GDO News
18 Commenti

Carrefour: vendite ancora in calo nel II trimestre

Le vendite del Gruppo Carrefour sono diminuite a livello globale nel secondo trimestre 2012 dello 0,3% a 21,7 miliardi di euro, con particolari nuovi segni negativi arrivati ancora dai mercati di Francia (-2,1%) ed Europa (-3,5%). Pesanti i segni negativi registrati dal colosso francese della grande distribuzione nei Paesi dove è più esposto, oltre alla Francia, e dove la crisi si fa sentire maggiormente: ovvero Spagna (-5,3% a 2,1 miliardi) e Italia (-5,5% a 1,45 miliardi). Poco significativo, perché inficiato dall’effetto cambio favorevole, il balzo delle vendite registrato da Carrefour in Cina: +17,7% a 1,24 miliardi. A livello semestrale i ricavi di Carrefour hanno registrato un rialzo dello 0,9%, attestandosi a 43,7 miliardi di euro grazie alla crescita nei mercati emergenti, in particolare in America Latina.

Dati dell'autore:
Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

18 COMMENTI
  1. massimo

    Carrefour perde vendite? Credo sia frutto di tante scelte sbagliate partite dalla Francia e cadute in Italia come una scure. L’ultima in senso assoluto è stata sicuramente la scelta di cancellare dei marchi storici come Gs e Di x Di e di sostrituirle con il marchio Carrefour che ha sicuramente destabilizzato una clientela giornaliera fidelizzata nel corso degli anni. Ma di errori ne sono stati fatti altri, dalla scelta di abbandonare le produzioni negli Ipermercati che hanno livellato al ribasso l’offerta e il servizio, alla drastica riduzione del personale con disagi soprattutto alle casse. Ma ben più rovinosa, secondo me, e’ la costituzione di una società finanziaria che ha dimostrato la poca volontà di investire sul il cliente in termini commerciali ma solo in termini finanziari e con questa crisi di liquidità….la risposta viene da sola.
    Inoltre oggi la politica di Carrefour è tutta incentrata sul margine e con poca aggressività sul prezzo. Di questi tempi sarebbe opportuno fare l’esatto opposto o il cliente cerca opportunità altrove. Non è possibile che sia l’unica azienda della Gdo dove un buyer ti risponde (se ti risponde!!!) che devi garantirgli il 40% di margine altrimenti non prende in considerazione i tuoi prodotti!!! Intanto le altre catene vendono, o almeno ci provano, e i poveri Carrefour?

  2. giulio

    Massimo ,per quale motivo il cambio-marchi avrebbe destabilizzato la clientela?
    Sono centinaia le persone da cui ho sentito questa frase, ma nessuno è mai riuscito a spiegarmela…

    P.S. Qualcuno di voi sa qualcosa su Zumpano? E’ sempre pieno zeppo di clienti, ma sono ormai un paio d’anni che è stato messo incredibilmente in vendita. E, cosa ancora più incredibile, nessuno vuole acquistarlo, nonostante sia sempre pieno zeppo di gente!

    1. massimo

      Ciao Giulio, nessuno Ti ha dato risposte perchè sono molteplici e complesse ma soprattutto soggettive. Basterebbe pensare un po’ al gruppo Fiat di oggi. Tu odi Fiat perchè pensi che faccia pessime auto mentre ami alla follia il gruppo Chrysler per il motivo opposto. Compreresti oggi una Chrysler? Secondo il mio parere bisogna vedere la cosa da due lati: il cliente e Carrefour
      Visto dai clienti il gruppo carrefour, francese , ha cancellato in un solo colpo due marchi italiani storici infastidendo abbastanza coloro che, e sono molti, non amano gli amici transalpini (anche se di fatto erano già proprietari). Ma mi metto anche nei panni di chi per anni a lasciato soldi su soldi per la spesa e ha fatto crescere i gruppi Gs e Di x Di sentendosi parte integrante di essi si è sentito defraudato e anche un po’ tradito. Insomma diciamo che noi italiani siamo un po’ tradizionalisti e ci affezioniamo anche ad un marchio. Dopo la parte sentimentale/umana che giudico comunque di primaria importanza nella scelta di frequentare o no lo stesso posto, il cliente può aver pensato che probabilmente sarebbero cambiati gli assortimenti, che i prezzi non sarebbero stati più gli stessi, che andare in un iper un super o un negozio di prossimità sarebbe stata la stessa cosa e chissà quante altre motivazioni hanno attraversato la mente dei clienti.
      Dal punto di vista Carrefour questa scelta non l’ho proprio capita! Non so quanto possa essere costata questa operazione ma cambiare centinaia di insegne sparse in tutta Italia deve essere costata sicuramente qualche milione di euro (almeno spero abbiano utilizzato ditte italiane), ma soprattutto per cosa? La risposta che ci danno è quella di voler dare più penetrazione e quindi importanza al marchio e fin qui va bè. Migliorare gli acquisti? No oggi carrefour fa il bello e il cattivo tempo creando e disfacendo centrali d’acquisto. Vendere meglio l’azienda in caso di necessità? Peggio ancora è più facile vendere un’azienda multicanale perchè si presta a più e diversificati acquirenti.
      Risparmiare sulla struttura di sede? Un po’ si ma quanto il gioco è valso la candela unificando i prodotti tutti sotto uno stesso marchio? Molto poco. Morale (e qui c’è il vero scoop) dalla Francia, silurato l’Ad, si pensa di tornare al punto di partenza. Mi viene da dire: poche idee e confuse (ma tanto!!!).
      Ora bisogna capire chi pagherà tutti questi costi. Certamente non carrefour, azienda quotata in borsa che in questi ultimi anni ha già visto dimezzare il proprio valore azionario, rimangono due soggetti: i clienti e i fornitori. I clienti con il prezzo dei prodotti e i fornitori con i contributi una tantum per cambio insegna.
      Non so, Giulio, se Ti ho dato un’aiuto oppure ho creato ancora più confusione ma volevo ringraziarti per l’opportunità che mi hai dato per scrivere ancora.
      p.s. appena so qualcosa sulla Zumpano Te lo comunicherò attraverso gdonews

  3. Informato

    Confermo che se non c’e un minimo di 40% di margine in normalita’ il prodotto non viene neppure preso in considerazione ( almeno per le medie aziende ). Buyer che si permettono di non ricevere mai i fornitori ,e dialogano solo via mail , gente che fa il category senza aver mai visto un punto vendita ecc. ecc. Se sommiamo il tutto e ci aggiungiamo un top management che cambia ogni due anni che arriva dall’estero senza la minima conoscenza dell’Italia ecco i risultato italiano
    L’emblema della sede Carrefour e’ la fila ininterrotta di gente che va alle macchinette del caffe in tutti i momenti oppure che bivacca fuori dalla sede a fumare , ma c’e qualcuno che lavora ?? sembra sia una cosa normale ma mai vista in nessuna sede della GDO.

    1. max

      Vedo che conosci bene Carrefour. Si purtroppo l’abbassamento qualitativo del management fa parte di riduzione costi decisa ormai da anni. Manager pagati perche’ tali, sono stati rimpiazzati con ragazzi giovani pagati poco privi di esperienza incapaci di prendere decisioni strategiche a favore dell’azienda. E i risultati si vedono. Vado anch’io in moltissime catene e mi interfaccio con altrettanti buyer. Per inserire una referenza passano anni, in altre catene, la stessa referenza viene inserita in un mese (non vi faccio il nome ma e’ cosi’).Dalla seconda azienda al mondo ci si aspetterebbe di più…

  4. brazov

    Sottoscrivo pienamente quanto scrive Massimo, del resto gli stessi buyer/category ammettono candidamente che Carrefour è un azienda finanziaria e non commerciale.

  5. Clb

    Buongiorno a tutti, vedo con estremo piacere che non sono l’unico (ma non avevo dubbi) ad avere “opinioni non rosee” sul gruppo carrefour.
    A tutto quello che avete detto, giustamente e correttamente sottolinerei, aggiungerei il tournover di quei buyer che non resistendo alla pressione, situazione e quanto altro, decide di abbandonare la nave e cercarsene un’altra.
    La situazione all’interno è insostenibile e poco chiara.
    Vero è la politica dei marchi.
    Vero è della marginalità.
    Vero è della tempistica inserimento prodotti.
    Vero è della scarsa disponibilità dei buyer.
    Altrettanto vero è la realtà di Zumpano …. se non ricordo male pochi anni or sono era al 4° posto nella graduatoria punti vendita italiani … una miniera d’oro
    La scelta della casa madre purtroppo è di uscire dal sud, ma la richiesta è troppo alta pertanto non riescono a venderlo.

  6. erni

    I francesi non hanno investito , non hanno voluto ristrutturare punti vendita vecchi di 30 anni … che ora chiudono !

  7. Clb

    più che i francesi mi verrebbe da dire proprio carrefour, perchè i cugini di auchan hanno investito e come … al sud.

  8. priscillo

    Quoto pienamente il post di Massimo e gli altri ,che
    approfondiscono centrando in pieno.
    Carrefour, almeno qui in Italia è entrata da un paio di anni in una spirale negativa che non vede fine.
    Troppe idee (o poche?) e molto confuse, un gigante dei mari alla deriva.
    Anche le idee potenzialmente valide, come quella di eliminare i “punti” , non è stata accompagnata da una forte campagna promozionale, di impatto immediato sul cliente, che ne giustificasse la scelta e desse “forza” al ” messaggio”.

    Ma questo è niente.

    Non sono d’ accordo con te però Erni, ci sono punti vendita che hanno “ristrutturato”.. in un anno e mezzo..,”un pò alla volta, per la “gioia” di clienti diciamo quantomeno “spaesati”.
    Beh molti di questi clienti ora si trovano meglio dalla concorrenza, chissà perche?
    Forse perchè non basta il marchio Carrefour come pensano loro per fidelizzare il cliente, anzi renderlo felice di fare acquisti nei loro supermercati.

    non la vedo bene

  9. Charlie

    Ho visto che siete ben informati: siamo riusciti ad ottenere la prima CTU sul software Carrefour in una causa CRF contro un affiliato (richiesta di fallimento in corso). Siamo a conoscenza di vertenze che sono in corso o si sono concluse con un accordo o con il fallimento.
    Mi farebbe piacere se mi segnalaste i Carrefour Express o Market che in questo momento vedete o sapete chiusi per avere un’idea di insieme e se avete altre informazioni che ritenete interessanti.
    Ho aperto una mail: carafour@gmail.it per scrivere in privato.
    Vediamo se la rete può essere veramente rete in momenti delicati ed importanti.
    Grazie comunque e buon lavoro

    1. priscillo

      Volevo scriverti,ma il tuo indirizzo e-mail non sembra valido

    2. g.luca cesaroni

      puoi contattarmi che sono interessato alla ctu
      grazie

  10. tuttofare

    A mio parere il gruppo va male perchè è pieno di incompetenti a tutti i livelli.Comitati quotidiani,riunioni settimanali che non producono mai altro che confusione.Ciò che viene deciso oggi dopodomani è l’esatto contrario.Penso che i vertici sono allo sbando,le visite dei francesi sono frequenti ma se non si da servizio ai clienti puoi solo abbassare la saracinesca.Nei p.v. c’è la metà del personale che c’era l’anno scorso, quindi le scelte sbagliate ricadono sui consumatori e sui collaboratori stressati..è un vortice a cui non c’è fine.Speriamo vendano presto in quanto negare a se stessi l’evidenza non può portare a niente.

  11. Pasquale

    Perche? Il management tutto interno e mediocre che di piu’ non si puo’ e non cambia da anni , tutti cresciuti per simpatia e amicizia , troppi quadri e dirigenti con i relativi costi (è piu’ facile diventare quadro che avere un 2 livello ) ,l’unificazione delle insegne che ha cancellato marchi storici sopratutto a roma a napoli e a milano e ha creato problemi nella politica commerciale dei prezzi e nella presenza ossessiva del marchio ovunque che ci ha reso antipatici, la sudditanza ,a volte persino imbarazzante , ad ogni cosa che arriva dalla francia anche a quelle meno buone , tutti yes man nessuno che sappia dire di no alle cose che buone non lo sono , know how di anni gettato alle ortiche per prenderci in cambio sistemi antidiluviani e costosi , l’aver rinunciato ai basilari della vendita per inseguire il profitto a tutti i costi attraverso la riduzione dei costi ( svaccando i pdv ) e i margini ( strangolando i fornitori)peccato che se non si vende non si margina ….. …… l’omogeneizzazione delle insegne doveva portare saving di risorse e invece hanno continuato ad assumere e cosi’ ci sono uffici fantasma , funzioni fantasma e dirigenti profumatamente pagati che sono “parcheggiati” , per contro ci sono uffici che lottano tutti i gg con scarsita’ di risorse e con una produttivita’ altissima …..prezzi bassi tutto l’anno creato in corsa , tutti persino i discount si buttano sulle promo e noi facciamo il contrario ……aridateci GS E DIXDI’ …..e un vero management ……

  12. pasquale

    il vero problema della mancanza del fatturato negli ipermercati Carrefoue e chisura sei pdv della ragione sud è stata la mancanza di un managment competente e professionale… però di fatto i dirigenticarrefour sono ancorà lì. il successo delle aziende dipende dai manager

  13. Luca

    Questo articolo ed i relativi commenti, pur essendo ormai datati, sono ancora molto interessanti. Purtroppo ad oggi non mi sembra che la situazione Carrefour in Italia sia migliorata. Chi di voi è in grado di fare un resoconto aggiornato? Sono molto interessato a questa situazione.

    1. g.luca cesaroni

      contattaci che ne ho di interessanti

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su