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E’ bufera sull’art. 62 del decreto Liberalizzazioni: la GDO insorge, le multinazionali gongolano…

Ce lo aspettavamo e sta succedendo: la “liberalizzazione del settore agroalimentare”, che in realtà è una iper-regolamentazione dove, come sottolinea Vincenzo Tassinari (Presidente Coop Italia) intervenendo su Radio24, “E’ innanzitutto un problema di principio: si interviene in ambiti che dovrebbero essere lasciati alla libera contrattazione tra le parti, in contrasto con l’articolo 41 della Costituzione. Noi eravamo e siamo disponibili ad un accordo che tuteli la piccola e media impresa italiana, ma in questo caso è stato introdotto un meccanismo che oltre a tutelare le multinazionali dell’alimentare, prescrive come debbano essere fatti i contratti, che debbano essere descritte le prestazioni un anno per l’altro, in un momento in cui il mercato richiede massima flessibilità e dinamismo si va contro anche quello che è l’interesse dell’impresa.” “Questa norma – prosegue Tassinari – esprime una cultura negativa nei confronti della distribuzione perché parte dal presupposto che una sola parte, la nostra, sia scorretta”.
Tutte le organizzazioni a cu fa riferimento la distribuzione nazionale sono insorte, da Federdistribuzione a Ancc e Ancd e stanno valutando il ricorso per incostituzionalità.
Ovviamente la grande industria alimentare, seppur con toni amichevoli e tesi al confronto, ha accolto con favore la norma: “Norme simili non sono una novità e non rappresentano uno scandalo – afferma Filippo Ferrua, presidente di Federalimentare e di Ferrero Italia – i distributori devono rispettare le scadenze dei pagamenti come noi rispettiamo le nostre”. A parte che a noi riesce difficile immaginare che un retailer non rispetti i termini di pagamento con fornitori quali Ferrero, Unilever o Barilla, il punto evidentemente non è il rispetto dei tempi ma i tempi stessi. Ma il meglio lo si evince dalle parole di Luigi Bordoni, Presidente di Centromarca: “per la prima volta si dettano regole che riguardano le relazioni commerciali che aumentano la concorrenza, eliminano costi all’origine e possono determinare un abbassamento dei prezzi”: questo lo vogliamo proprio vedere!
Siamo quindi di fronte ad un quadro di scontro durissimo tra chi, i distributori, difendono “la libera negoziazione tra le parti” come principio liberale, e le multinazionali che difendono una norma dirigista che li favorisce dal punto di vista finanziario descrivendola come migliorativa della concorrenza! In tutto questo teatrino ricco di ipocrisie manca una voce: quella dei soggetti per cui si è pensato a questa norma (almeno nelle dichiarazioni di intenti del Governo), le piccole e medie imprese dell’agroalimentare. E il dubbio che dietro a questo decreto ci siano le solite lobby e non la coscienza delle difficoltà delle PMI italiane ci rimane ed anzi si accentua assistendo al dibattito in corso in questi giorni.

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Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

11 COMMENTI
  1. PMI

    Buongiorno,
    mi permettto di parlare a nome delle PMI che nell’articolo non hanno voce in capitolo e dico: SAREBBE TROPPO BELLO! Già perchè, come sempre, la GDO troverà qualche cavillo cui appigliarsi per pagare, se possibile, con termini ancora più lunghi. Forse chi scrive non si rende conto appieno che al momento la GDO, da cui transitano gran parte dei beni che tutti abbiamo nelle nostre case, gestisce anche gran parte della liquidità disponibile sul mercato? Ma lo sapete che la GDO ( es. Auchan ma anche molti altri ), usano la liquidità assorbita dai fornitori per aprire società di factoring? Eh si.. proprio così.. ti pagano con termini lunghissimi e se poi ti serve il denaro prima, paghi ancora ed eccoti servito! Come se non bastasse, la GDO paga i propri fornitori a 90 gg se va bene, tarda i pagamenti quanto fa comodo tardare ( e prova a telefonare per sollecitare… vedi un poco cosa ti rispondono ) e Le è dovuto qualche premio di fine anno o contributo, non ha ancora emesso fattura che già lo ha trattenuto dai pagamenti. Eh si… gran bella cosa la compensazione! Avete idea di che entità di liquidità si riverserebbe nelle tasche delle aziende con pagamenti in termini ragionevoli? E con gli interessi da usurai che applicano adesso le banche, oltre a liquidità sarebbe anche margine. Con i soldi in mano e termini di pagemnti sicuri si darebbe forse anche nuova linfa agli investimenti… insomma un circolo virtuso!
    Ma stiamo sognando….

    Cordiali saluti.

    1. Dott. Alessandro Foroni

      Il senso dell’articolo era proprio questo: sottolineare che in tutto questo dibattito manca l’unico vero soggetto debole, cioè la PMI. La GDO e le multinazionali sono ben rappresentate e sanno come approfittare delle situazioni, chi resta sempre al palo sono i medi e i piccoli che devono subire le condizioni che gli vengono imposte. Grazie per il suo intervento PMI.

  2. Gdo

    Buongiorno,
    Sono un Buyer della gdo e ci tengo a precisare che siamo tutti d’accordo sui termini di pagamento definiti dal decreto. Quello che è assurdo sono gli altri paragrafi Dell articolo….ma li avete Visti? ….vuole dire che tutti i contratti che si fanno ora in Italia non vanno più bene e invece di andare nell ottica della semplificazione tanto ventilato dal governo, si va in un delirio di norme non applicabili in realtà. Altro che governo tecnico….questi non sanno nulla a parte soggiacere alle lobby multinazionali !!!! Le uniche a guadagnarci qualche cosa .
    Vedrete aggirarsi a breve avvoltoi stranieri in Italia, pronti a rilevare le piccole imprese della distribuzione che falliranno per mancanza di cash flow!

  3. pippo

    credo che il termine massimo dei pagamenti della ue sia di 60 giorni e risalga al 2000.
    ….nel mentre in italia ci si è avventurati in qualcosa di sconosciuto…

  4. Alessandro (PMI)

    Buongiorno, sono un piccolo fornitore della GDO ma non solo.
    Il problema dei pagamenti è diventato abnorme. La GDO ha termini di pagamento biblici, e parlo di prodotti deperibili (il mio campo), i negozi la seguono ad ombra, schiacciati anche essi dalle difficoltà di prendere i soldi dei ticket. I ristoranti sono la categoria più inaffidabile in assoluto e si sentono derubati quando gli si chiede pagamento in contanti per piccole cifre.
    Ho un’azienda che fa poco più di 3 milioni l’anno di fatturato. Ad oggi la GDO ha debiti verso la mia impresa per circa 500.000 €, i restanti per altri 1,100,000 €. Pago 20.000 € annui di interessi sui finanziamenti per i pagamenti di fornitori esteri che hanno invece (e forse giustamente) la pretesa di avere il pagamento al ricevimento della merce (grecia, romania, bulgaria, macedonia, ungheria).
    Sono perplesso sugli altri punti, quelli in particolare che delineano i contratti, ma confesso di averla capita un po’ poco.
    Per il resto spero davvero che questa legge, qualora rispettata senza scorciatoie, possa portare liquidità in mano alle imprese. Questo paese ha bisogno di imprese che investano nel proprio lavoro. Invece negli ultimi anni ha concentrato la liquidità nelle mani della GDO che l’ha reinvestita nella costruzione di cattedrali nel deserto (grandi centri commerciali che meno di due anni dopo l’apertura sono in crisi nera) o speculazioni finanziarie, oggi come non mai fallimentari. E parlo per conoscenze dirette, non per sentito dire.

    Saluti
    Alessandro

  5. PMI

    Buongiorno,
    io sono un piccolo imprenditore del salernitano, sono un panificatore, i nostri clienti per sono maggiormente la GDO. Tra tutti i clienti ne ho solo 1 che paga a 45 gg tutti gli altri impongono tempi di pagamento che partono, se si è fortunati, dai 120 giorni. Bisogna si regolarizzino i tempi di pagamento, evitando la solita clausola “salvo accordi tra la parti” poiché questi accordi tra le parti sono solo un imposizione da parte di un contraente estremamente forte nei confronti di quello debole. Vorrei far presente al presidente della coop, che un pò di tempo fa ho avuto un incontro con un suo buyer che dinanzi alla mia offerta commerciale mi ha risposto letteralmente “ma come a Napoli non lo regalano il pane?”, probabilmente alla coop e GDO in generale non interessa che le persone che lavorano nelle aziende loro fornitrici siano in regola e pagate secondo normativa ma solo il prezzo più basso possibile e tempi di pagamento lunghissimi, nonostante quei prodotti siano venduti quotidianamente, perchè pagare il fornitore a fine mese se CON I SUOI SOLDI posso aprire un nuovo punto vendita?
    Onestamente credo che la GDO sia una buona cosa, permette di raggiungere molte persone e far conoscere in fretta il proprio prodotto, sempre che si comporti in modo eticamente corretto, ma tali GDO sono poche anche se investono molto in pubblicità, per essere trasparenti dovrebbero fare una pubblicità dove dicono “ABBIAMO COMPRATO QUESTE MOZZARELLE, O QUESTO PANE IERI, LE PAGHEREMO TRA 6 MESI”..ai più fortunati!
    Saluti

  6. Davide

    Perfettamente d’accordo con i commenti precedenti !
    I contratti obbligatori sono un’assurdità perchè complicano la vita e non sempre è possibile fare un contratto precedente alla fornitura. Io ho a che fare con gli agricoltori e diverse volte mi portano i prodotti, si contratta il prezzo e lo stesso giorno vengono a scaricare la merce. Che senso ha fare un contratto ? La fattura dovrebbe essere già di per sè un contratto e da quella (GIUSTAMENTE) dovrebbero partire i fatidici 60 gg.
    Che per la mia azienda sarebbe un sogno : ho diversi clienti (e non tratto con la GDO direttamente) che mi pagano a 210 giorni. Ha ancora un senso ? Logicamente a questi clienti devo ricaricare il prezzo in base a quanto devo aspettare i soldi e al fattore rischio. Se fosse tutto regolamentato a 60 gg. anche i prezzi sarebbero più bassi.

  7. Francesco

    Ok per il pagamento a 60 gg fm dei prodotti di consumo al dettaglio ma come può una legge costituita per il mercato Agroalimetare coinvolgere anche il settore degli Integratori alimetari naturali erboristici.
    E’assurdo inserire nell articolo 62 questi prodotti per diversi motivi per esempio questi Integratori Alimentari non hanno scadenza breve dopo pochi giorni o mesi ma le scadenze sono a 2-3 anni hanno valenza curativa.
    Quindi come se avessero inserito nel calderone i medicinali ma li no non è stato ftto quelli non si toccano… cmq. se volevano un crollo del settore ci stanno riuscendo (se non si precipitano a fare modifiche immediate e studiando e non confondendo i settori..)
    E grazie a questa decisione già un settore in forte crisi indurra un bell’indotto ad andare in cassa integrazione… E anche alla chiusera di molte erboristerie.

  8. Luigi

    ma é mai possibile che nel nostro paese non si possa essere un pò chiari quando si emette una legge o una normativa? come si fa a confondere l’agro alimentare con gli integratori alimentari? E poi di quali integratori si parla: quelli che contengono erbe o anche quelli che contengono sali minerali?
    La cosa non é affatto chiara, ci vorrebbe subito un chiarimento per non stravolgere un settore che come tanti altri sta cercando di andare avanti con tante difficoltà.

  9. erika

    lo stato vuole far chiudere le piccole aziende?vuole la disoccupazione?ora ne avrà in abbondanza, con l’art 62 che toglie molta liquidità, con gli operai che ti costano migliaia di euro fitti al mese, le utenze che lievitano, le tasse, le materie prime che lievitano senza controllo,mi sa che arriveremo al collasso in breve tempo.ho un forno e negli ultimi 6 mesi inizio a fare fatica a saltarci fuori, siamo in 6, io con i miei genitori e 3 operai, chi taglierò per far fronte alla crisi?uno schifo assurdo, deprimente lavorare così, tanto per nulla…

    1. erni

      Dovete resistere ….. unitevi in consorzi , cooperate assieme , inventatevi qualcosa …. anche le multinazionali cominciano a perdere colpi ! …. i costi del dipendente per le piccole aziende non sono più sostenibili , bisogna chiedere sacrifici anche a loro !

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