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Il sistema bancario e la sua miopia: a Piacenza Expo, il Franchising lamenta poco appoggio delle Banche

Qualche giorno fa si è svolto a Piacenza Expo la “fiera del franchising”. In tale sede si è approfittato per fare un appello alle banche allo scopo di aumentare i finanziamenti di coloro che intendono mettersi in proprio: “E’ vero che in tempo di crisi il franchising rappresenta una opportunità, ma sono necessari finanziamenti agevolati da parte delle banche a coloro che intendono aprire un punto vendita in franchising. Altrimenti le speranze di un esercito di circa un milione di persone rimarranno frustrate” ha dichiarato oggi Silvio Zannoni, co-fondatore del portale specializzato “BeTheBoss.it”, organizzatore assieme a QuickFairs della fiera “Franchising Nord”. Alla fiera hanno partecipato 70 aziende del franchising e migliaia e migliaia di potenziali franchisee, cioè di persone che intendono mettersi in proprio in un’attività di affiliazione commerciale. “Registriamo circa il 25% in più di presenze rispetto all’edizione 2011 della fiera – ha aggiunto Zannoni – in linea con le statistiche che riferiscono di un aumento dell’8% dei potenziali franchisee già nel primo trimestre 2012. Al Governo Monti, che proprio in questi giorni sta lanciando un piano per favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, chiediamo di non dimenticare il franchising”. Per i potenziali franchisee quello dell’investimento iniziale per avviare un’attività in franchising è uno dei problemi rilevanti. Secondo una ricerca di “BeTheBoss.it”, che vanta 100 mila utenti registrati, molti tra i potenziali franchisee sono giovani e non dispongono di capitali da investire: il 12% ha tra i 20 ed i 29 anni, ed il 35,6% ha tra i 30 ed i 39 anni. Possono investire tra i 20 ed i 50 mila euro solo il 41% dei potenziali franchisee, e ben il 37% dichiara di poter investire un cifra inferiore ai 20 mila euro. Il problema è così ben noto alle aziende del franchising che molte di esse finanziano a tassi agevolati una parte del finanziamento iniziale del franchisee, spesso la metà. “Chiediamo quindi alle banche – ha concluso Zannoni – di intervenire con finanziamenti agevolati in sostegno di un numero crescente di persone che vuole mettersi in proprio. Oggi c’è qualche istituto bancario, penso a Unicredit ed Ubi Banca, che offrono mutui a tassi d’interesse contenuti, ma solo a piccoli affiliati e a determinate condizioni, così come l’agenzia governativa Invitalia propone contributi a fondo perduto e mutui a tasso agevolato, ma solo a italiani residenti nel Centro/Sud e nelle zone svantaggiate del Nord. Si tratta di un’offerta del tutto insufficiente, tanto che il 65% di coloro che si avvicinano al franchising sono costretti a rinunciare, spesso per mancanza di fondi”. Quello che rammarica è verificare l’esistenza di oggettive difficoltà da parte dell’economia reale, come brillantemente emerso da questo evento, quando i massimi sistemi finanziari (BCE ndr) stanno immettendo flussi di denaro straordinari concedendoli direttamente agli istituti bancari che non si preoccupano di destinarli, come sarebbe necessario, all’economia reale. Ma come si fa a non capire che è solo alimentando lo sviluppo delle attività commerciali, ed il franchising è lo strumento che deve essere più utilizzato a mercato maturo, che le riserve bancarie torneranno ad essere sufficienti per coprire gli investimenti?

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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