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OVS cambia pelle: creerà disegni e moda. Il Patron di Coin Stefano Beraldo racconta il futuro del Gruppo, le imminenti acquisizioni e si dimostra freddo verso l’art. 62 del decreto Monti: occorre un periodo transitorio.

Il Gruppo Coin cambia passo: attraverso l’insegna Ovs vuole portare quello che viene nominato “Fast Fashion”, o abbigliamento a basso costo, verso una nuova concezione: quella di creare modelli e di “fare moda”. E per realizzare tale intento ha assunto una “creativa” di assoluto riguardo: Caterina Salvador direttamente da Dolce & Gabbana, e con un passato in Armani e Calvin Klein. “Siamo molto soddisfatti, era un anno che cercavamo la persona giusta per dotarci di un team creativo – fa notare Beraldo – E abbiamo fatto una dura selezione. Sono molti i creativi emergenti interessati alla nostra fascia di prodotti. Del resto uno stilista bravo lo è ancora di più se riesce a realizzare vestiti da tutti i prezzi”. . OVS da ora cureranno internamente l’ufficio stile, e quindi non solo facendo produrre da terzi delle collezioni con il loro marchio. E’ un segno di cambiamento, di cui il gruppo Coin è stato pioniere, visto che da tempo sperimenta contaminazioni di questo tipo, come l’arredamento casa firmato da nuovi designer, o la linea Baby Angel di Elio Fiorucci. Il gruppo Coin che ha il suo cuore a Mestre, ha così affittato un mega show room a due passi dal Duomo, dove nascerà al sede di Ovs Design Lab. Un investimento iniziale da 2 milioni di euro, tra persone uffici, creatività, ma che è destinato a crescere se le nuove collezioni riusciranno a catturare l’attenzione del pubblico.

“Saremo creativi in tre modi – precisa Beraldo – con il nostro nuovo staff guidato dalla Salvador, con le collezioni permanente di stilisti come Ennio Capasa e altri che stiamo contattando, e dando spazio anche a nuovi designer, che recluteremo tra i più meritevoli delle scuole di moda”. Tutto questo per emergere oltre i confini nazionali, e esportare Ovs in India e Cina, dove il gruppo ha appena aperto due punti vendita. Piani di espansioni ambizioni, che Coin porta avanti grazie ai nuovi capitali iniettati dal fondo Bc Partners, che a settembre ha rilevato l’azienda. “Abbiamo acquistato Iana e Gusella, due catene di negozi da bambini – ricorda Beraldo – e stiamo studiando nuove acquisizioni per crescere anche a livello nazionale”. Relativamente alle liberalizzazioni in corso Beraldo ha spiegato che a suo modo di pensare non lo Stato non dovrebbe intervenire nelle dinamiche contrattuali delle parti. I pagamenti a 140 gg. sono una conseguenza di una trattativa, portali per legge a 60 gg. è un errore, e soprattutto è una cosa impossibile da realizzare in un colpo solo, ci vorrebbe un periodo transitorio.

Secondo GDONews la posizione di Beraldo, fuori dall’ipocrisia, è la realtà delle cose, non è possibile che un metodo storico venga cambiato per decreto, ma di questo cambio c’è bisogno, allora ben venga il periodo transitorio, sebbene necessariamente breve, ma si facciano le riforme.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

4 COMMENTI
  1. clode

    Ma come mai Beraldo non dichiara che loro pagano le scadenze dei 120 gg con 80 di ritardo? questo come lo spiega? credo che tutti dovremmo renderci conto che questi gruppi commerciali hanno i “soldi” subito alla cassa e pagano i fornitori quando gli pare… se con la contrattualistica non si riesce a portare a 60 gg allora è necessario il decreto! ed io sono d’accordo!

  2. BLUK

    Confermo Clode…Il gruppo Coin sta pagando sempre più in ritardo con tempi ormai fuori di testa! non posso lavorare e prendere i MIEI soldi dopo 6 mesi!! Ristrutturo negozi che si ripagano della spesa dopo nemmeno un mese di attività…e noi ci pagano a 6!Questo però beraldo non lo dice vero? e non dice nemmeno che la trattativa dei 140gg è un accordo unilaterale obbligatorio da accettare! Qui do ragione a Monti e personalmente avrei fatto 30gg!

    1. Elisa

      Buon giorno non conosco le vostre realtà ma ovs é una grande azienda e per me é come una seconda famiglia sono in forza con loro da ormai 13 anni ed ho avuto solo soddisfazioni sia alla fine del mese con un regolare stipendio sia a livello professionale come supporto a nuove aperture ed in piú a livello umano l’azienda asseconda i propri dipendenti cosa che molte aziende nom fanno. Posso dire grazie Ovs per il grande stimolo che mi continui a dare.
      Elisa.

  3. Floriana

    Magari potessi lavorarci dopo miriadi di curriculum..è un bellissimo ambiente :)

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