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Pubblicata la lista di farmaci che escono dalla fascia C: solo briciole

Sono 230 i farmaci che, grazie al delisting stilato dal ministero della Salute, lasciano la fascia C e potranno essere venduti anche nelle parafarmacie e nei corner della grande distribuzione senza più obbligo di ricetta. La lista completa è stato pubblicata in Gazzetta Ufficiale e comprende l’elenco dei farmaci di fascia C ad esclusiva vendita nelle farmacie su prescrizione medica, quelli «delistati» e altri 117 che provvisoriamente sono ancora vendibili solo con ricetta, «in attesa delle valutazioni della Commissione consultiva tecnico-scientifica dell’Aifa».
In farmacia, con prescrizione ma a carico dei cittadini, restano 3.246 farmaci già esclusi dalla possibilità di essere liberalizzati dallo stesso decreto Salva-Italia (tra questi ad esempio i medicinali del sistema endocrino, quelli parenterali e gli stupefacenti) e altri 1.719 che, si è stabilito, non hanno le caratteristiche per essere commercializzati senza ricetta. Si potranno invece acquistare in parafarmacie e grande distribuzione 230 farmaci tra i quali medicinali contro l’herpes labiale (antivirali per uso topico a base di aciclovir), antinfiammatori da applicare sulla pelle, colliri antiallergici, antimicotici vaginali.
Soddisfatti i farmacisti: «Bisogna dare atto al ministero della Salute e all’Aifa di aver operato la scelta dei farmaci con molto equilibrio, tenendo presenti le effettive necessità del cittadino in termini di automedicazione ed evitando fughe in avanti che pure qualcuno auspicava», ha detto il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti, Andrea Mandelli.
Sul fronte opposto, parere opposto: «Questa lista di medicinali rappresenta l’ennesima presa in giro», ribatte il presidente del forum nazionale delle parafarmacie, Giuseppe Scioscia. Che aggiunge: «Non capiamo assolutamente quali criteri siano stati adottati per stilare una simile lista che porta in parafarmacia una manciata di prodotti in larga parte già nelle nostre disponibilità. Purtroppo neanche il governo dei tecnici è stato in grado di vincere i medievali privilegi dei 1600 titolari di farmacia privata italiana».
Una bocciatura arriva anche da Coop: «Non 230, ma al netto solo 136 farmaci vendibili – si legge in una nota – a conti fatti appena il 6% delle vendite della fascia C, cosa che non comporterà nessuna boccata di ossigeno per i consumatori». Così, dice la Coop, «si è gettata alle ortiche una liberalizzazione che solo nel settore dei farmaci di fascia C avrebbe potuto generare una riduzione dei prezzi per un valore di 250 milioni a beneficio dei consumatori. E al danno si aggiunge la beffa del regolamento attuativo che ridefinisce i requisiti dei corner alla stessa stregua di una farmacia con inevitabile aumento dei costi di investimento e gestionali».

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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