GDO News
13 Commenti

Seveso, alla Sadas Despar in mobilità i 130 dipendenti?

Seveso – La Sadas Despar di via Socrate potrebbe presto avviare la procedura di mobilità per i suoi dipendenti. La notizia ha iniziato a circolare nei giorni scorsi solo come voci di paese, poi i segnali di fumo hanno iniziato a solcare i cieli del web e in particolare di facebook. La conferma che la storica azienda nel settore della grande distribuzione stia muovendosi in questa direzione, è arrivata poi, dopo nostra sollecitazione, dalla segreteria della Fiscalms di Monza e Brianza, la sigla sindacale della Cgil che si occupa del settore commerciale.
Secondo il sindacato dei lavoratori la richiesta di mobilità per 130 dipendenti del gruppo Sadas Despar di Seveso potrebbe essere inoltrata a partire dalla fine della prossima settimana o al più tardi entro l’inizio di giugno. Al momento nulla è però ufficiale. Anche alcuni punti vendita della Despar presenti sul territorio finirebbero per essere assorbiti da altri gruppi societari. Proprio giovedì scorso il supermercato di via Indipendenza a Meda dovrebbe avere formalizzato il trasferimento. Indiscrezioni indicano come nuovo marchio subentrante la “Unes”.
Stessa sorte per il centro commerciale di Arosio in provincia di Como. Tali indiscrezioni sono state parzialmente smentite da Marco Orsenigo, figlio di uno degli storici fondatori del gruppo Sadas scomparso alcuni mesi fa, e ora tra i responsabili dell’azienda: «Intanto noi non contiamo su Seveso 130 dipendenti e posso affermare che i supermercati di Seveso non sono in cessione. Per quanto riguarda la mobilità dei dipendenti della Sadas non abbiamo ancora preso nessuna decisione». A Seveso ci sono due supermercati che si occupano della vendita, quello dell’Altopiano in via Cacciatori delle Alpi e quello di via Adua a San Pietro Martire.
C’è poi la piattaforma di smistamento, ovvero il magazzino, a Baruccana in via Socrate ma limitrofa a via Della Roggia, snodo che potrebbe diventare centrale per l’ingresso e l’uscita sulla futura Pedemontana.
Andrea Meneghini, in un articolo apparso su Gdo News, del sette maggio scorso annunciava i problemi della Sadas con il pagamento ad alcuni fornitori. «Solo falsità da non prendere neppure in considerazione – ha continuato Marco Orsenigo – Non abbiamo nessun problema con i pagamenti e con i nostri fornitori, pagamenti che sono sempre stati rispettati».
Dai commenti dei lettori del sito Gdo News alla notizia riportata da Meneghini che i magazzini della Sads di Seveso erano quasi vuoti, ci sono state reazioni discordanti. Chi sosteneva la buona tenuta dell’azienda sbugiardando l’autore dell’articolo e chi, invece, confermava quanto riportato. «Spero vivamente che le notizie che ora girano si risolvino in nulla- fa sapere Antonina Vizzi, segretario dell’Unione del Commercio di Seveso- anche perché altrimenti sarebbe molto preoccupante dato che la Sadas è una delle aziende storiche del territorio ed è una delle ultime gradi realtà imprenditoriali».

Ivan Bavuso – http://www.ilcittadinomb.it

13 COMMENTI
  1. alketa

    Sinceramente non so nulla dei dipendenti inb mobilità ,so che cinque punti vendita sono diventati unes a tutti gli effetti ma la rimanenza sopratutto i piccoli punti vendita sono passati in teoria ad u2 mentre in pratica non sapre visto che per il momento sta arrivando solo merce di rimanenza dal magazzino con marchio despar e ninte altro

  2. Ivan

    La Sadas ha avviato la procedura di mobilità martedì 12. Sono 109 dipendenti dei magazzini di via Socrate. Lunedì 25 giugno si terrà un incontro a Milano nella sede dell’Unione del Commercio

  3. Giangiorgiovanni

    Confermo al 100% l’informazione riportata da Ivan.
    Il castello Orsenigo, costruito ormai solo su EVIDENTI BUGIE sta crollando del tutto. Come era logico. Un grosso in bocca al lupo a quegli onesti lavoratori che si sono sacrificati in tantissimi anni seguendo l’azienda e contribuendo ai fasti ed ai successi ottenuti negli anni passati, prima dell’avvento del bambino viziato MO.

  4. Obi

    Per la gentile REDAZIONE: avete precisato e difeso più volte la vostra importante missione di mezzo di informazione alternativo, utile per conoscere e apprendere notizie e stato delle cose. Ora mi chiedo se pubblicare commenti dove vengono pubblicati giudizi, che peraltro non possono che essere soggettivi, sulle persone, significhi fare informazione utile alla comunità. Forse è meglio che riflettiate ancora su come poter svolgere al meglio, sempre che desideriate continuare a farlo, la vostra funzione di informazione alternativa e utile. Grazie per la vostra attenzione.

  5. Raul

    Leggo il commento ( o meglio l’invito di Obi) e nel pieno rispetto della libertà di opinione e di esressione, non lo condivido per niente. Le espressioni soggettive, come sono state chiamate, di persone ( cassintegrati, mobilitati, licenziati, stracci da mandare sulla strada , faccia Lei) coinvolte direttamente nel dramma della perdita del posto di lavoro, molto spesso ( e parlo per esperienza personale) rappresentano il solo VERO di queste tristi vicende. Anche perchè in queste storie, in questi drammi personali e sociali, chi fino a ieri stava a cavallo non va certo a raccontare cosa è successo. Proprietà, manager (!), sindacati ( ebbene si anche loro, mazzettari e venduti) si piegano tutti alla logica del dio SILENZIO. In altre circostanze ho riportato cosa insegnava un grande giornalista, J.Pulitzer, riguardo al tacere o al divulgare ” ogni dramma, nefandezza, meschinità, vive del silenzio che la circonda. Squarciare il silenzo, parlandone può non bastare a far venire alla luce la verità, ma è il solo modo per impedire che tali sopprusi restino impuniti.

  6. giuseppe

    secondo me la redazione fa un ottimo lavoro di democrazia.
    la seguo da parecchio e non ha mai fatto superare i limiti
    continuate così!

  7. gildo

    mi meraviglio che ci si meravigli.
    ma veramente ci sta qualcuno che è convinto che si possa continuare a fare business in questo mercato con piccole dimensioni ed avendo ognuno un proprio deposito, una propria sede ed un proprio marchio.
    se la soluzione è passare da una centrale ad un altra, come stanno facendo e come hanno fatto tante piccole aziende, la soluzione non potra’ essere che questa.
    la storia recente di lombardini, viale , italiana alimentare, amico super, sadas, non vi dice niente.
    pensate davvero che si possa competere con giganti del calibro di slunga , coop e carrefour rimanendo ognuno nel proprio guscio : illusi .
    se non ci si muove prima purtroppo il rischio che anche altri facciano la stessa fine non è sicura, è certa !!!!

  8. giuseppe

    sante le parole di gildo….
    le centrali devono svegliarsi e fare da collante tra i vari cedi……
    .altrimenti ottime potenziali aziende vengono svilite come accaduto con viale e sadas…

  9. Informato

    E anche Lombardini va….. Diventa un franchising di Carrefour. E tutti i punti vendita acquisiscono il marchio Carrefour ed anche la marca privata diventa Carrefour.
    Come mai non ne parlate ????

  10. giuseppe

    informato…le cose non sono come vuoi fare credere…
    lombardini ha già venduto da tempo la polpa…
    ora per le osse ( che non riesce a vendere a nessuno) sta cercando una soluzione visto che tenere una piattaforma per poco più di 60 mio di euro non è produttivo…
    non è strategia questa …ma solo scegliere il male minore

  11. Informato

    Scusa Giuseppe ma non mi risulta che siano 60 milioni di fatturato : i supermercati Pellicano + i 5 iper Pellicano + i GrosMarket. Sara’ anche stata venduta la polpa ma i cash sono sempre la seconda realta’ italiana ( a distanza da Metro) , e l’iper di Treviglio fattura attorno a 50 milioni . Poi se valorizzi i super di quartiere qualcosa di buono c’e . Certo che il partner Carrefour lascia a desiderare sarebbe stato preferibile un socio italiano.

  12. brazov

    Lombardini vende tutto a Carrefour, non diventa franchiser.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su