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Si chiama AICUBE

Nella settimana in cui avevamo anticipato la notizia è arrivata la conferma attraverso un comunicato stampa: Interdis e Pam – Panorama hanno siglato un accordo strategico della durata di 5 anni. Non si tratta propriamente di una mera Supercentrale, afferma Arturo Bastianello Presidente del Gruppo Pam che spiega nel comunicato “L’accordo con Interdis nasce dalla considerazione che il futuro non è più nelle supercentrali d’acquisto dove l’unico obiettivo era la mera somma di fatturati, ma dalla consapevolezza che solo la creazione di una piattaforma comune per la condivisione di know-how, di esperienze e di best practices può portare reale valore aggiunto al nostro cliente, le cui aspettative ed esigenze evolvono con sempre maggiore velocità. Aicube nasce per questo.” Ecco il nome: AICUBE!!

rete complessiva : 2100 tra supermercati, ipermercati e superette

area geografica coperta: tutto il territorio nazionale

superficie di vendita : 1.007.261 mq

fatturato al consumo : 5,7 miliardi di euro.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

7 COMMENTI
  1. luca

    Ridicolo! Interdis 14 superstiti di una centrale “pionieristica del marketing” dei quali salviamo solo l’eccelente Migros e forse Isa. Escluso Caffè Motta il resto è una sommatoria di CEDI, efficienti ed efficaci, con concentrati dai 5 ai 20 milioni di euro. La vera efficienza sarebbe fare un solo CEDI per 11 Soci e forse si salverebbero.Per quanto riguarda PAM la sua storia parla da sola;Preistoria veneta della distribuzione. Direi che da due punti deboli al quadrato nasce un terzo polo di parole al cubo

  2. simone

    confermo tutto quanto detto da Luca. Pam e Interdis sono tra di loro lontani anni luce. Non capisco la scelta di Migros. Cosa sta ancora a fare in Interdis?

  3. daniele

    In effetti non sembra altro che l’ennesima sommatoria di contratti per illudersi di migliorare le condizioni d’acquisto. Senza un comune piano strategico solo richieste di migliorie contrattuali

  4. Roby

    Vorrei capire perchè PAM sarabbe la preistoria della distribuzione.
    In Italia siamo solo capaci di criticare tutto a prescindere prendendoci il lusso anche di non argomentare.
    Mha.

  5. Luca

    Caro Roby,
    Confermo preistoria; a proposito di Pam franchising e’ l’esempio di come non si deve strutturare una rete di franchising. Logiche di puro sell in verso l’affilato, listini poco trasparenti e ricerca del profitto a discapito degli affiliati. Panorama: sviluppo della rete a macchia di leopardo, format inesistente con una spruzzata di comunicazione da vip per coprire i punti di debolezza. Supermercati Pam: mi spieghi la logica dello sviluppo? Un po’ dappertutto senza essere leader quasi da nessuna parte; punti vendita vecchi, nuovi e semi nuovi con un equity del Brand assente e anche qui una spruzzata di comunicazione sui freschi copiata male da esselunga. Per finire i discount: i numeri e il ranking nel bel paese confermano che forse sarebbe bene concentrarsi su altri canali. Forze buttate. Per la ristorazione invece direi bene. In sintesi hanno disperso forze e denari su molti canali senza costruire una vera leadership in nessuno di questi. Comunque rispetto ad interdis parliamo di eccellenza della distribuzione. Perché sporcarsi l’immagine con questa idiozia di aicube? Per le scoperte pionieristiche di Santambrogio o per i contratti di caffè Motta?

  6. Roby

    Quest’anno Pam ha incrementato il proprio market share.
    Panorama non va bene, ma dimmi quale altra catena di Iper sta performando bene.
    IN’s mi sembra vada bene.
    Sul Pam franchising posso essere d’accordo.

    Si parla dei uno dei migliori gruppi italiani, che potrebbe fare sicuramente meglio.
    Forse proprio per questa tendenza a voler fare tante cose (troppe?) bene quanto basta e non eccellere in nulla.
    Da qui a preistoria… ne passa.
    Certo se la smettessero di copiare qui e li e ci mettessero di più del proprio, sarebbe meglio.

    Togli Esselunga, chi va meglio e come rappresenta il futuro della Distribuzione?
    Appunto, qual’è il futuro della Distrubuzione secondo te?

    1. riccardo

      Il futuro per le aziende della distribuzione implica un processo di miglioramento sia per quanto riguarda i contratti sia per le politiche di vendita da parte di ciascuna impresa. L’accordo tra Pam e Interdis va letto in quest’ottica. La situazione Pam è stata ben descritta dal commento di Roby. Le considerazioni precedentemente esposte su Interdis invece sembrano più di carattere emotivo e personale che altro… Di certo e reale c’è un gruppo che pur con le dinamiche tipiche della DO è riuscito anche ad esprimere da molti anni ottime iniziative a livello nazionale e locale.

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