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Incredibile: Unicoop Firenze elimina il format degli Ipermercati

Unicoop Firenze è appena stata eletta dalla rivista “Altroconsumo”come l’insegna più conveniente d’Italia nell’anno 2012 . In effetti tutto ciò non sorprende dato che da diversi anni la sana guerra tra Coop ed Esselunga ha fatto sì che le principali città toscane fossero le più convenienti o tra le più convenienti dell’intero Paese. La battaglia tra i due retailer è sempre stata affrontata con modelli di vendita differenti: Unicoop attraverso la multicanalità che va da Incoop ad Ipercoop, Esselunga principalmente con il modello del Superstore di cui è tra i leader in Europa. Non è difficile pensare che gli Ipermercati, anche se sono quelli dell’Unicoop Firenze, non sono più un traino per il Gruppo ed un riferimento per il consumatore, data la crisi in cui versa il formato in Europa. Così, per affrontare meglio la sfida continua con il Gruppo di Caprotti, Unicoop Firenze ha dichiarato qualche giorno fa una notizia che ha dell’incredibile: entro due anni gli Ipermercati del gruppo perderanno la scritta “Ipercoop” e verranno trasformati in Superstore di dimensioni ridotte rispetto alle attuali e con la parte importante di non food affidata a catene specializzate. Il prossimo 25 Ottobre avrà luogo la prima inaugurazione dell’attuale Ipercoop di Montecatini che nella parte alimentare manterrà le attuali dimensioni ma cambierà l’insegna in Coop. Entro l’anno verrà cambiato il format all’Ipercoop di Sesto Fiorentino, le cui dimensioni sono diverse rispetto a quello di Montecatini e nel corso del 2013 sarà la volta di Montevarchi ed Arezzo, ed infine Lastra a Signa, lo storico Ipermercato dell’Unicoop Firenze sarà ristrutturato nel 2014 assieme a quello di Navacchio.

Turiddo Campaini, Presidente di Unicoop Firenze, ha dichiarato “Da dieci anni abbiamo interrotto la costruzione di nuovi Ipermercati. Adesso, seguendo la tendenza in atto, figlia di un cambiamento generale che vede da ultimo il forte aumento del costo dei carburanti con la penalizzazione delle strutture decentrate, stiamo rivedendo l’impianto delle nostre strutture di vendita”. Sarà da capire cosa succederà all’interno del mondo Coop successivamente alla decisione dei fiorentini. Non è un segreto che il canale Iper della Coop Italia è ad anno mobile in negativo (si parla, secondo indiscrezioni di un -5%) e che in generale il format va completamente ripensato. Nel caso della Coop non sarà facile ripensare ad un modello differente, perché sebbene il personale degli Ipermercati di Unicoop Firenze verranno tutti mantenuti, come dichiarato dallo stesso Campaini, ci si domanda a cosa porterebbe un ripensamento del format senza il non food: la Centrale Coop Italia di Prato che cosa farebbe? Ed il magazzino, pare molto pieno, come verrebbe smaltito? Non sono domande di poco conto se si pensa che si parla di più di 100 Ipermercati ad insegna Ipercoop.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

4 COMMENTI
  1. aldo

    Leggendo questo è l’altro articolo, si capisce perchè Carrefour Planet è morto.

    Il bazaar oggi non ha senso quando nello stesso centro commerciale ci sono gli specialisti, che peraltro soffrono, allora vado all’iper a fare la spesa alimentare, ed il resto alle superficie specializzate.
    Anzi vado al super store, così non prendo la macchina e faccio meno coda e sulla via di casa mi fermo al mw, da Zara etc.

  2. brazov

    Può essere, anche se Carrefour Planet (in Italia) non è stato altro che un ipermercato con lay-out “per mondi”, quindi nulla di nuovo. E l’errore più grave è stato quello di ridurre lo spazio del PGC o Generi Vari.

  3. roberto

    L’IPERMERCATO GIA’ DAL 2006 HA DATO SEGNALI DI CEDIMENTO DAL PUNTO DI VISTA DELLE PRESENZE,TUTTORA SONO GRANDI STRUTTURE CHE NON HANNO PIU’ RISONANZA PER IL CONSUMATORE CHE CERCA FORSE ALTRE COSE.I GIOVANI SI SPOSTANO SU NEGOZI APECIALIZZATI.LA GRANDE FAMIGLIA VA VIA VIA SCOMPARENDO QUINDI SIAMO DAVANTI AD UN MUTAMENTO CULTURALE OLTRE CHE SOCIALE,DOVE ANDREMO A FINIRE? IL FORMAT IPER ORAMAI E’ALLA FRUTTA,GLI ATTEGGIAMENTI NERVOSI DEI MERCATI SONO IN CONTINUO CAMBIAMENTO,I NOSTRI DIRIGENTI SAPRANNO LEGGERE QUASTI MUTAMENTI IN TEMPO UTILE? LA COOPERATIVA QUANTO RISCHIA DIFRONTE A TUTTO QUESTO?

  4. franco

    perche cambiare il formato della ipercoop di montevarchi con coop fi togliendo quei prodotti non alimentari costringendomi a comprare a prezzi piu alti da oby o da compy generi che prima erano nei vari reparti?

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