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Art.62 decreto Salva Italia: pagamenti ridotti, dramma per la GDO. Ma la norma sembra già fare acqua.

Il governo Monti ha dato una bella botta al mercato: con il Decreto liberalizzazioni, approvato proprio pochi giorni fa dal Parlamento, si introduce all’articolo 62 una rigida scansione dei tempi di pagamento nei confronti dei fornitori da parte dei big della grande distribuzione. Per i generi alimentari freschi il Retail dovrà pagare a trenta giorni e per quelli non freschi il limite sale a due mesi. Da un lato sarà una boccata di ossigeno per i fornitori ma dall’altro si prospettano gravi problemi per le grandi catene di supermercati, salvo Esselunga che è già vicina a tali termini. Si accenderà la polemica un’altra volta, e per tale motivo non vogliamo ripetere ciò che pensiamo noi di GDONews (a favore delle PMI), chiediamo solo una cosa: che ci sia serietà, che non si facciano le cose all’italiana: da un lato si stabiliscano tempi congrui e ragionevoli per dare la possibilità alle situazioni finanziarie delle insegne di potersi adeguare, perché come dichiarato da Giorgio Panizza sulle colonne di GDOWeek “Nonostante sia stata presentato come un successo, credo che penalizzerà soprattutto gli articoli con basse rotazioni e senza caratteristiche di unicità, di fatto i follower. Inoltre, molte aziende della gdo italiana potrebbero trovarsi in seria difficoltà di liquidità e divenire facile preda dei gruppi stranieri o andare verso la riduzione o la chiusura della rete. Le aziende italiane, infatti, dovranno ricorrere al sistema bancario italiano subendone i relativi spread, fortunatamente in recente flessione. Uno svantaggio rispetto ai competitor stranieri che potranno utilizzare il sistema bancario nazionale della casa madre, pagando, quindi, interessi più contenuti di 2 o 3 punti.” Aggiungendo “L’anomalia della norma è che, rispetto a quella europea, sanziona sì i ritardi, ma non lascia ai contraenti l’opportunità di accordarsi per dilazioni maggiori; se la volontà del legislatore è quella di aiutare le pmi, sarebbe stato auspicabile vietare le estensioni dei termini di pagamento solo nei confronti delle Pmi, escludendo invece grandi aziende e multinazionali. Infine, i sette mesi di moratoria sono risibili in confronto al percorso europeo durato almeno 3 anni; cambiare il piano finanziario di un’azienda non è un giochetto.” Dall’altro lato, come ha ben puntualizzato Panizza, il legislatore nel dare l’opportunità di accordarsi per stabilire dilazioni maggiori ha di fatto vanificato la norma. Concordiamo in tutto e per tutto con il Patron del Gigante, se si voleva fare una norma a tutela delle PMI si doveva da un lato escludere le grandi multinazionali (che pesano in maniera importante sui fatturati) ed essere però rigidi nell’applicazione della norma a favore delle piccole e medie imprese. Infine concordiamo anche nella difficoltà di trovare un adeguamento finanziario in 7 mesi, ma nemmeno in 3 anni, una via di mezzo sarebbe l’ideale.

Inserito da | 25 marzo 2012.
Categorie: Approfondimenti, Articolo 62, Notizie sulla GDO, Top News.
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13 Risposte a Art.62 decreto Salva Italia: pagamenti ridotti, dramma per la GDO. Ma la norma sembra già fare acqua.

  1. Dario

    26 marzo 2012 at 15:48

    Apprendo con curiosità che la norma “fa acqua” perchè “molte aziende della gdo italiana potrebbero trovarsi in seria difficoltà di liquidità.”

    Che dire allora delle imprese fornitrici che per anni hanno dovuto finanziare i loro grandi clienti?

    Ha fatto male il governo a preoccuparsi dell’esposizione debitoria di 70.000 imprese di trasformazione e 100.000 imprese agricole?

  2. Informato

    27 marzo 2012 at 09:11

    Dramma per la GDO ??
    Il Gigante fa parte di Centrale Italiana , Coop rispetta i pagamenti , e il Gigante paga l’80% delle medie aziende con 50/60 giorni di ritardo rispetto alle condizioni pattuite ( il rispetto dei pagamenti e’ dovuto alle solite 10 multinazionali come Unilever , Procter ,Barilla , Lavazza ecc. ecc.) !! questa e’ un fatto discriminante o sbaglio ?? IL Gigante non usufruisce delle condizioni di Centrale Italiana ??
    Il Gigante ha problemi ?? non risulta perche’ si sa che ha uno dei migliori bilanci in Italia , i grossi profitti che fa , sono sempre stati un vanto della famiglia Panizza . Il Gigante oggi fa solo della speculazione a danno delle medie piccole aziende questa e’ la verita’. Povera Gdo ha paura del rispetto dei pagamenti , forse il rispetto di questi non sono un aspetto dell’accordo commerciale ?? La piccola media industria e’ sottoposta al martirio , mentre la GD puo’fare quello che vuole impunemente.
    Non parliamo poi di Sma/Auchan che paga quando vuole ed i cui responsabili amministrativi sono impossibili da raggiungere ( chi non ha avuto mai problemi di fatture con questi signori ??).
    Siamo in Italia dove tutto e’ permesso perche’ le leggi sono un optional e nessuno le fa rispettare.
    Se pensiamo che anche chi scrive questi articoli , pende dalla parte della GDO e la difende ( ma chi scrive pensa sempre e solo a Lavazza ,Ferrero , Barilla a Procter ,Gallina Blanca non immagina cosa succede alle piccole medie aziende , vive nel mondo delle fate )

    _______________________________
    NOTA DELLA REDAZIONE: ricordando a tutti che si è responsabili di ciò che si scrive, chiariamo che l’opinione del lettore può essere determinata dalla sua esperienza ma non esiste ad oggi nulla di certificato circa le opinioni di cui sopra.

  3. max

    27 marzo 2012 at 17:02

    In effetti non è chiaro perchè “fà acqua”, e poi come si potrebbe differenziare le PMI dalle aziende più grandi ?

  4. DB

    28 marzo 2012 at 15:16

    Salve,

    ho una domanda: dove è scritto esattamente che “Dall’altro lato, come ha ben puntualizzato Panizza, il legislatore nel dare l’opportunità di accordarsi per stabilire dilazioni maggiori ha di fatto vanificato la norma.”.

    Nella versione definitiva dell’art.62 mi sembra solo che sia inserito il paragrafo “.. in entrambi i casi il termine decorre dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura” che vuol dire praticamente se fatturo al 31.03 e a lui arriva il 01.04 del mese dopo i 30 o i 60 giorni partono dal 30.04 per cui i giorni sono 90.

    Inoltre, tale articolo si applica anche alle vendite concluse dall’agente dell’azienda fornitore con i negozi specializzati o dettaglianti? Qui, di solito, non c’è un contratto, ma un accordo verbale. Anche in questo caso è necessaria la forma scritta?

    Grazie

    DB

  5. Federica

    6 aprile 2012 at 09:50

    Ciao a tutti, non ne capisco molto di leggi e di politica……quello che però mi sta mandando ai pazzi è che tutti dicono… “fa acqua di qua, fa acqua di qua” ma nessuno pone rimedio a questa situazione che ormai sta diventando drammatica…… Oggi ho aperto la mia busta paga e vi devo confessare che mi è preso un colpo…..€ 180 in meno sul mio stipendio per una tassa extra per Salvare l’ITALIA…..io già prendo due spicci ed a fine mese ho mutuo bollette e cibo……ma i nostri cari politici di questo fantastico governo d’emergenza che ca…..o stanno facendo? Invece di darci la possibilità di rimettere in piedi l’economia così ci stanno mettendo ancora di più in ginocchio…….a dimenticavo, vivo da sola…..
    COMPLIMENTI A TUTTI VOI…..UNA PICCOLA IDEA PER SALVARE L’ITALIA…….MA PERCHE’ NON VI PIGNORATE TUTTI 1 MESE DI STIPENDIO? SECONDO ME SE SOLO LA META’ DEI NOSTRI FANTASTICI GOVERNANTI RINUNCIASSE AD 1 SOLO MESE DI STIPENDIO SI RISOLVEREBBE TUTTO….
    P.S.: Domanda….Ma la notte dormite? Ci pensate che a causa di quello che state facendo diverse persone si sono tolte la vita? RIFLETTETE

  6. La mia Azienda lavora per il 75 % con la GDO, inviando le fatture corrette, senza dare motivo di ritardo, i clienti come Auchan, Conad, Superemme, Carrefour,Eurospin e vari altri, rispettano alla perfezzione i contratti. Da tenere conto, che a seguito del decreto sulle liberalizzazioni, quasi tutte le insegne indicate si non già adoperate per rettificare ed accettare la norma stessa. Segnalo invece problemi di incasso con il dettaglio tradizionale, stritolato dalla congiuntura economica che stà portando il Paese ad una paralisi totale. Unltimo, ma non di minor inportanza, il settore Bancario che continua a dare a chi hà.

  7. Scrivo rivolgendomi alla classe politica, quella che ci ha portato in questa situazione. Nella moia esperinza professionale ho visto manager che dopo aver fatto degli sbagli, sono stati cacciati ( e non aggiungo ) dai titolari.
    NON capisco invece il perchè non si possa fare anche in politica. Quando si siedono nell Arena del parlamento, non li schiodiamo più. Anzi, come accaduto per i manager di Alitali, Trenitalia ecc, li riempiamo di soldi per scomodarsi.

    SE non si inia a pensare che SOLO METTENDO FINE agli sprechi, si può pensare ad un risanamento, allora è tutta aria fritta.

    Conosco un parlamentare che è in pensione, o meglio, PENSIONI. 68.000,00 euro al mese con alcune pensioni arrivate su incarichi mai svolti per impogni politici.

    Di queste vergogne ne siamo pieni.

    Il Predidente Monti, da buon Sardo, dovrebbe ricordarsi la buona e sana gestione di una madre che spende meno di quanto gli arriva, così si può risparmiare.

    Risaneremo l’ Italia ma si arriverà a non avere più forze per vivere.

  8. ANTONIO

    18 settembre 2012 at 18:58

    Il vero problema del commercio alimentare sono i crediti non i debiti che per la maggior parte dei casi sono fatti sempre dai soliti faccendieri. L’unico modo per eliminare questa piaga e’ rendere partecipe lo Stato a incassare gli interessi per mancati pagamenti solo in questo modo i “SOLITI FACCENDIERI” verrebbero sconfitti. Ma lo STATO ha mai pensato a tutte le fatture che vengono registrate con conseguente sgravio IVA senza essere mai state pagate al fornitore che a sua volta non puo’versare l’IVA?

  9. giovanni la marca

    6 ottobre 2012 at 13:17

    A mio parere è una legge che favorisce incredibilmente e ancora una volta le banche! Inoltre non vedo alcun vantaggio per la pmi.

  10. Marco

    10 ottobre 2012 at 11:46

    Mi fa piacere notare che in Italia, invece di andare avanti si retrocede sempre di più!
    Ma che intelligentoni questi tecnici…
    e così vorrebbero salvare le PMI? A parte il fatto che le PMI non campano solo di agroalimentare ma ci sono anche altri settori in cui sono altissimi i crediti e non c’è la liquidità… Ma qui biosognerebbe fare il contrario: PRIMA DI TUTTO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEVE PAGARE I SUOI DEBITI NEI CONFRONTI DI TUTTI I FORNITORI (SIANO ESSI DI BENI O SERVIZI) E POI COSTRINGERE SEMMAI I PRIVATI AD ONORARE I LORO IMPEGNI CON I FORNITORI! Quindi, il Sig. Monti avrebbe dovuto prima fare in modo che qualche ente pagasse gran parte delle fatture; poi, costringere le banche ad aprire un pò i rubinetti; infine, quando la liquidità sarebbe entrata in circolo, avrebbe potuto esigere i pagamenti a 30 o 60 giorni tra privati! SE MANCA LA LIQUIDITà E LA DISPONIBILITA’ UNA PERSONA (O UN’AZIENDA) DOVE LI VA A PRENDERE I SOLDI???

    Grazie per l’attenzione

  11. CLAUDIO

    12 ottobre 2012 at 00:00

    Queta normativa, come tutte le altre partorite dall’esecutivo Monti, non è per salvare l’Italia ma solamente per far guadagnare le banche sempre più perche sia le GDO che le PMI dovranno rivolgersi alle banche a chiedsere fidi per non rischiare le pesantissime sanzioni previste. Se un’azienda non riesce a pagare per qualsiasi motivo, uno valido è la crisi che stiamo vivendo, come può pagare una penale tanto vale chiudere. Il fallimento è il rischio che corrono tante aziende. Questo articolo è antidemocratico perchè impedisce la libera contrattazione tra le parti come stabilisce il codice civile. Il governo dovrebbe pensare a creare posti di lavoro non a diminuirli.

  12. Anonimo

    19 ottobre 2012 at 15:32

    Stanno scaricando il debito pubblico sulle spalle dei privati. Hanno introdotto una multa esorbitante dal sapore medievale nel qual caso il pagamento venisse effettuato con un solo giorno di ritardo. Contano sul fatto che molte ditte non riusciranno a pagare nei tempi previsti, non con assegni nuovi e vecchi accavallati. Lo stato, anche se senza soldi, diventa creditore ed il cittadino, debitore.

  13. beppe

    12 giugno 2013 at 18:15

    ARTICOLO INCREDIBILE ,FUORI DA OGNI REALTà. LA GDO STROZZA E HA STROZZATO IL MERCATO DA SEMPRE IMPONENDO TEMPI E MODALITA’NEI PREZZI E NEI PAGAMENTI.ANCORA ADESSO IMPONGONO AI FORNITORI PER ADEGUARSI ALLA NORMATIVA UN NUOVO 0,2% SUL DOVUTO ,TANTO PER GUADAAGNARCI SULL’ARTICOLO 62.
    SENZA PAROLE

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