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I supermercati, con un occhio ai costi, diventano sempre più ecologicamente sostenibili

Sono sempre più attuali le iniziative della gdo contro lo spreco di energia, che si concretizzano soprattutto installando impianti all’avanguardia e sviluppando logiche centralizzate finalizzate a diminuire l’impatto del trasporto delle merci. Il processo sulla sostenibilità, ma ancora prima del risparmio sui costi, è iniziato a partire dal 2000, traducendosi in interventi concreti e studi mirati a ridurre gli sprechi nei supermercati di vendita.
I supermercati si impegnano soprattutto per cercare di mitigare il consumo della refrigerazione alimentare. Esselunga, per esempio, nei supermercati di ultima generazione, ha fatto installare centrali frigorifere a CO2, per evitare l’utilizzo dei fluidi refrigeranti aventi impatto negativo sulla fascia dell’ozono. Queste centrali sono state installate con successo anche in molti punti vendita Carrefour e Coop, per sostituire i liquidi refrigeranti, tra cui i clorofluorocarburi (Cfc), messi al bando, a partire dal 2010, come gas climalteranti altamente pericolosi e vietati, dal protocollo di Montreal. «La refrigerazione alimentare», spiega Paolo Garavelli, direttore acquisti tecnici e spese generali di Carrefour Italia, «rappresenta ancora la parte più impegnativa, circa il 40%, nei costi di un supermercato. Poi c’è l’illuminazione, che rappresenta circa il 20% delle spese e, infine, la parte legata al riscaldamento e al condizionamento ambientale. Ed è principalmente su questi settori che stiamo cercando di intervenire. Noi, ad esempio, dal 2006 al 2012, abbiamo investito 31 milioni di euro per cercare di ridurre i consumi energetici».
Ci si impegna per abbassare anche i costi di riscaldamento e refrigerazione degli ambienti. La tecnologia del cool roof, speciale vernice che riflette i raggi del sole e genera calore a seconda delle stagioni, viene sperimentata con buoni risultati da Carrefour sul tetto del ipermercato di Assago e presto potrebbe essere utilizzata anche da altri supermercati.
E non solo. Ci si adopera per centralizzare anche i trasporti delle merci, creando piattaforme logistiche pensate per eliminare i lunghi viaggi, ottimizzare il carico dei camion e ridurre il flusso di traffico per contenere le emissioni di anidride carbonica. Tra i sistemi che sembrano funzionare quello messo a punto da Esselunga che, per controllare meglio i flussi logistici, ha diviso la distribuzione in tre grandi centri strategici. Uno alle porte di Milano, nei pressi di Linate, uno a Biandrate, in provincia di Novara, che è anche interamente alimentato da energia acquistata con certificati che finanziano la produzione da fonti rinnovabili (Recs), e infine quello di Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze, dove arrivano tutti i prodotti da distribuire in tutti negozi e punti vendita collocati entro un raggio di 180 chilometri da ogni centro.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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