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Intervista a Stefano Camboni direttore commerciale del CS&D: il gruppo cresce bene a parte il discount (Dico) che chiude in negativo a due cifre

Stefano Camboni

GDONews incontra Stefano Camboni, direttore commerciale del Gruppo CS&D di Villacidro (CA) in Sardegna. Veniamo accolti con grande gentilezza e cortesia. “Ho sempre detto ai miei uomini che il fornitore deve essere accolto come se fosse l’ospite più gradito, ed anche dopo aver lottato per ottenere le condizioni migliori, finita la trattativa, la cortesia deve tornare a regnare”. Camboni è un condottiero che ha attorno a se un gruppo di giovani buyer, “tanto giovani quanto determinati” -spiega Camboni- la struttura è snella ma molto efficace. La logistica è un piccolo gioiello efficiente, il CS&D, nella delicata gestione di tre insegne Sigma e Mercato Alimentare, Despar e Dico Discount, ha preferito per ora non terziarizzare l’attività.

D: Com’è andato il 2011?

R: Il CS&D ha chiuso l’anno in leggero negativo (-0.5%), ma bisogna saper leggere i dati. I supermercati hanno chiuso in positivo. Con il discount Dico, con cui abbiamo un rapporto di franchising, purtroppo abbiamo chiuso con un negativo a due cifre. Un vero problema. Ma in generale andiamo bene, anzi la cosa paradossale è proprio che nel format che a livello nazionale ha registrato i successi più significativi il discount, noi abbiamo subìto una vera debaclè, invece nel canale supermercati, dove il mercato ancora si sta leccando le ferite del 2011, abbiamo chiuso in positivo, e non di uno 0,.

D: Il CS&D è nelle mani manageriali di un gruppo giovane ed affiatato da Lei sapientemente guidato. E’ inoltre una macchina efficiente e poco costosa. Quali sono allora i vostri limiti?

Antonello Basciu

R: Ovviamente dobbiamo migliorare ancora molto. Sino ad oggi la nostra organizzazione, guidata dall’esperienza imprenditoriale del nostro Direttore Generale (Antonello Basciu, anche Presidente di Sigma Nazionale ndr) ci ha permesso di essere competitivi sul mercato, estremamente efficienti verso i nostri soci ed affiliati e di garantire loro marginalità che non vedo realizzate neanche nel resto dell’Italia, ma se devo guardare al futuro sono perfettamente consapevole che l’azienda ha ancora diverse aree su cui deve crescere. Oggi, nonostante le prestazioni positive che abbiamo espresso nel nostro canale principale, i supermercati, siamo coscienti che sotto il profilo della competitività sui prezzi e sulle promozioni e sull’organizzazione delle vendite abbiamo ancora margini di miglioramento spazio. Nei prossimi giorni presenterò un documento su come migliorare l’operatività e la strategia commerciale in 10 mosse.

D: quali sono queste mosse?

R: sono riconducibili alle tematiche che ho accennato poco fa.

D: Il discount ha chiuso l’anno in negativo. Cosa è successo?

R: Quello è un mercato diverso dal nostro, noi siamo specialisti nella vendita delle grandi marche e dei prodotti della nostra terra, il format discount è differente. Non siamo nati per fare quello, stiamo facendo delle riflessioni, le faremo, cercheremo di capire che strada prendere.

D: Mi pare che, in ogni caso, Voi avete riconvertito alcuni Punti Vendita da Discount alla formula di Mercato Alimentare, come sta andando questo esperimento?

R: E’ così, abbiamo riconvertito sei strutture. I risultati sono molto buoni, questa è una possibile soluzione, ma non è detto che sia l’unica.

D: Cosa è mercato Alimentare?

R: E’ un supermercato che esprime la massima ampiezza e profondità sulle Grandi Marche a prezzi molto competitivi, una sorta di everyday low price sulle Grandi Marche.

D: Avete avuto gli stessi problemi di tutti i colleghi del Paese con la neve e gli scioperi nel mese di Gennaio e prima parte di Febbraio?

R: Abbiamo dovuto arrenderci: abbiamo mandato una comunicazione ai nostri soci che spiegava che dopo lo spread, dopo la crisi del precedente governo, dopo il caro carburante, dopo la stretta della Manovra Monti e dopo gli scioperi dei trasporti , la battaglia non era ancora finita: dovevamo fronteggiare anche la neve. Poi, per essere ancora più chiaro, ho allegato alla comunicazione ai soci la foto di una persona che scia allo svincolo di una uscita di una tangenziale.

D: Quindi le vendite sono andate male, o è capitato quello che succede a diversi Gruppi Distributivi: benvenuta la neve a portare il secondo natale dell’anno in termini di vendite?

R: Ha detto bene, è capitato proprio questo. Le vendite del primo mese dell’anno sono andate benissimo, siamo cresciuti a due cifre, complice anche la promozione nazionale esclusIva che è andata bene. Però è così, si è ripetuto un fenomeno che in Italia si era perso: fare dispensa.

D: Cosa vede nel futuro di CS&D?

R: Ho molte speranze. Siamo un gruppo giovane e dinamico, siamo consapevoli delle diseconomie che dobbiamo ancora perfezionare e le aree in cui possiamo ancora crescere molto, e sebbene sia necessario perfezionare ancora tante attività, i numeri ci stanno dando ragione in un momento congiunturale terribile. Quindi ho uno spirito molto positivo guardando al futuro.

D: Cosa vorrebbe invece dal futuro?

R: Vorrei che la Sardegna tornasse ad essere un posto di villeggiatura per tutti. Se già siamo isolati, di fatto vari eventi ci stanno portando ad isolarci ancora di più. Il costo dei traghetti per venire dal continente in Sardegna è aumentato molto più della stessa inflazione , il costo per una famiglia che volesse trascorrere qui una vacanza in estate si è fatto decisamente proibitivo e con la crisi che stiamo vivendo abbiamo perso il turismo di massa. Ci vorrebbero politiche rivolte a calmierare i prezzi, ci vorrebbe una campagna di sensibilizzazione, bisogna prendere coscienza che stiamo perdendo un pezzo di tradizione, il turista della classe media che un tempo affollava le nostre spiagge ed i nostri supermercati sta scomparendo. Questo è un problema reale che se fosse risolto e migliorato farebbe bene a noi ed a tutto il Paese.

GDONews lascia la Sardegna ed il suo Retail con una consapevolezza in più. E’ un’isola, ed il mercato (ristretto) permette politiche di prezzi e marginalità che altrove sarebbero impensabili. La guerra che si sta consumando sugli scaffali nel resto del Paese, fatta di pagine promozionali con violenti “sottocosti”, con una competizione che si fa sempre più orizzontale tra Discount e Supermercati, con una crisi dei consumi che impone politiche di Category sempre più avanzate, non coinvolge le strutture della Sardegna, che certamente vive la crisi alla stessa stregua del resto del Paese e soffre una decimazione dei ritorni di fatturato per le politiche sciagurate in termini di accoglienza del turismo, come ha ben evidenziato Camboni, ma ha una fortuna: la dedizione a creare i migliori lay out, ad interpretare nella maniera più precisa le esigenze del consumatore, la finezza che è oggi necessaria nell’intendere quello che sarà la miglior categoria del domani all’interno di ogni segmento, sono tutte attività che oggi non sono fondamentali in Sardegna. Il buyer isolano può permettersi di essere ancora tale, senza doversi arrovellare troppo sulle vendite. Ma Stefano Camboni sa bene che questa stagione sta per terminare e si vuole attrezzare. Voci di mercato, non né abbiamo parlato con l’intervistato, raccontano che l’insegna Despar potrebbe uscire dal mondo CS&D, ma sono voci e non ci andava di alimentare gossip durante la chiaccherata, come pare evidente che anche l’insegna Dico stia dando molti mal di stomaco all’azienda. Insomma la ricerca delle migliori sinergie, il gruppo le vorrebbe intraprendere riducendo gli sforzi ed i costi. Nei prossimi mesi capiremo se ci saranno degli sviluppi in tal senso.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

2 COMMENTI
  1. Mauro Maramotti

    Buongiorno , trovo molto veritiero e bello l’articolo Di Camboni , sono stato in visita al Cedi quale ex collega e amico, e davvero si respira l’aria di un’azienda giovane ben condotta con lo stile “Sardo” proiettata al futuro.
    Il tema delle vendite è comune a molte realtà anche del Nord , il cambiamento dei consumi richiede a mio avviso il cambio di mentalità , il pensiero deve essere alle vendite e non all’acquisto, questo si ribalta anche alla conduzione di queste macchine da “Guerra ” che ormai sono diventati i <supermercati oggi.I Soci oggi richiedono aiuti alla conduzione degli stessi
    che consistono in controllo di gestione prezzi di vendita e un monitoraggio continuo dei mix.

    Maramotti

  2. Claudio

    Buongiorno
    Non voglio commentare i vostri comunque bellissimi articoli, ma soltanto il comune denominatore ……. Riduzione dei costi per avere maggior profitto dei fatturati……. Ma stiamo parlando di bestie o di risorse umane ????? Poiché le prime vengono imboccate dalle seconde , le seconde a forza di vedersi decurtati stipendi e oneri sui servizi e pagare quotidianamente tasse su tasse …. Cosa dovrebbero fare ?????? Sfogarsi forse sulle prime sopprimendole come magra consolazione poiché non possono farlo contro la nostra classe politica ???? Di Capri espiatori non se ne può più ……e a risentirne ci sara’ soltanto la qualità in tutto e per tutti ……. A furia di pretendere la crisi non può che aumentare

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