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Unes, la politica vincente dell’everyday low price e della sostenibilità ambientale:+8% nei primi tre mesi del 2012

Il Gruppo Unes gode da anni di fatturati positivi grazie ad una oculata politica nata con il format “essenziale” U2 che di fatto ricorda per alcuni atteggiamenti tattici le attività che stanno facendo la fortuna di Mercadona in Spagna. Unes ha anticipato le “mosse” difensive che la crisi dei consumi, sfociata a partire dalla fine del 2008, ha imposto al mercato, e per tale ragione il Gruppo milanese oggi si trova in una posizione di estremo vantaggio per gestire questo particolare momento. Ne è convinto Mario Gasbarrino, amministratore delegato di Unes che afferma: “La crisi dei consumi è strutturale non congiunturale. Negli ultimi otto anni la Gdo non si è più sviluppata, ma è rimasta ferma al palo, puntando esclusivamente su negozi discount e con qualche spinta in avanti degli Iper, non si vedono più, come una volta, carrelli della spesa debordanti di merce, in coda alle casse. Quell’epoca, quando il consumo alimentare era anche uno status symbol è finita e probabilmente non tornerà più. Allora bisogna cambiare pelle, aumentare i volumi altrove, rinnovare i concept espositivi e puntare sull’ambiente. È imperativo fare sinergia tra i piccoli, per occupare quella fascia di mercato che evidentemente i grandi non riescono più ad attirare”. La parola magica, in momenti di crisi, è ottimizzazione dei costi. L’Italia ha sempre sofferto i protagonismi della sua imprenditoria non ne è esente il mondo Retail, ad oggi ci sono pochi esempi di piccole e medie imprese che sono riuscite a fare vere sinergie, come nel caso di Agora Network che ha messo assieme quattro operatori (Sogegross, Poli, Iperal e Orrigoni), pur mantenendo le diverse insegne. Unes ha iniziato il suo recente percorso strategico, fatto di supermercati low cost (quasi) di prossimità nel 2004, quando nasce l’insegna U2, alternativa alla targa principe, Unes. “Il target di U2 – prosegue Gasbarrino – è il ceto medio, quel consumatore che ha perso potere d’acquisto, ha necessità di risparmiare ma non riesce a riconoscersi come nuovo povero o poco abbiente. Tutti stanno puntando sui discount. Noi abbiamo creato il marchio U2, un supermercato low cost, simile a Zara per concetto espositivo, elegante ma a basso costo; e senza fronzoli come RyanAir, qualità di servizio eppure senza sconti, nessuna promozione, zero volantini e un back office ridotto all’osso”. Con questi motori l’azienda ha registrato una crescita controcorrente rispetto al mercato, negli ultimi sei anni Unes ha messo in pista un tasso di sviluppo del 40%, tale da poter sostenere 160 milioni di euro di investimenti per il restyling di un centinaio di punti vendita. Unes fa parte di Finiper, gruppo che possiede anche 26 ipermercati in 7 regioni italiane (2,5 miliardi di fatturato), ma è completamente autonoma dalla holding per le strategie industriali, quasi sul modello Sma e Auchan. La sua estensione territoriale è limitata a Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Per l’ad Gasbarrino è il momento di crescere nelle regioni settentrionali, da qualche anno l’azienda vuole trovare delle sinergie sul mercato, si spiega così l’accordo con Sisa di qualche anno fa soprattutto rivolto a creare economie di scala per la propria marca commerciale ed oggi con l’accordo che la avvicina a Viale. “Quando tutti aprivano nuovi punti vendita, noi non ci siamo mossi. Al massimo un paio di nuove strutture per anno dice Gasbarrino Quello che ci interessava era mettere a punto un restyling completo dei punti vendita e dei prodotti. Abbiamo spinto i prodotti a private label fino a una quota del 30%, quando la media del settore è di poco superiore al 20%; puntato sulla sostenibilità, sostenuto il taglio drastico di spese superflue e instaurato un proficuo rapporto con le Pmi fornitrici ”. Così Unes è riuscita anche a portare nello scaffale l’unico brand di acqua minerale del mondo Gdo a marchio proprio, incidendo così anche nel packaging, con fusti senza imballo». L’ ecopolitica “non frills” ha tratti quasi maniacali “Frigoriferi con chiusura manuale, invece di rimanere sempre aperti per consumare meno energia; carrelli della spesa di materiale riciclabile, macchine detersivi sfusi, punti di recupero di bottiglie di plastica”. Tutto per ridurre i costi e proporre al cliente prezzi bassissimi senza dover entrare in un discount. I risultati per ora fanno invidia ai competitor, con una crescita vorticosa che si conferma anche per il 2012, più 8% nei primi tre mesi dell’anno. Nel 2011 Unes ha fatturato 701 milioni di euro, con una rete diretta composta da 104 supermercati e circa 75 in franchinsing, di cui 66 U2, per un totale 1900 dipendenti. E pensare che Unes era destinata a nozze con Carrefour, frutto di un accordo datato 15 anni fa con la capogruppo Finiper, di cui i francesi detenevano il 20%. Invece nel 2010 il patron Marco Brunello ha sorpreso il mercato riacquistando la quota da Carrefour. E oggi stacca il primo biglietto per godersi il risiko della Gdo.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

8 COMMENTI
  1. maxi

    “Così Unes è riuscita anche a portare nello scaffale l’unico brand di acqua minerale del mondo Gdo a marchio proprio”
    ???
    Ma cosa dice ? Prima dell’intervista non aveva bevuto acqua minerale…

  2. Luca

    Vi ricordate l’eccelente comunicazione di UNES degli anni 2000? Sparita per più di 10 anni nel cilindro dell’illusionista Gasbarrino che con trucchi e magie ha rivestito un normale supermercato con pochi contenuti ma di moda. Con 100 supermercati diretti e 60 affiliati, che oggi ci sono e domani chissà, stiamo parlando della scoperta dell’acqua calda… A marchio!

  3. erni

    Aldilà delle critiche …. sembra che la formula funzioni , +8% è un dato di tutto rispetto !!!

  4. teo

    ma come sono i bilanci di unes al di la’ dell’incremento di vendite?
    e poi sono incrementi a parità…o con acquisizioni…o altro?

    1. Luca

      Sicuramente non a parita’.
      Comunque chiedete agli affiliati U2 che se potessero scapperebbero subito dal progetto. Margini poco sopra il discount e costi da supermercato. Che ne dite? Ricetta per un franchising ad alta reddittivita’ per Gasbarrino. Che dire!

  5. teo

    credo che anche per i punti vendita di proprietà unes la cosa non cambi….secondo me unes non era redditizzia e non lo è neppure ora! le vendite crescono….ma crescere così è semplicissimo se si ha alle spalle il sig Brunelli……quando FINIPER si stancherà di pagare i conti di unes…vedremo che fine farà unes….

  6. Informato

    Per il momento il sig. Brunelli e’ impegnato a pagare i conti di Finiper visto come stanno andando i fatturati di marca nel mondo Iper. Ed oggi sono diventati solo dei Bazar di medio basso livello (con produttori di primo prezzo per la marca privata ,il motto e’ l’importante che costi poco la qualita’ non e’ importante )

  7. teo

    ok informato…ma unes a mio avviso è un bel giocattolo costoso per finiper…!!!

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