via appena menzionata. A fine 2012 in un paio di riunioni di direzione di fine novembre si è rinnovato il mandato al Presidente Tassinari, ma secondo alcune voci di corridoio tale mandato avrebbe una scadenza diversa dalla naturale. La Presidenza Tassinari è in ogni caso da considerare storica già da ora, i cambiamenti che l’azienda ha fatto sotto la sua epoca sono indimenticabili, a partire dalla nascita del concetto di socio prestatore, che di fatto ha cambiato l’anima dell’azienda. Molti lettori scrivono, talvolta criticando, circa il fatto che la Coop è più avvicinabile ad una Banca che ad una catena di Supermercati, anzi lo stesso Sole 24Ore ha scritto un articolo in merito a ciò qualche mese or sono. Gli esperti finanziari di GDO News sono molto incuriositi da questa realtà, e nelle prossime settimane analizzeranno come sono strutturati i bilanci di molte aziende della GDO tra cui alcune cooperative, ma una affermazione è già possibile indipendentemente dalle analisi: se anche è vero che la Coop è una creatura che si divide tra la sua funzione di Cooperativa di consumatori tradotta nella distribuzione di merci alimentari e parallelamente di raccolta di denari dei soci sovventori (il tutto permesso ovviamente dalla legge), è anche vero che uno stereotipo di tal genere non è ravvisabile nel mondo, non certo dalle francesi i cui servizi finanziari hanno una logica completamente diversa rispetto alle politiche attuate da Coop. La Coop Italia, anche a causa di alcune scelte legislative, è un fenomeno unico nel mondo, criticabile se si vedono le logiche di mercato tradizionali, ma assolutamente originale nella sua definizione. E’ un colosso economico accorto e prudente, nella recente vicenda siciliana di Aligrup è stata vittima degli eventi locali, è stata attaccata su tutti i fronti, e nonostante si fosse comportata assai seriamente non ha mosso nessuna critica ai suoi detrattori. La stessa GDONews negli anni ha criticato alcuni asset ed alcune decisioni, ma il Presidente Tassinari ha sempre dato voce a tutti e risposto a tutti. Il giorno che terminerà il suo mandato, anche questo atteggiamento “lombardiano” se ne andrà con lui, e tutti noi ne avremo nostalgia. Ha fatto delle scelte coraggiose, come quella relativa ai Discount, ancora oggi non si capisce se su quel fronte sta facendo bene o ha fallito, lo sapremo in un futuro prossimo, ma l’atteggiamento della Coop, che è sempre stato ambiguo nei confronti di questo formato di vendita, negli ultimi anni della Presidenza Tassinari non ha invece avuto dubbi, ci ha creduto. Anche su questi temi sappiamo invece che i fiorentini sono sempre stati tiepidi in merito. Il Presidente Tassinari, durante il suo lungo mandato, ha conosciuto i momenti d’oro della crescita e li ha cavalcati soprattutto privilegiando gli Ipermercati, creando un gigante leader assoluto nel miglior formato. In questi anni si è scelta la strada dell’unione, delle cooperative, degli assortimenti, e per un certo periodo in alcuni territori anche dei prezzi, allontanandosi strutturalmente da un prototipo di azienda assimilabile in tutto e per tutto alla DO per approdare ad una grande azienda con centri decisionali univoci, come una vera e propria GD. Oggi con una crisi devastante che coinvolge tutto il Paese, si stanno cercando soluzioni su tutti i fronti, si parla di unione di alcune cooperative (non in distretti ma vere e proprie fusioni) e di revisione dei formati di vendita, ma si parla anche di marca commerciale, l’arma che la Coop vuole usare per mantenere con numeri positivi i volumi e fidelizzare maggiormente il consumatore. E proprio questo territorio può essere la soluzione ai problemi attuali, la Coop detiene sia sul Food che sul No Food una invidiabile Private Label, completa e profonda, capace di soddisfare tutti gli stereotipi di consumatore, e capace di fare vera concorrenza alle marche. Sarà su questo terreno che il leader di mercato dovrà cimentarsi nei prossimi anni per affermare ancora una volta la propria leadership.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

11 COMMENTI
  1. aldo

    Aggiungo, il mondo coop è spaccato anche al suo interno per le vicende MPS – Unipool/ SAI.

    Una scissione tra coop sia sui temi distributivi, ma anche su quelli finanziari.

  2. paola

    Buongiorno dottor Meneghini, non entro nel merito, solo una precisazione tecnica a quella che credo sia una svista: nelle Cooperative socio sovventore e socio prestatore non sono la stessa cosa, si tratta di figure sostanzialmente diverse.

  3. Dott. Andrea Meneghini
    Andrea Meneghini

    Paola buongiorno, lei ha ragione e mi scuso della svista. Approfitto per chiarire a tutti gli amici lettori: il 14 Aprile 1999 nell’auditorium della tecnica di Roma venne legittimata l’introduzione nella compagine sociale delle cooperative la figura del socio sovventore, ossia “di socio di capitale” che si può considerare alla stregua di un vero e proprio investitore finanziario come in qualsiasi società per azioni, con pieno diritto a partecipare alla distribuzione degli utili prodotti dalle cooperative.Il congresso della Legacoop di quel 14 Aprile 1999 sancì in buona sostanza che le cooperative potevano essere costituite da due tipologie di soci (grazie alla legge N.59 del 1992 elaborata da Edwin Morley-Fletcher) quello “cooperativo” vincolato al principio mutualistico, che non partecipava alla divisione degli utili, e quello “sovventore di capitale” che invece vi partecipava.
    Chiedo ancora scusa ai lettori ed alla gentile Paola, spero di aver corretto la svista.
    Andrea Meneghini

  4. brazov

    Vista la natura dell’azienda è normale che vi siano ampie “discussioni” per usare un eufemismo. C’erano quando le cose andavano bene, figuriamoci adesso!

  5. Young

    L’impressione che manchi un leader in Coop Italia, le varie cooperative sono arroccate sulle loro posizioni, perdendo di vista l’obiettivo comune. La totale assenza in Area 4 pesa, così come la gestione Sicilia. Credo che si improcrastinabile un rinnovo del management.

  6. burattino

    Il problema è in periferia non di certo in Coop Italia!Il leader c’è,forse ancora per poco,ma c’è!
    Ce ne fossero di Tassinari nelle varie cooperative!

  7. tony

    il problema è che di leader forti ce ne sono almeno 2: Tassinari e Campaini…
    Forse da qualche giorno a questa parte il secondo avrà qualche pensiero più “pressante” del ruolo di Coop Italia e del futuro degli Ipermercati, (la seguente info non è di dominio di GDONews ma solo del lettore) essendo sotto di oltre 400mio€ sul 2,7% di MPS detenuto da Unicoop FI, partecipazione fortemente voluta dallo stesso Campaini che siede in CdA e si è da poco dimesso da vicepresidente di MPS per “i troppi impegni di lavoro”

  8. aldo

    Ma Holmo quanto possiede di MPS?

    1. Il grossetano

      Zero % dai tempi della mancata scalata bnl…..e ora non esiste +

  9. doc

    Io invece vorrei sapere se queste loro avventure finanziare alla fine andranno a discapito dei punti vendita in loro possesso e che quindi alla fine pagheranno i lavoratori !

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