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Centromarca: aumento dell’Iva letale per il mercato in contrazione

“Il passaggio dell’Iva dal 10% al 12% e dal 21% al 23%, previsto nel famoso decreto salva Italia, determinerebbe un aumento medio dell’1,2% dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’1,8% del non alimentare, e parallelamente da una flessione dei consumi rispettivamente dello 0,6% e dello 0,9%.” Il Presidente di Centromarca Luigi Bordoni è chiaro nelle sue parole e le scandisce alla luce del calo dei consumi che a Maggio nella Grande Distribuzione è arrivata al -0,8%, di conseguenza è assolutamente necessario congelare il provvedimento previsto nel decreto, diventato oggi Legge. Secondo uno studio della Symphony Iri presentato qualche giorno fa all’assemblea di Centromarca, rispetto ai 900 milioni di euro che il settore largo consumo confezionato dovrebbe versare nelle casse del Fisco, l’incremento dell’Iva farebbe ridurre il gettito delle entrate del 60%. Questo è uno dei motivi, secondo Bordini, per cui quell’aumento va scongiurato.

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