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Aligrup, Sadas e Viale: il bello del Blog è il brutto del Blog

Le vicende attuali che coinvolgono i Gruppi Aligrup, Sadas e Viale in certa misura hanno evidenziato in maniera palese quali sono i sentimenti che perversano un certo mondo della distribuzione alimentare in questo drammatico 2012. Da un lato le erosioni di sell out che hanno colpito un sistema fragilissimo, come quello della distribuzione organizzata, stanno mettendo la parola fine ad imprese che hanno fatto la storia del Retail territoriale, dall’altro esiste la giustificata preoccupazione di chi ha lavorato una vita all’interno di quelle aziende e vede a rischio il proprio posto di lavoro, ma anche la posizione di criticità di aziende fornitrici che stanno perdendo denaro dalle somministrazioni effettuate e non pagate e che per anni hanno subìto un rapporto di forza con questi colossi, oggi di pura argilla. In questo contesto di macerie, GDONews per la sua caratteristica di Blog, ossia di ambiente virtuale (quindi dove chi scrive non vede nella faccia gli interlocutori) all’interno del quale tutti sono più o meno liberi di dire quello che pensano, con la moderazione rivolta esclusivamente non mettere nessuno in condizione di ravvisare elementi di reato, si presta ad essere un strumento che può essere controproducente per il mercato. E’ bene ricordare a tutti che ogni situazione di crisi aziendale, anche quelle che purtroppo vivremo nei prossimi mesi, è gestita in maniera prudente dagli attori del mercato, ma tale prudenza è sempre messa a repentaglio da voci, opinioni, certezze di chi afferma di aver ascoltato qualcuno sostenere scenari certi ed ineluttabili. Peccato che una certezza non collimi con l’altra. La confusione regna sovrana, alimentata dagli spaventati dipendenti e da arrabbiati fornitori. I sentimenti di paura e rabbia, infervorati dalla possibilità di parlare nascosti, sono una straordinaria terapia psicanalitica di gruppo, ma di vero in quelle voci c’è ben poco. Ci sono stati commenti dei lettori che hanno condannato GDONews di cercare ed ottenere click attraverso queste dicerie, questo articolo vuole mettere in faccia a tutti la realtà, e far capire ai commentatori che il luogo giusto per sfogarsi è questo, per la caratteristica intrinseca di GDONews, ma il bello della forma giornalistica del Blog (un articolo che lascia spazio a pensieri e commenti) può generare l’emersione, attraverso le paure e le rabbie dei coinvolti, della parte più brutta del Blog, che è quella della disinformazione (che, attenzione, non si è mai espressa nei pezzi di GDONews). Questo articolo è un invito alla moderazione ed al ragionamento, cerchiamo tutti quanti di riflettere prima di scrivere e cerchiamo di far emergere da ognuno di noi la parte positiva del dialogo, che è la volontà di ragionare e di migliorare attraverso la conoscenza, la competenza e le idee il mondo Retail. A chi ci critica voglio soltanto ricordare che la libertà di opinione va saputa gestire prima di censurare a priori: ciò che deve prevalere è la forza delle idee, ed il coraggio di dominare le più estreme ed irrazionali, tenendo sempre in debita considerazione che superando i sistemi storici di comunicazione attraverso il Blog, senza le banalità ed i formalismi, la dirompenza del pensiero è un mare aperto in cui deve prevalere la ragione.

Dati dell'autore:
Ha scritto 744 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. alketa

    credo che nel 2012 stiamo semplicemente raccogliendo i frutti “marci”di cioò che abbiamo seminato per anni …….quando si gioca con il fuoco prima o tardi si si scotta e l’ustione può essere letale ,oltretutto non sempre si impara dagli errori commessi e si persevera nello sfruttamento di ogni tipo di risorsa …….

  2. Giangiorgiovanni

    L’aspetto positivo di un blog, nelle dovute forme, è la libertà di espressione; l’aspetto negativo di un blog, al tempo stesso, è, per chi si sente preso in giro, la possibilità di vivere FACE TO FACE un confronto con chi sputa sentenze ipocrite e false. Voi continuate a dare a tutti la possibilità di esprimere le opinioni. Non piegatevi a compromessi. Se qualcuno ha sbagliato è giusto che paghi; se qualcuno fa bene che venga elogiato. I commenti finti ed ipocriti sono fortunatamente spessissimo smentiti dai fatti stessi.
    Quando ho scritto che SADAS sarebbe saltata lo scrissi con cognizione di causa, un’analisi completa delle prove: inevasi, listini gonfiati, pagamenti saltati ai fornitori, voci dei dipendenti e dei rappresentanti, conoscenza diretta ed indiretta dell’ambiente, degli associati e delle strutture di vendita, dei piani di sviluppo, assicurazioni del credito ed istituti di indagine…. analisi che un dipendente o un associato come quelli che ho sentito esprimersi a difesa di Sadas non possono effettuare perché non in grado, essendo limitati nella loro visione dall’essere coinvolti e chiusi all’interno dela situazione stessa. a tutti loro potrei rispondere VE L’AVEVO DETTO. Vi auguro buon lavoro. E ci sentiremo prossimamente quando parleremo di ???????? di ?????? ….. che sicuramente presto entrerà nei vostri articoli. Buone indagini

  3. pino

    Approvo l’approccio e lo stimolo di GDO News ad essere cauti nei giudizi e dicerie.
    La cisi attuale del paese e dei consumi purtroppo accellera certi processi che le Aziende dovrebbero anticipare con una più attenta selezione degli assortimenti e porre maggiore attenzione al proprio interno al lavoro dei collaboratori dell’ufficio acquisti e di periferia che sono facili ad essere attratti da….sirene delle GM che possono produrre ricavi ma con significativa erosione di margine e capitale e trascurare tante aziende emergenti con nuove ed innovative proposte
    che,spesso, neanche riescono ad essere ricevute o bloccate da falsi problemi di spazio a CEDI occupato da referenze ridondanti senza costruire una valida scala prezzi ed innovazione di prodotto.

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