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Dal pub al supermercato: come cambia la distribuzione inglese (e cosa ci insegna)

Forse a causa della legislazione inglese che ha recentemente provato a mettere un freno all’apertura delle grandi strutture commerciali, o forse a causa di una precisa strategia commerciale detta ribattezzata “street corner” che ha riscoperto e sta correndo verso la prossimità, fatto sta che negli ultimi anni i maggiori retailer inglesi si sono concentrati nell’aperture di strutture molto piccole con l’obiettivo di insediarsi in ogni quartiere di tutte le maggiori città inglesi.
Tesco ha già aperto 1500 punti Express e ne inaugurerà presto altre centinaia. Sainsbury’s conta 400 filiali Local e Waitrose ha aperto circa 300 negozi Little. I punti vendita vengono aperti letteralmente negli “angoli delle strade” dei centri cittadini. Si tratta di mini-market con una superficie che non supera i 280 metri quadrati e che possono restare aperti 24 ore su 24 sette giorni su sette.
Le “vittime” di questa nuova evoluzione del mercato sembrano essere le strutture più tradizionali che ci siano in Gran Bretagna: i pub. Da un lato non è c’erto un periodo che porta i cittadini a passare molto tempo in questi veri e propri monumenti nazionali consumando costose bevande alcoliche, dall’altro il fatto che le licenze siano le stesse che servono per i piccoli supermercati, ecco fatta l’equazione: chiude un pub e apre un minimarket.
Ovviamente non mancano le proteste, tanto che è perfino nato un sito contro Tesco, di coloro che non vogliono vedere scomparire pub e negozi tradizionali rimpiazzati da supermercati.
Fatto sta che la distribuzione inglese sta ottenendo ottimi risultati con questa strategia: la prossimità spinta funziona molto bene in Inghilterra. Ed in Italia? Nessuno si è ancora avventurato nello sviluppo specifico di questi formati che alla luce della liberalizzazione degli orari potrebbero essere veramente concorrenziali ai formati tradizionali, specialmente nelle grandi città. A quanto pare per ora gli unici a sfruttare queste nuove possibilità sono i market etnici.

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

2 COMMENTI
  1. mi

    la filosofia inglese è già stata adottata da Coop Adriatica che sta aprendo con successo piccoli market di prossimità soprattutto a Bologna. Peccato sia l’unica coop in Italia a farlo… pensano tutte ad aprire solo grandi superfici

  2. p.

    Abito a BO e ho avuto modo di visitare i piccoli market di Bologna a insegna InCoop; ho avuto anche la fortuna di capitare in qualche Tesco Express in UK…un’altro mondo!!!! Coop sarà molto brava sulle grande superifici come gli IPER ma su negozi del genere a mio avviso ha ancora molto da imparare……

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