GDO News
23 Commenti

Rapporto Coop: 2012 peggior anno dal dopoguerra e nel tunnel nessuna luce

Il 2012 fa segnare la più ampia contrazione dal dopoguerra dei consumi delle famiglie (-4%) e per il 2013 si stima un ulteriore calo dell’1,3%. Dopo sei anni di crisi, quindi, i consumi degli italiani torneranno in media indietro di ben 17 anni, ai livelli del 1996. Sono i dati e le previsioni di Coop, la prima catena della grande distribuzione in Italia, all’indomani delle festività natalizie contenuti nel rapporto ‘Consumi & Distribuzione’, redatto in collaborazione con Ref Ricerche e Nielsen.

Resteranno in grande difficoltà gli alimentari (la spesa deflazionata procapite più bassa dagli anni ’60), l’auto (valori tornati al 1974), l’abbigliamento (1984). In arretramento anche i viaggi (1994) e la ristorazione (1999). A causa del forte aumento dei prezzi non cambia invece significativamente la spesa per carburanti, utenze, mutui e affitti. Inattesa vitalità delle vendite della grande distribuzione sotto l’albero: dopo mesi di gelata dei consumi e di un inizio dicembre molto difficile, le famiglie hanno concentrato gli acquisti di cibo e regali in iper e discount nell’ultimissimo scorcio d’anno (+5% nelle ultime 2 settimane).

“I consumi sono diminuiti quattro volte di più di quanto è calata la spesa pubblica e la vera spending review in Italia le famiglie l’hanno fatta a casa propria riducendo gli sprechi e il superfluo anche negli acquisti di Natale – sostiene Albino Russo, responsabile dell’ufficio studi economici di Ancc-Coop (l’associazione nazionale delle cooperative di consumatori) – senza possibilità di andare in vacanza o anche al solo ristorante gli italiani si sono rivolti alla grande distribuzione per allestire la tavola delle festività e fare i piccoli regali di famiglia. Premiando però soprattutto i formati più economici e convenienti”.

Dati dell'autore:
Ha scritto 517 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

23 COMMENTI
  1. Max

    Se siamo arrivati a questo punto e’ dovuto al fatto che la crisi economica era stata pianificata dai banchieri internazionali (ai vertici delle societa’ segrete) per la creazione di una dittatura chiamata Nuovo Ordine Mondiale.

  2. giulio

    Si dice che quest’anno Coop sbarcherà in Calabria attraverso la più grossa acquisizione di tutta la sua storia.
    Qualcuno sa qualcosa in più?

  3. erni

    La crisi è cominciata con l’introduzione della moneta unica , l’impossibilità di stampare la propria moneta ha portato ad un impoverimento progressivo che via via aumenta negli anni , ovvero se nel 2012 in Italia giravano 1000 miliardi nel 2013 ce ne saranno meno e nel 2014 ancora meno … le immissioni di liquidità della BCE sono del tutto inadeguate dato che vanno a ingrassare solo le banche d’affari…. Per uscire dalla crisi non c’è altra via che tornare alla sovranità monetaria stampando moneta e proteggere seriamente il made in Italy !

  4. giulio

    Aldo e Raul, voi sapete qualcosa su questa probabile rivoluzione calabrese?

  5. Nonno

    Buongiorno dobbiamo ripartire dalle basi. Rispetto verso il prossimo! Sentirci noi STATO! Bastano semplici comportamenti. E’ dal livello sociale che ricreiamo una economia. Se noi siamo sinceri puliti ed onesti l’economia sarà tale.
    Serve una pianificazione economica ed un “nazionalismo” negli acquisti.

  6. giulio

    Aldo, sei proprio un mito! Sei riuscito a sintetizzare tutto in solo quattro lettere!
    Dimmi una cosa: cosa succederà gli affiliati? Se non sbaglio Coop non vuole avere affiliati. O sbaglio? Esiste qualche zona d’Italia dove Coop ha affiliati?
    P.S. Quanto tempo ci vorrà per la firma?

  7. aldo

    Io nulla so, comunque la risposta potrebbe essere di tre lettere

  8. aldo

    A proposito di Coop e di affiliazione, a memoria non mi sembra che abbiano affiliati, ma anni fa, Coop aveva pensato di cedere ad una società esterna sempre controllata da loro il marchio coop, perchè ma sto andando a memoria, da statuto non possono come cooperativa aprire negozi in franchising, per cui cedendo il marchio ad una società terza la cosa sarebbe stata possibile.
    Non ricordo se la cosa è poi successa, credo che ci fossero delle forti obiezioni al riguardo da alcune cooperative.

    1. giulio

      Aldo, mi par di ricordare che, in un caso simile, nel Lazio venne tirato fuori un nuovo marchio nato dal nulla. Tu che hai una memoria di ferro sai dirmi se ricordo bene? Quale marchio era?

  9. Raul

    Giulio, Aldo ti ha risposto bene. Io ho comunque qualche dubbio. Di questa trasformazione ( e non acquisizione) si parla già da qualche anno ma ancora non si muove nulla. Cosa ha frenato questa operazione. Voci dicono che finanziariamente chi ha attualmente i pv ha seri problemi finanziari( soprattutto dopo le acquisizioni i terra campana). Molti fornitori hanno bloccato le forniture e le stesse sono incassate con notevole ritardo.
    Indipendentemente da tutto faccio una mia considerazione: la Calabria non è terreno per coop. Non vi è un solo pv ( di quelli che dovrebbe acquisire) che ha fatturato tale da avvicinarsi ai parametri di coop. Ricordiamoci che in Calabria l’intera popolazione è meno di un milione e ottocentomila abitanti sparsi su un territorio lungo, stretto e senza tante vie di comunicazione. Aggiungiamoci che oggi Auchan soffre terribilmente ( per mancanza di…..consumatori) figuriamoci lo scenario quando i colossi saranno due.

    1. giulio

      Raul, che differenza c’è fra trasformazione ed acquisizione?
      Riguardo la densità di abitanti, sicuri che nel Sud della Campania, in Basilicata e lungo la costa sud della Sicilia la situazione sia tanto migliore?

  10. lucia

    ovvio che dicono che va male,devono uniformare tutte le coop in modo che tutti i dipendenti prendano stipendi da fame,sfruttarli in nome dell’ideologia di sinistra del lavorare tutti….e basta,ringraziando pure,calpestare integrativi,da ultimo quello di coop lombardia e cercare di creare un finto monopolio…ad uso esclusivo di negozi come filiali bancomat ovviamente aperti 7gg su sette.ovvio pero che nessuno sa come realmente vada il prestito sociale,loro dicono in perdita….ma rispetto a cosa????tanto non hanno capito che se uno i soldi non li ha di sicuro non li spende ne al lunedi,ne la domenica.e se vince silvio che comincia a tassarle come si deve che fanno……mi sa che chiudono.

  11. aldo

    Si in Lazio usarono un altro marchio, Mario ne scrisse, a proposito Mario dove sei? ma credo che li fosse una questione tra Unicoop Tirreno e FI, in teoria quella era zona di Tirreno e Fi acquistò pv li.

    Sul discorso della densità della popolazione e dei redditi, concordo, e vi racconto che anni fa feci queste stesse osservazioni in coop Italia, a proposito degli Iper, ma giustamente mi risposerò che o aprivano quelli o non entrvano nel mercato.
    Ora se la crisi di certi gruppi della DO è vera, hanno la possibilità di comprarsi i pv super, ma soprattutto negozio di vicinato.
    In un territorio con bassa densità e poco reddito, quelli sono i pv su cui puntare, certo se si porta un know – how su logistica, category etc si fanno anche soldi.

    7/11 ne è un esempio, è quel negozio potrebbe funzionare molto bene anche da noi.

  12. mario

    la coop vende solo fumo… sono sciacalli… la scorsa estate dovevano acquisire Aligrup(marchio despar per la sicilia). era pure uscito un comunicato congiunto tra despar italia e Coop, ma ancora oggi 09/01/2013 niente… stanno aspettando il fallimento dell’azienda per cui “lavoro” per poi prenderla con 4 soldi e senza personale… hanno portato avanti un’inspiegabile tira e molla andato avanti per tutta l’estate per poi defilarsi a settembre quando ormai la situazione era completamente precipitata… occhio con questi individui, la loro politica è questa… far fallire per acquisire a 0…

  13. giulio

    Mario, secondo me il caso siciliano non è neanche minimamente paragonabile.
    Non bisogna infatti dimenticare gli ottimi rapporti fra la Coop e il presidente della catena, che secondo me avrà un futuro da dirigente nel mondo Coop.
    Pertanto molto difficilmente si aspetterà il tribunale fallimentare come in Sicilia.
    Anche perché se finisse in mani “straniere” la centrale rimarrebbe praticamente priva di qualsiasi punto vendita decente in Calabria…
    E poi non dobbiamo dimenticare che nella provincia più popolosa della Calabria, la catena è assolutamente leader. Sarebbe davvero un peccato rischiare di perdere una simile opportunità.
    E poi non mi pare la che la situazione sia proprio disperata come in Sicilia. Non dimenticare infatti che nel banco frigo trovi tranquillamente la provola e la mozzarella di quella controllata francese che è la prima a far sparire i propri prodotti quando la situazione diventa irreparabile.

  14. Giuseppe

    Sto leggendo che parlate di CALABRIA…
    In Calabria la crisi è elevatissima, i P.V. di alcune società sono ubicati in posti difficili da raggiungere, o meglio, da raggiungere solo con l’auto, e con questa crisi le persone preferiscono fare la spesa sotto casa dove trovano marchi nazionali con volantini e prezzi a scaffale molto competitivi, quindi perchè prendere l’auto e fare 10-15 km per fare la spesa??
    I migliori investimenti rimarrano i supermercati cittadini, sono gli unici che con un bel marchio potranno fare numeri..
    Quindi per chiudere vorrei capire fino a che punto conviene acquistare P.V. grandissimi dove fanno fatturati minimi, ricordo che l’energia elettrica costa molto come varie tasse (rifiuti-insegne-dipendenti) quindi immaginate le spese per una struttura di 2 – 3.000 metri quadri…
    Staremo a vedere cosa succederà…

  15. giulio

    Giuseppe, per quanto riguarda le grandi dimensioni, io farei una grossa differenza fra quelli ubicati da soli e quelli invece ubicati all’interno di grossi centri commerciali.
    Quelli ubicati da soli (o quasi) non li vuole praticamente nessuno, gli stessi francesi sono tanti anni che non riescono a trovare neanche mezzo acquirente. Ma quelli ubicati all’interno dei più grandi centri commerciali della regione sono invece secondo me appetibili per due ragioni:
    1) Tanta gente capita lì per caso quando va a visitare il centro commerciale, uno dei passatempi preferiti dagli italiani
    2) Volendo si può sempre rimpicciolire l’area, basta darne un pezzo ad un nuovo negozio, concentrandosi solo sull’area food.

  16. Giuseppe

    Giulio, quello che dici, cioè, dei centri commerciali, non lo condivido, cioè, i centri che in Calabria funzionano sono 4-5, di questi quelli in piena forma sono 2-3, tutti gli altri centri commerciali sono fallimentari, infatti all’interno si vedono decine di negozi chiusi, io penso che con un buon volantino e dei buoni market ubicati nei centri città, le persone piano piano non andranno più a fare la spesa nei grossi P.V., basta a volte vedere un volantino del marchio leader in Italia dopo Coop, e basta vedere un volantino di un grosso P.V., e ti accorgi i problemi dove sono, cioè, è possibile che sono più attraenti le offerte di un P.V. di 300-400 mq, che non le offerte di un P.V. di 7.000-8.000 mq?? Per poi non parlare dei discount che chiudono con incrementi del 15-20-25%…
    Il futuro saranno strutture di 700-800 mq ubicati in centri città con un buon volantino, buon assortimento e dipendenti pronti a soddisfare i propri clienti…

    1. giulio

      Giuseppe, scusami, ma forse mi hai frainteso.
      Ho solo voluto dire che mentre le grosse superfici ubicate nel deserto sono destinate a morte sicura, quelle ubicate in grossi centri commerciali almeno hanno un barlume di speranza, magari rimpicciolendo la metratura…

  17. lucia

    ma giulio e giuseppe per caso siete quadri coop???no perche’ il discorso era un altro.oramai quasi tutti fanno la fame tranne appunto coop che ha le banche interne,ma ha scarse capacita dirigenziali per quanto riguarda la gestione caratteristica,data dal fatto che i consigli di amministrazione,esempio la lombardia,sono tutti ex partiti che altrimenti fuori farebbero la fame se non integrati nel sistema.buttiamo un occhio a carrefour che taglia l’iva?e coop?ancora con la littizzetto che insulta napolitano con i soldi del canone????mah…..

  18. Giuseppe

    Giulio, quello che volevo dire è che i grossi centri commerciali hanno i giorni contati, già in parecchie strutture vedi magazzini vuoti e nessuno ha intenzione di fittarselo..
    Quindi secondo me sono destinati anche a morte sicura i grossi centri commerciali, tranne 3-4 al massimo..

    1. giulio

      Giuseppe, mi par di capire che tu ipotizzi la chiusura del 70% dei centri commerciali calabresi…
      Onestamente mi pare uno scenario da guerra civile.
      Più probabile invece che i proprietari abbassino finalmente gli affitti, in modo tale che qualche commerciante possa abbandonare la “strada” per trasferirsi nel molto più accogliente centro commerciale.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su