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Quali sono le strategie dei grandi retailer internazionali per il 2013?

I retailer internazionali continueranno ad espandere la propria rete di negozi nell’area Emea, operando anche con strategie multicanale. Secondo il nuovo rapporto annuale di Cbre “How Active are Retailers in EMEA?”, presentato la scorsa settimana al Mapic, il 20% dei retailer intervistati ha espresso la volontà di aprire 30 o più punti vendita entro la fine dell’anno in Europa, Medio Oriente e Africa (area Emea) e circa i tre quarti hanno dichiarato di voler aprire almeno cinque o più negozi. Il ricorso alla vendita multicanale sta acquisendo sempre più importanza nelle strategie di espansione dei brand internazionali e lo shopping online rappresenta sempre un’importante area di crescita, accanto allo sviluppo del negozio tradizionale.
Nel 2013, i retailer internazionali hanno espresso la volontà di continuare a sviluppare le loro capacità di vendita online nei nuovi mercati e il 40% degli intervistati ha intenzione di espandere la propria copertura geografica, contro il 28% dello scorso anno. Solo il 27% non ha pianificato di migliorare la propria attività di vendita online in modo significativo. Il 44% dei brand considerati, come nel 2012, ha in programma di aprire fino a 10 punti vendita. Un terzo, invece, più dello scorso anno, progetta di inaugurare dagli 11 ai 30 negozi.

Per molti retailer l’espansione su larga scala è ancora possible con il 20% che intende aprire oltre 30 negozi rispetto al 25% dell’anno scorso. “La vendita al dettaglio multicanale si è sviluppata molto e in poco tempo ma, contrariamente alle previsioni, il negozio continuerà a svolgere un ruolo fondamentale. Vi è, infatti, una stretta correlazione tra il ruolo del negozio e la vendita multicanale: lo shopping online riesce a convogliare i consumatori sul punto vendita e per i retailers ciò può diventare un’occasione per migliorare i propri negozi”, osserva Peter Gold, Head of Cross-Border Retail – Emea di Cbre.

Il mercato più importante per i retailers nel 2013 è quello della Germania (54%) e ciò probabilmente è il risultato della sua economia forte all’interno dell’eurozona.
Il mercato italiano sta invece perdendo drasticamente interesse per i retailer intenazionali: se nel 2012 quasi il 50% dichiarava di voler investire nel nostro mercato, per il 2013 questa percentuale si è ridotta a meno del 20%. Un’altra notizia che non ci fa certo piacere.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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