GDO News
8 Commenti

Clamoroso: Bernasconi lascia Mediaworld

Ancora manca un comunicato ufficiale, ma oramai nemmeno serve più per mettere a conoscenza il mercato di una notizia che sa di clamoroso: Pierluigi Bernasconi, da ben 21 anni al timone di Mediamarket in Italia (Gruppo Metro), insegna Media World e Saturn, ha rassegnato le proprie dimissioni da amministratore delegato e direttore generale motivandole come “questioni personali”. Lascia, cioè, una realtà che in Italia opera con quattro brand (Media World, Saturn, Saturn On Line Shop e Media World Compra On Line), attraverso 114 punti vendita e che genera un fatturato di 2,5 miliardi di euro  contando su uno staff di 8.500 persone. Le redazioni bergamasche, ricordiamo che MediaWorld ha sede a Curno, in provincia di Bergamo, parlano di un incontro diretto tra il manager e la dirigenza della casa madre MediaMarkt (Gruppo Metro), della quale aveva avviato l’attività in Italia fin dal 1989, per poi approdare al primo punto vendita nel 1991. In questi 21 anni Bernasconi non solo ha saputo intercettare e anticipare tutte le tendenze del suo mercato di riferimento, ma negli ultimi anni aveva saputo cogliere la spinta verso la multicanalità, vero motore per coniugare commercio tradizionale e nuovi modelli online. Bernasconi, classe 1954, dopo una prima esperienza dentro il Gruppo Metro, ha seguito fin da l’inizio l’ingresso del gruppo tedesco in Italia nel campo dell’elettronica di consumo e successivamente ha fortemente contribuito alla nascita e l’evoluzione dei marchi e dei punti vendita Media World, prima, e Saturn nel nostro Paese. L’apertura del primo negozio con insegna Media World risale al 1991 a Curno (a 10 minuti da Bergamo) e in ventun anni la catena è arrivata a fatturare oltre 2 miliardi di euro in Italia. Il mamager nel corso degli anni ha avuto idee geniali di marketing come quella del 2006, quando in occasione dei mondiali di calcio lanciò un programma promozionale più che aggressiva per la vendita di televisori (assicurandosi per proteggersi dal rischio). Negli ultimi anni, complice una seria crisi che coinvolge il format, ha lottato per mantenere i numeri degli anni precedenti senza riuscire, come tutto il mercato, alle evoluzioni anno su anno a cui era abituato. Il primo a sperimentare seriamente la vendita online ed ad abbandonare il concetto di volantino (che ha trasferito sul web e sulle app) ha visto la sua creatura raggiungere una forte leadership poi minacciata da altri agguerriti concorrenti. Alcuni insider interni all’azienda ipotizzerebbero le dimissioni in merito a un processo di riorganizzazione aziendale richiesto dalla capogruppo tedesca e non gradito allo stesso Manager. In ogni caso Pierluigi Bernasconi rimane un grandissimo conoscitore del Retail, per di più ancora giovane e con una esperienza che alla GDO in questo momento sarebbe salvifica. GDONews è più che certa che il suo futuro sarà ancora sul mercato italiano….le voci come al solito non mancano. Intanto dopo aver ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del Lavoro nel 2010 dal Presidente Giorgio Napolitano, è stato premiato con l’Ambrogino d’oro lo scorso 7 dicembre a Milano al Teatro Dal Verme. Tra i premiati con l’Ambrogino anche Paolo Barberini ricomparso per l’occasione.

Dati dell'autore:
Ha scritto 763 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

8 COMMENTI
  1. Gianni Venturini

    Sicuramente un grande manager ma se guardiamo l’evoluzione dell’Insegna negli ultimi anni è stata snaturata la formula vincente del negozio specializzato e si sono appiattiti sulle logiche della GDO alimentare: contributi promo, fee d’ingresso, affitto spazi, ecc, perdendo di vista il Prodotto, la novità, ecc.

    Ora sui banchi di Mediaw/Saturn si trovano gli stessi assortimenti che si trovano in Autogrill, piuttosto che in Coop/Carrefour, perciò viene meno una buona ragione per il Cliente di entrare in loro punto vendita.

    Peccato..

    1. vittorio

      Dispisace veramente sapere che un manager di così grande vedute si sia dimesso da mediamarket, è un vero peccato sia per la società che ha goduto ed è cresciuta in tutti questi tumultuosi anni che per il personale tutto che lo stimavano ed al quale , come riferimento, dava sempre nuova linfa vitale e sicurezza.
      grazie comunque a PierLuigi per quanto ha fatto fino ad ora e spero potrà fare in futuro

  2. Marco

    L’unico commento da fare è che Bernasconi è giovane e si sarà anche stancato. Cambia Azienda e stimoli, punto.
    Quello che vorrei sapere bene è scritto sull’ultima riga dell’articolo ovvero su Paolo Barberini : ” ricomparso ” ! Ma che significato ha questa frase ? Grazie.

  3. Luciano

    Purtroppo ho constato in Mediaworld specialmente nel negozio di Trento, assortimento scarso e disordinato, prezzi mancanti, cassiere che non salutano e chiedono solo (oltre ai soldi) se si ha la loro tessera, maleducazione anche da parte dello stesso direttore….
    Per me mai più MEDIAWORLD che può anche chiudere tutti i suoi negozi in Italia.

    1. ANGELA

      PROBABILMENTE SIG.LUCIANO AVETE BECCATO LA SITUAZIONE SBAGLIATA,SONO ANNI CLIENTE SOLO DEI PUNTI VENDITA MEDIAMARKET,PER LA DISPONIBILITA’,L’EDUCAZIONE,L’ASSISTENZA E LA PROFESSIONALITA’ DEI DIPENDENTI,QUALITA’CHE PURTROPPO OGGI SONO UN MIRAGGIO.CREDO CHE POSSA CAPITARE CHE LA CASSIERA PRESA IN 1 MOMENTO DI FOLLA NON SORRIDA,FORSE E’TROPPO ATTENTA A NON SBAGLIARE IL PAGAMENTO???QST EQUIVALE A FARE BENE IL PROPRIO LAVORO!

  4. erni

    Forse se ne andato perchè la barca sta affondando o sta succedendo qualcosa di strano …. loro sicuramente lo sanno !

  5. Mimmo Mazzeo

    Non se ne andato solo Bernasconi. A novembre hanno chiuso 45 negozi Comet in inghilterra. Faccio notare che non hanno aspettato neppure dicembre che per il settore ha rappresentato sempre il 25% del fatturato annuo, Segno che la confusione in atto è grande e pochi o forse nessuno sa come orientarsi in questo nuovo mondo. Se a questo aggiungiamo che il colosso mondiale Best Buy venuto in Inghilterra per usarla come ponte per conquistare il mercato Europeo ha chiuso tutti i negozi che aveva aperto e si è ritirata negli stati uniti da dove era venuta. che la stessa Best Buy ha chiuso tutti i negozi in cina dove era andata con intenzioni molto forti di conquistare il mercato cinese. Che nonostante fosse rimasta sola sul mercato Americano dopo la chiusura dell’altro colosso Americano Circuit City Best Buy sta cominciando a chiudere i negozi anche negli Stati Uniti. Che il socio Fondatore di Best Buy è uscito dalla società e sta cercando di vendere senza essere ancora riuscito,le sue azioni. Se consideriamo tutte le altre chiusure delle più grandi aziende che ci sono state nel mondo che sarebbe troppo lungo elencare. Se pensiamo alla situazione italiana che si dibatte in una forte precarietà, dobbiamo finalmente finalmente prendere atto anche se con molto ritardo che il mondo è cambiato. Forse dobbiamo riconoscere che la fine del mondo pronosticata dai Maya nel 2012 era riferita al settore Elettronica ed Elettrodomestici. Una sparizione avvenuta per suicidio collettivo perchè come sempre avviene in questi casi nessuno a saputo vedere che il mercato offre ancora oggi più che mai, grandi prospettive di crescita e sviluppo del settore. Prima che il disastro si completi anche in Italia i pochi imprenditori rimasti dovrebbero aprire gli occhi e svegliarsi dal letargo di quella che tutti chiamano crisi ma altro non è che un cambiamento radicale del mercato. Un mercato che offre ancora 15 anni di crescita e di grandi soddisfazioni a chi lo sa interpretare. Tanti auguri di Natale e prospero anno Nuovo, è un augurio che si può realizzare. dipende da ognuno di voi!!!

  6. marco

    Ormai nei negozi Mediamarket si trovano solo stagisti e falliti che si accontentano di uno stipendio da fame. Provate a chiedere la differenza tra un sensore CCD e CMOS e sentirete le non risposte. Qualcuno si ricorda ancora la mission della insegna Saturn? Che fine ha fatto tale mission?

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su