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Discount e caccia alle offerte: per Confindustria saranno protagonisti nel 2012

La crisi ha ridotto ormai il reddito disponibile ad “una coperta troppo corta” e gli italiani hanno già dato fondo a molto del risparmio accumulato per difendere il proprio tenore di vita e fronteggiare un periodo di dura crisi economica. Più di così è difficile che possano ancora eroderlo: statisticamente passano un paio d’anni prima che i consumatori decidano di ridurre i propri consumi ed ormai la crisi dura da troppo tempo. Per le famiglie perciò sarà sempre più corsa al discount e caccia ai prezzi più bassi, accantonando o rinunciando anche all’acquisto di beni di consumo durevoli. A fotografare la difficoltosa situazione è il Centro Studi di Confindustria. Austerità e impoverimento, dunque, saranno le tendenze destinate a proseguire e ad accentuarsi nei prossimi trimestri. Gli imprenditori prevedono un ulteriore calo del valore delle vendite al dettaglio: una contrazione che è maggiore nei piccoli negozi (-1,1%) più che nella grande distribuzione organizzata (-0,4%). I negozietti sotto casa, per questo, perdono circa il 5,6% dal 2007 al 2011 a fronte di un incremento del 6,3% nei discount. L’incentivo viene ovviamente dai prezzi ai quali, scrive ancora Confindustria, le famiglie “sacrificano, non tanto la qualità, quanto il contenuto del servizio, cioè il confezionamento, l’assistenza agli scaffali, la vicinanza del punto vendita”. E’ perciò ormai caccia agli sconti, alle offerte che trascinano i consumatori in un vero e proprio “zapping” tra i punti vendita: la percentuale di consumatori che dichiara di prestare attenzione a sconti e offerte speciali, infatti, è salito all’88%.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

5 COMMENTI
  1. Michael Englezakis

    Il rischio per i consumatori è molto alto.
    L’affannosa ricerca a prodotti di basso costo li esporrà ad acquistare prodotti scadenti spacciati per quelli di buona qualità attesa.
    Il monito per gli operatori dei Discount deve essere :fare attenzione alla diffidenza dell’esca, ovvero “una preda (Il Cliente) scampato ad una trappola (prodotto scadente), diffiderà dell’insegna , rivolgendosi altrove”.

  2. aldo

    Io sinceramente tutto questo rischio non lo vedo, spesso il prodotto del discount o il primo prezzo sono prodotti dalle stesse aziende che producono il prodotto di marca, in altri formati, o sui prodotti maturi.
    Il distributore serio, e questi lo sono tutti, parlo delle principali catene, sa benissimo che il primo a pagare il conto di una qualità scadente o inferiore al concorrente sarà lui.

  3. RAUL

    Da molti anni le insegne dei vari gruppi distributivi hanni inserito nel loro assortimento una linea di prodotti chiamati comunemente ” primi prezzi”. Lo scopo era ed è quello di contrastare la ” migrazione” dei propri consumatori verso il discount.
    Tale politica ha dato qualche risultato. Personalmente penso che: tra prodotti di fascia primo prezzo ( che presentano un buon rapporto qualità prezzo) e sfruttamento attento delle promozioni ( forti) dei prodotti di marca, il consumatore possa ancora spendere con ” ritorno” il suo depauperato reddito, evitando di cadere nella trappola del prezzo affare che molto spesso nasconde la trappola della scarsa qualità. Per onore di verità, devo anche sostenere che ci sono sempre più persone che giocoforza non possono più permettere di scegliere o addirittura mnediare tra prezzo ed equivalente qualità: per questi la scelta è una sola: portare qualcosa in tavola. Riflettiamo bene quando parliamo di impoverimento delle famiglie. Ci sono molti che ancora pensano che la povertà sia data dal fatto che ….non ti puoi cambiare il telefonino per il nuovo modello appena uscito. La povertà, quella che sta avanzando sempre più, E’ FAME.

  4. Ernesto

    Quale crisi ? I ristoranti sono pieni e c’è la coda nelle agenzie viaggio ….
    A parte le battute, bisogna prestare molta attenzione ai prodotti semilavorati quali ad esempio : cordon bleu , hamburger , bastoncini di pesce ecc ecc. a volte anche le grandi multinazionali riescono a fare dei prezzi da discount , ma non si sa cosa veramente c’è dentro !

  5. mario

    fra i clienti della gdo c e da quello che se vuol mangiare deve comprare il primo prezzo quello che fra la qualita del cibo ed un hiphon sceglie il secondo chi ha sempre mangiato quella marca di paSTA E MAI(forse da ora in poi)mai cambiera se si ha voglia esi fa attenzione si puo risparmiare e molto niente quarta e quinta gamma anche se di primo prezzo comprare lo stretto necessario andando al supermercato anche tre volte la settimana perche quello che mangiamo e quello che in futuro diventeremo perche la differenza tra una farina di primo prezzo e quella private label sotto il profilo qualitativo e abissale nel primo prezzo finiscono le rimanenze dei silos grano di infima qualita scartato dalle ditte che fanno un minimo di qualita io uso di primo prezzo carta igenica alluminio mozzarella per la pizza per il resto non mi fido lavorando nell industria alimentare

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