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Terremoto in Sardegna? Secondo GDONews potrebbero esserci cambiamenti in un futuro prossimo

All’alba dei cambiamenti che stanno determinando una nuova era della Distribuzione Alimentare in Sicilia, con Centrale Italiana che si prende sulle spalle le sorti dell’isola, anche in Sardegna ci sono movimenti in atto che possono far pensare che i fenomeni di concentrazione siano appena iniziati. Nella scorsa estate a dare il via al cambiamento era stato il gruppo Conad del Tirreno, forte dei successi che la stanno rendendo protagonista nelle regioni del Paese dove esercita il proprio business, acquisendo il Gruppo Panda (Lombardini) vittima della crisi di fatturati che sta falcidiando il mercato. Con quella acquisizione l’insegna cooperativa bolognese andava ad occupare una quota di mercato intorno al 30% in terra sarda. Negli ultimi giorni si sentono voci che raccontano di un mare mosso all’interno del CdA del Gruppo CS&D di Villacidro (CA) per contrasti forse determinati dalle differenti vedute circa le strategie necessarie per affrontare il mercato nel prossimo futuro. Nulla di curioso in tutto ciò, anzi normale e doveroso che gli imprenditori del Gruppo si preoccupino della propria esistenza, delle migliori soluzioni per il futuro (efficienza, servizi) per affrontare al meglio i pericoli di cui, ad esempio, è stato vittima il Gruppo Panda. Il CS&D, si ricorda, ha come Direttore Generale il Presidente di Sigma, oggi prima insegna in Italia come performance sull’anno precedente. Da qualche tempo ci sono voci di un suo passaggio di consegne dentro l’azienda per onorare al meglio i suoi impegni a Bologna, e le voci delle forti discussioni interne potrebbero accelerare tale decisione, forse già nei prossimi giorni in via ufficiale. Ma è bene tenere presente che CS&D è anche concessionaria dell’insegna Despar nel medesimo territorio e che non ha logica pensare che tale convivenza di insegne possa continuare nel tempo per il ruolo che rappresenta in Sigma il suo attuale DG (almeno sino ad oggi ndr). Se fosse vera questa ipotesi, potrebbe essere vera l’informazione secondo cui ci sarebbero delle chiacchere in corso tra un altro Gruppo importante dell’isola, Isa Muscas, e Centrale Italiana attraverso la porta del Gruppo Despar, orfano di CS&D e che quindi porterebbe in dote il contratto della prima centrale nazionale in termini di quote. E’ solo una ipotesi lontana, ma che a conti fatti farebbe bene a tutti, a Despar che continuerebbe la propria presenza sul territorio ed a Isa Muscas che entrerebbe in quella famiglia che, per la sua posizione di leadership e per la buona collaborazione interna, sta più di tutti concentrando fatturati. Chi perderebbe, e non poco, sarebbe Interdis. Sottolineiamo, prima di ricevere lettere di smentita di funzionari spaventati, che si tratta di semplici ipotesi che, ripetiamo, avrebbero una certa logica da ogni angolatura si possa vedere. Chi ci rimarrebbe? Superemme a Cagliari, con suo presidio limitato a quella provincia, dove sta operando bene, e Sisa Sardegna. Anche su questa insegna storica ci sono voci che la vorrebbero chiaccherare con Centrale Italiana dopo le ultime importanti perdite interne di soci, non si capisce attraverso quale porta, ma anche in questo caso non esiste nessun supporto di verità empirica relativamente alle reali intenzioni del Gruppo. Di fatto questo scenario porterebbe Centrale Italiana a rendersi protagonista e leader indiscusso sia in Sicilia (e già è ufficiale) sia in Sardegna se quelle che noi riteniamo ipotesi un giorno si verificassero. E quel liquido, quel Blob, che dovunque arriva porta concentrazione, dopo le due isole, potrebbe approdare in Continente.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

6 COMMENTI
  1. Luca

    Finalmente si muovono le acque intorno all’isola!
    A parte i panni che si lavano in casa Sigma mi sembra che anche Despar aggredisca il mercato. Credo che Isa sia una grande opportunità per il pino in quanto si salvi appena in tempo dallo sfascio pionieristico di Haicube (che dolore!)
    Anche Sisa potrebbe approdare su altre sponde e si salverebbe da un progetto nazionale allo sbando. Chissà cosa accadrà. Chi sa parli.

  2. FRULK

    MI SEMBRA VI SIANO ANCHE MOVIMENTI DI ESD ITALIA TRAMITE SOGEGROSS CON L’APERTURA DI MOLTI EKOM LA NORD DELL’ISOLA.

    E SE SISA…….?

  3. Luca

    Che Sisa stia pensando a ESD? Non credo la vogliano

  4. Luca

    La vicenda Isa sembra essere all’arrivo. Occhi bolognesi hanno visto il patron del gruppo a Bologna la settimana scorsa. Visita ai monumenti cittadini o altro?
    Con questa uscita cosa succederà ancora?

  5. giovanni

    per come lo conosciamo noi sardi il Sig Muscas se e qualora decidesse di vendere lo direbbe lui e non avrebbe certo bisogno di intermediari. Il fatto è che il suo gruppo fa gola a molti ma lui non cede.

    1. Paolo

      Ha ragione Giovanni. L’unico che può dire l’ultima sul Gruppo è solo il patron Muscas. Tutte le altre sono solo ilazioni di mercato. Bravo Giovanni.

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