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Klingan, CEO Rewe: Non usciremo dal mercato italiano, al contrario siamo qui ad investire

Dopo le cessioni di una buona parte dei Punti di Vendita sul territorio nazionale, soprattutto in favore del gruppo Conad, partner in Sicon, il Gruppo Rewe, autore tra le altre di una tragica, ed a nostro parere, sconsiderata strategia atta ad annullare la storica insegna Standa, quanto tutti pensavano che l’abbandono del territorio italiano fosse imminente, almeno relativamente al canale Supermercati e Superstore, sorprende tutti e dichiara, atttraverso il suo CEO Gotthard Klingan, che al contrario la trategia di Rewe in Italia è rivolta ad investire. “Siamo austroungarici- sostiene in una intervista al Corriere Economia della scorsa settimana- e vogliamo crescere in Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli e Liguria. Il mercato italiano non è saturo, c’è spazio per i punti di vendita di prossimità: i nostri clienti quest’anno sono aumentati del 5,9%. La media dei clienti è sopra ai 50 anni, persone anziane, senza famiglia, orientata all’acquisto dei prodotti di marca, dai nomi riconoscibili. […] Il nostro investimento medio per ogni punto di vendita è di 500-600 mila euro, abbiamo intenzione di spendere sino a 20 milioni l’anno sino al 2016. Il prossimo anno abbiamo in programma 5 aperture e 15 ristrutturazioni.” Klingan si è poi soffermato sulle “piazze” ed ha detto che “ I punti Vendita che abbiamo venduto, dalla Sardegna al Lazio, avevano grandi formati e da tempo non andavano bene. Sono rimasti 142 Punti Vendita tutti collocati nel nord. “ Ha poi spiegato che in alcuni territori hanno rilevanti quote di mercato, come Novara con il 12,5%, ma anche Milano con il 6,5% e l’obbiettivo sarebbe proprio quello di raggiungere questa concentrazione per ciascuna Provincia delle regioni interessate al nuovo Progetto. L’idea di Rewe è quindi quella di investire laddove il tessuto economico sia più rilevante che in altri territori, e chissà, probabilmente concentrando i costi della logistica. L’idea non è sbagliata sotto il profilo strategico, resta da vedere come si vuole interpretare il concetto di prossimità, è vero che le Grandi Marche sono quelle preferite dai consumatori di prossimità, ma è anche vero che si si è cimentato a fare importanti masse critiche di prodotti a marca commerciale sulle strutture di prossimità, ha incontrato il favore del consumatore e dei ritorni di marginalità, a parziale compensazione della pressione promozionale. Sarà da capire su quale direzione Rewe Italia si vuole dirigere nella pratica degli assortimenti e della comunicazione, sempre senza la storica insegna Standa.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

7 COMMENTI
  1. Informato

    C’e stata nei giorni scorsi la convention Billa a cui sono state invitate tutte le aziende fornitrici.
    La settimana dopo , i buyer hanno incominciato a convocare le aziende chiedendogli un contributo per i costi sostenuti per l’organizzazione della convention ed un contributo per chiudere al meglio i bilanci 2012
    Volevo chiedere al Dott. Klingan se non provano vergogna .

  2. Luca

    Caro Klingan se il comportamento della sua azienda e’ quello profuso dai suoi managers in Italia si dovrebbe vergognare. I metodi sono sempre gli stessi chiedere soldi all’industria senza dare nulla in cambio. Se questa e’ la mission strategica di Billa Italia venda e se vada. Siete meno del 1% del mercato nessuno se ne accorgerà nemmeno i clienti italiani anche i nostalgici di Maria Teresa.

  3. brazov

    Peccato! Una grande azienda italiana (Standa) mandata in malora da una serie di proprietari incompetenti o peggio …
    A partire dal cavaliere, che inaugurò la stagione dei pagamenti a 360 gg, fino agli attuali austroungarici, che in teoria la competenza dovrebbero averla.

  4. Tenedevioccupare

    Pensando a Standa ho alcune immagini che mi vengono in mente.
    Da cliente, la cassiera di un punto di vendita di Genova che faceva la maglia in attesa che i clienti si avvicinassero per pagare (sto parlando di 15 anni fa).
    Da fornitore, i pagamenti a 300g, i contributi listing fuori da ogni logica, sia come ammontare sia perche’ bastava pagare e inserivano di tutto e di piu’, l’inventiva senza freni nel trovare definizioni per nuove poste contrattuali.
    (una volta mi richiesero uno sconto fine anno per rientrare dalle differenze inventariali dovute ai furti)
    Una sola parola per descrivere questa realtà: decadenza.

  5. FORNITORE BILLA

    Sono un fornitore ex Standa oggi Billa quindi da diverso tempo, ho partecipato alla convention che
    giudico operosa e costruttiva.
    Nel merito delle affermazioni di INFORMATO ad oggi 19 ottobre posso affermare che non sono stato convocato dal Buyer di riferimento per chiedermi un contributo per i costi della Convention avvenuta il 26 settembre.
    Conseguenzialmente nemmeno contributi per chiudere il bilancio 2012,se INFORMATO intende come contribuzione 2012 di fine anno la richiesta che avviene da tempo non da parte di Billa ma da quasi tutta la Gdo ( essendo fornitore anche di altre catene) del contributo per aiutare l’aquisto alle famiglie attraverso promozioni(buoni sconto natalizi) anti crisi questo
    può essere che possa ripetersi, la crisi non è scomparsa.
    Trasparenza e chiarezza: sarà mia cura farvi sapere se mi vengono richiesti contributi come dichiara INFORMATO.

  6. Luca

    Caro fornitore fortunato l’introduzione dell’articolo 62 ci sta insegnando a lasciare vecchie voci viziate da 30 anni di rapporti compromessi tra industria e distribuzione. Chiamateli voucher o contributo per buoni ma purtroppo sappiamo tutti che sono soldi chiesti per chiudere situazioni di carenza di vendite che non dipendono dalla difficoltà di mercato ma dalla storica incapacità di Standa di stare sul mercato. I vizi di 30 anni di storia non di perdono in pochi anni anche se l’insegnante e’ di matrice austriaca. Abbiate rispetto dell’Italia, dei suoi valori e della sua storia cari austriaci e ricordatevi che Roma vi ha aiutato a civilizzarvi ben 2000 anni fa

    1. sophia

      Luca, sono pienamente d’accordo conte!
      Però guarda caso quello che avevo scritto precedentemente è stato cancellato/non accettato, chi sa perché! forse quello che avevo scritto dava fastidio ha qualcuno? Questo mi fa capire tante cose che quando hai un potere tra le mani non c’è più libertà di pensiero (anche quando questo è verità).

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