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Aligrup ed il suo futuro: i lettori ci spiegano i dettagli della intricata vicenda

La particolarità di GDONews sta nei commenti, sempre più eminenti, che vengono scritti dai lettori, spesso molto informati sugli avvenimenti oggetto dei nostri articoli. In particolare l’articolo su Aligrup, e sulla chiacchera della supposta vendita del Gruppo, ha animato un nutrito gruppo di lettori a scrivere non solo opinioni o stati d’animo, magari di chi lavoro dentro l’azienda, ma anche di manager che con il loro nome di battesimo o con un nick, spiegano retroscena interessanti della trattativa in corso, e più in generale delle dinamiche nazionali che hanno a che fare con la vicenda locale siciliana.

Esordisce Alfredo spiegando c he le notizie pubblicate da GDONews erano vecchie e racconta la situazione attuale dentro Aligrup: “le trattative ci sono state e probabilmente ci saranno, ma non è detto che siano con (tutte) con Coop. Sappiate che nel mese di febbraio l’azienda ha messo in cassa integrazione straordinaria ben 102 dipendenti. Era opinione comune che questa cigs era funzionale alla vendita. Oggi, a distanza di due mesi, il sindacato ci informa che l’azienda vuole innalzare il numero a 400 unità! All’improvviso Aligrup cambia strategia e vuole rimpicciolire gli ipermercati abbandonando il settore no-food… quindi se 2+2 fa 4 la situazione è questa: l’ipercoop non acquista più gli ipermercati ed essendo questi vendibili solo a loro poichè in Sicilia non c’è nessun’altra azienda pronta ad aprire Iper, si cambia strategia: trasformare gli iper in maxisupermercati (degli interspar per interderci) e metterli sul mercato. Con un bagno di sangue fra i dipendenti. Non mi stupirei sei ad acquistare sarà la nuova società supercoopsicilia (che ha già firmato un’accordo sul ce.di con aligrup).” Alfredo ci da due notizie interessantissime più una conferma: non si parla di Ipersicilia Spa bensì di Supercoop Sicilia, quindi una società cooperativa e non una Spa. Le due notizie sono che non è solo Coop ad essere interessata alla vendita, ed infatti anche le nostre informazioni ci davano anche Conad in lizza per l’acquisto di una parte dei PdV e una novità assoluta: che l’Iper “Le Zagare”, un’istituzione nel catanese verrà declassata a Superstore con conseguente riduzione del personale. Anche Livio racconta della volontà di Coop di acquisire strutture ed omogeneizzare il personale, purtroppo oggi il mercato è crudele ed impone azioni che non si vorrebbero mai compiere, certo, se ci fosse più mobilità in entrata…il mercato del lavoro ne gioverebbe. Luca interviene facendo una riflessione forte sui management del gruppo leader di mercato ma si affida ad una speranza sibillina: “Speriamo che uomini di Unicoop Firenze riescano nell’intento di cambiare una sede bolognese imbarazzante per scelte commerciali e vision”. Luca parla di un intento, che potrebbe essere un tentativo, da parte di Unicoop Firenze di aggiornare le politiche commerciali di Coop Italia di Bologna. Che frase sibillina, strana, inconsueta, che cosa ci sarà dietro? Giancarlo concorda con Luca su Coop e spiega che a suo modo di vedere il format Iper, soprattutto nel sud Italia trova una sua ragion d’essere. Young, a nostro modo di vedere persona piuttosto competente sul tema, conferma che Coop vorrebbe evitare di farsi carico delle grandi superfici date “le pessime performance dei suoi 5 Iper così come vorrebbe evitare i costi del personale Aligrup.” Ed aggiunge “Non credo che invece Sicilconad possa entrare nell’affare, Aligrup presidia il territorio dell’altra coop di Conad, Conad Sicilia, e quindi se dei pdv saranno Conad saranno Conad Sicilia, che nei mesi scorsi ha già acquisito 15 pdv Pam. Interessante sarà capire se con l’arrivo di Coop, Conad non metta mano, finalmente, al suo assetto siciliano (fusione? esclusività del territorio per una delle due cooperative Conad?) Senza dimenticare che Ergon (neo associata Despar) potrebbe giocare un ruolo nella partira Aligrup, sia in chiave affiliati sia in chiave pdv di proprietà. Credo che nei prossimo 24-36 mesi la mappa della GDO siciliana sarà profondamente diversa.” Insomma i nostri lettori ci hanno chiarito molti aspetti di una vicenda che appare aperta ma ben definita nelle intenzioni e nella strategia.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. emanuele

    la vicenda appare più complicata da quanto scritto,intanto su eventuali acquirenti girano tanti nomi ma realmente nussono di essi conferma l’interessamento al gruppo.
    Attualmente la societa’ ha richiesto di aumentare a 400 unita le persone da mettere in cassa integrazione, cambiare struttura degli ipermercati abbandonando le porzioni no-food affittandoli a terzi, tale movimento dovrebbe convincere le banche a ridare liquidità.
    girando per i P.V. la situazione e’ pessima scarseggiano i prodotti le strutture appaiono decadenti,adesso la società’ dovrebbe dare ai propri dipendenti le informazioni su la reale situazione ed i progetti prossimi venturi.
    La reale impressione e che cosi facendo la società sta tentando di risanare i propri debiti con i fornitori e successivamente assisteremo
    solamente alla chiusura di un colosso siciliano con le dovute conseguenze della perdita di posti di lavoro.

  2. mi

    Coop Adriatica-Coop Consumatori Nordest- Aligrup partnership industriale! Creazione di Supercoop Sicilia che accorpa le coop siciliane in difficoltà

  3. Luca

    Purtroppo il marchio Despar a parte la tende Aspiag sparirà lentamente da molte aree d’Italia. Speriamo che Coop salvi l’onore di questa storica azienda siciliana e ridoni orgoglio e futuro la dove Despar ha fallito. Comunque oggi la Sicilia, domani la Sardegna poi la Puglia e il resto lo vedremo………..

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