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Art. 62: anomalie a 20 giorni dall’entrata in vigore

Come era prevedibile più ci si avvicina alla fatidica data di entrata in vigore del famigerato art. 62 del decreto Monti, più il caos regna sovrano. Mentre, infatti, a causa del tardivo parere del Consiglio di Stato, il decreto interministeriale attuativo delle “nuove norme sulle relazioni commerciali in materia di cessione di prodotti agricoli e agroalimentari” non è ancora in vigore, ognuno cerca di prepararsi “all’impatto” come meglio crede.
Questa legge, il cui scopo è sicuramente condivisibile, in un momento in cui il credito bancario è pressoché inesistente, rischia però di mettere in difficoltà, oltre che diversi gruppi, numerose piccole imprese fornitrici della GDO che nel tempo, conquistando la fiducia dei propri fornitori passo dopo passo, hanno raggiunto condizioni di pagamento a 90 o 120 giorni fine mese e che dal 24 ottobre dovranno pagare le forniture in base ai nuovi termini di pagamento. Vediamo due esempi di come la pressione sulla finanza delle aziende si farà sentire nei prossimo mesi.
Ipotizziamo che una società, sia essa distributrice o fornitrice, abbia oggi una dilazione media di pagamento 90 giorni fine mese. Il 31 dicembre dovrà quindi pagare ai propri fornitori gli acquisti effettuati nel mese di settembre. In base alla nuova legge, la stessa società il 31 dicembre dovrà pagare anche le forniture del mese di novembre, trovandosi quindi di fronte ad un esborso finanziario doppio rispetto al normale. Considerando che nel mese di dicembre le imprese normalmente pagano le tredicesime, ed ipotizzando che la società non riesca a ricorrere ad ulteriore credito bancario (caso tutt’altro che remoto) per far fronte a questo maggiore esborso, la situazione potrebbe diventare difficoltosa. Inoltre il 2012 ha già pesantemente ridotto le risorse delle aziende italiane ed in molti casi anche quelle dei soci che hanno già attinto alle loro “riserve personali” per portare avanti l’attività, cosa succederà?
Altro effetto negativo si avrà nel sistema dei buoni pasto: molte imprese e pubbliche amministrazioni concedono al proprio personale dei buoni pasto che spesso vengono usati per fare la spesa. Il gruppo poi fattura alla società emittente dei buoni pasto che generalmente effettua il pagamento a 60/90 giorni dal momento di ricezione della fattura. Quindi, dal momento in cui il buono pasto viene utilizzato, il gruppo mediamente incassa il denaro dopo almeno 90 giorni. Anche in questo caso ci troveremo di fronte ad un gap finanziario.
Ci sono poi diverse voci che descrivono come i comportamenti di alcuni gruppi distributivi si stiano modificando in vista dell’entrata in vigore della norma, imponendo alle aziende fornitrici modalità operative gravose, pensate per allungare i tempi di pagamento. Ad alcune aziende fornitrici di catene della Gdo sarebbero state richieste particolari modalità di fatturazione e, in particolare, sarebbe stato imposto l’obbligo esclusivo di invio delle fatture a mezzo Pec, posta elettronica certificata, adducendo che si tratti di un adempimento previsto dalla normativa.
ItaliaOggi rileva che alcune catene hanno imposto che, già a partire da ottobre, non saranno più accettate la modalità di consegna con fattura accompagnatoria né la fatturazione differita di bolle singole o l’emissione di più fatture riferite a consegne dello stesso mese o l’emissione di fatture anticipate rispetto alla consegna. Anche le organizzazioni agricole confermano di aver ricevuto segnalazioni dal territorio circa alcune richieste specifiche della gdo.
Confagricoltura rileva, in particolare, una certa rigidità di alcune catene sui prodotti deperibili. Per allungare i tempi di pagamento, viene infatti la richiesta di un’autocertificazione obbligatoria che riguardi la deperibilità del prodotto (il cosiddetto Tmc, Termine minimo di conservazione). Sia i singoli produttori che le società sono obbligate a presentare una certificazione per ogni singolo prodotto che ne attesti il periodo di deperibilità a 30 giorni. Senza la certificazione il pagamento viene posticipato a 60 giorni (invece che a 30 come previsto dall’art. 62). Coldiretti, invece, rimarca comportamenti scorretti circa le consegne plurime e la volontà di procrastinare le fatture il più tardi possibile per allungare i tempi di pagamento.
Insomma come spesso accade in Italia, e come già in passato abbiamo commentato, la norma scatenerà una rassegna ben diversificata di soluzioni fai da te. Sarebbe stato utile prevedere un regime transitorio di riduzione graduale dei tempi di pagamento per dare modo alle imprese di assorbire in modo meno drastico l’impatto del cambiamento, magari evitando di andare a riflettere sui prezzi il costo finanziario che in questo modo si produrrà senza ombra di dubbio.

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

16 COMMENTI
  1. Max

    Considerato l’attuale stato dell’economia,
    questa legge contribuira’ a distruggere molte imprese (in particolare quelle piccole).Infatti gia’ prima che Monti venisse nominato premier
    aveva dichiarato che per raggiungere degli obbiettivi (sottrazione della sovranit’a nazionale)occorrevano delle lunghe crisi.
    E, come possiamo notare, sta facendo di tutto per
    non far portare l’Italia in crescita.

  2. Tommy

    Sicuramente si tratta dell’ennesimo duro colpo al mercato tradizionale e a quello delle piccole aziende artigiane operanti nel settore agroalimentare. La GDO ha già dettato le sue regole più o meno lealmente e, disponendo di notevoli capitali cash opererà in tal senso. Infatti molti grandi gruppi hanno già dichiarato di accorciare i pagamenti dietro un riconoscimento da parte delle aziende di uno sconto “supplementare” che va dal 1,5 al 3%. Chi opera nel mondo della catena Grossisti – Piccoli negozi sarà strozzato, in quanto il grossista dovrà necessariamente ottemperare alla legge, ma i piccoli esercizi che già sono alla canna del gas, non ci pensano proprio a rinunciare ai loro assegni post data. In sostanza i grossisti saranno quelli che maggiormente sopporteranno il peso di questa rivoluzione. Il cibo italiano di alta qualità è ancora legato a questo tipo di distribuzione. Che ne sarà?

  3. Francesco Di Rocco

    Quello che viene prospettato è pura utopia, non si può sopportare una cosa simile, questo tipo di pagamenti potrebbero essere fatti con un sistema bancario in grado di soddisfare l’imprenditore ma con i ribinetti chiusi delle banche e con la clientela che non riesce ad arrivare alla fine del mese ,è impossibile! si deve fare qualcosa! E’ ora di dire no!Monti dovrebbe andare alle casse dei supermercati a vedere le spese degli italiani per capire a che punto si è arrivati

  4. Allegro

    La solita legge preparata da persone che NON SANNO COSA STANNO FACENDO. Ma d’altro canto l’Italia è la patria degli incompetenti. Vi spiegherò in pochi punti cosa sta accadendo:

    1) Il 99 % della GDO ESIGE ora solo fatture a fine mese, così facendo già guadagna mediamente 15 gg sui pagamenti

    2) La GDO chiede ( ma di nascosco ed in contratto con voci generiche tipo “sconto extra per collaborazione” ) sconti di fine periodo incondizionati ed aggiuntivi rispetto al contratto iniziale che superano in termini economici ampiamente il beneficio ricevuto dalle aziende di pagamenti in termini più brevi.

    3) Per quanto riguarda le forniture sotto costo, la GDO ( e non faccio nomi ma chi ci lavora sa di cosa sto parlando ) chiede dichiarazioni in cui l’impresa fornitrice si impegna a dare comunicazione scritta in caso di forntiura appunto sotto costo. Come dire: “se vuoi farlo… fallo, vedi un pò tu.. se non lo fai, beh noi siamo al sicuro perchè tu ci hai dichiarato che l’avresti fatto”.

    3) Per le azienda un ulteriore aggravio di costo, poichè per ceritificare la deperibilità del prodotto alcuni chiedono perizie e ulteriori e costosissime analisi.. in mancanza delle quali non potranno pagare come richiesto dall’articolo 62 – Già perchè un pezzo di carne nel frigorifero dura 5 o 6 mesi…e per scoprire che forse dopo 3 o 4 giorni è meglio mangiarlo, bisogna pagare un SUPER-TECNICO.

    Queste sono solo alcune delle prese in giro cui stiamo assistendo ultimamente.
    E DOVE SONO I CONTROLLORI? HANNO FORSE TOCCATO QUALCHE POTERE CHE NON DOVEVANO TOCCARE?

    I fornitori ovviamente non parlano, perchè significherebbe perdere i clienti.

    Ma sorridiamo… siamo allegri… che tanto questo è solo l’inizio.

  5. Guido Sarti

    Mi duole comunque informare tutti di una cosa che non viene abbondantemente rimarcata e cioè il fatto che tutta questa catena di pagamenti non influirà sul consumatore finale. Ciò vuole semplicemente dire che le solite strutture pubbliche chi in Italia fanno il bello ed il cattivo tempo continueranno a pagare prodotti freschissimi a 180-240 giorni ammazzando tragicamente il commercio a loro collegato.Immaginate tutti i servizi di mensa scolastica dove mangiano i nostri bimbi; pensate veramente che la ditta continuerà a servire pietanze di qualità, quando lo fanno, riscuotendo poi l’importo a 6 mesi? si tornerà alla schiscetta

  6. LAURA CATERING

    In questo momento difficilissimo x tutti e dove l’unico settore che a fatica regge e paga il 70% di tassazione è proprio il settore agroalimentare(prodotti alimentari compresi quelli di prima necessità) credo che questa legge faccia crollare tutto…………….. anzi ne sono convinta.I media non ne parlano…… commentano solo le ruberie dei nostri Governanti….. spero che qualcuno in qualche modo faccia delle modifiche correggendo e diversificando questa legge.

  7. Paolo Sordo

    Sembrava una buona norma, ma come spesso accade nel nostro Paese, “Fatta la legge, trovata la carta”.
    In effetti, il nostro sistema legislativo-amministravo, sembra l’unica industria in grado di produrre “sviluppo” in questo grave periodo di crisi: sviluppo di carte, ovviamente.
    Certo, il problema del ritardo dei pagamenti è molto sentito, ma occorre risolverlo, non aggravarlo.

  8. giovanni

    Bella storia anche questa,speriamo salti tutto altrimenti saltiamo noi,la pec io non la voglio fare,molti piccoli negozi cercano ti continuare perche’ hanno queste agevolazioni nel ritardo del pagamento,se questo viene ridimensionato per fine anno………a loro cosa potra’ succedere?
    ITALIANI MI SA’CHE E’ ORA CHE CI SVEGLIAMO

  9. giorgio

    tutti che proteggono la GDO, ma mi sbaglio o è quella che ha i soldi di tutta la filiera in mano,e tutti che aspettano la grazia del pagamento,se la GDO con i soldi è una vittima, quelli che aspettano che gli vengano dati i pagamenti, cosa sono santi?

  10. ENZO

    BUONA NORMA.
    LA GDO in moltissimi casi, non può sostenersi finanziariamente sulla dilazione di pagamento.
    Con i pagamenti attuali 90 gg/120gg significa che un imprenditore agricolo riscuote il dovuto
    dopo 3/4 mesi e riesce a sostenersi semprechè la banca gli dà credito e se vuole aumentare i volumi venduti deve farsi ulteriormente carico
    di altro credito.

    QUINDI BENE LA NORMA.

  11. VALENTINA

    Io vorrei chiedere a qualcuno se è vera la voce che circola,( non ho trovato conferme da nessuna parte) che siamo obbligati a comunicare all’Agenzia delle Entrate o altro ente preposto entro 72 ore dal mancato pagamento i nominativi dei clienti….
    Noi pensiamo di utilizzare come metodo di pagamento solo riba ( cosi’ le banche sono contente che gli paghiamo altri interessi e spese) visto che altrimenti ci toccherà assumere una persona apposta che controlli tutte le mattine chi ha pagato e chi no!!! Veramente allucinante!! E chi è che metterà più qualcosa in magazzino???

  12. Attilio

    Finalmente una legge che regola il credito anche verso la GDO.
    prodotti che durano 30 giorni la GDO è arrivata a pagarli a 180 giorni approfittandosi del fornitore.
    finalmente riusciamo a risparmiare centinaia di migliaia di euro di interessi alle banche, girando il costo poi al prodotto finito.
    La mia azienda paga tutti i fornitori (anche esteri) entro i 30 giorni ma non riesco ad incassare prima dei 160 giorni, spiegatemi come si fa a condurre un’azienda, gli sforzi sono solo verso il credito non verso gli investimenti.

    IO RINGRAZIO QUESTA LEGGE PERCHè I PICCOLI PRODUTTORI CHE HANNO SOLO UNO SBOCCO DI VENDITA CON LA GDO, FINALMENTE RIESCONO A VENDERE SENZA ESSERE RICATTATI CON IL PAGAMENTO.

    OK, OK ALLA NORMA – FINALMENTE

  13. GILB

    IO PENSO SEMPRE DI PIU’ CHE NQUESTI CHE CI DOVREBBERO GOVERNARE SI FANNO SOLO GLI AFFARI PROPI E DEI PROPI SOCI ……

  14. corrado

    Salve, mi fate capire se art. 62 conivoince anche settori come la metalmeccanica sulla carta sembra una buona cosa in realtà? forse non è il caso che chi come me nel settore metalmeccanico ma anche gli altri si impunti con la GDO, e non solo… è inaccettabile che si paghi a 90-180gg una riduzione dei tempi, a mio avviso, potrebbe portare un più rapido giro di soldi. Certo, ci sono già regole UE circa ritardi su pagamenti, interessi moratori etc…, ma sfido chiunque a dire o dimostrare che in Italia abbian portato benefici l’unica cosa, e finisco, che renderà, a mio avviso, questo art.62 efficace, è l’obbligo da parte del creditore di informare le autorità preposte circa il ritardo subito.. Sicuramente ci sarà un ingolfare degli uffici preposti ma sono questi stessi che, di norma e buon senso, dovrebbe essere organizzati a ricevere comunicazioni di questo tipo. Perdonate se mi sono dilungato ma, quando faccio i conti in azienda e vedo che “se tutti mi pagassero regolarmente” potrei pagare regolarmente e non avrei bisogno di fidi bancari…. bhè !!! questo mi “indigna”

    Saluti

    1. claudio

      Caro Corrado,
      se il primo debitore italiano, lo Stato, non è sottoposto a queste leggi purtroppo non si arriverà mai ad una svolta.

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