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Interessante intervista sul Sole 24 ore a Vianney Mulliez (Auchan)

In una interessante intervista al Sole 24ore di qualche giorno fa Vianney Mulliez , 48 anni, il nipote del fondatore Gérard, in occasione dei 50 anni della catena della sua famiglia Auchan ha spiegato che se mai Esselunga fosse in vendita sarebbe interessato all’acquisto. Relativamente al nostro mercato ha poi detto che l’aumento dell’IVA in Italia avrebbe un senso se legata ad una riduzione del costo del lavoro. Ha poi aggiunto che il concetto di crisi va interpretato in un senso più profondo, come grande cambiamento strutturale “che trasformerà i comportamenti individuali e quindi anche il nostro modo di operare, obbligandoci ad adattarci alle nuove esigenze della clientela. Dal punto di vista dell’impatto sui nostri conti certo chiuderemo l’anno al di sotto degli obiettivi nella zona euro, che vale il 70% del fatturato, ma l’Europa centrale mostra una buona resistenza e i mercati russo e cinese continuano a darci grosse soddisfazioni”. Alla domanda sulla validità della formula degli Ipermercati alla luce dell’attuale crisi del formato ha risposto: “Siamo dei grandi distributori, ma prima di tutto dei commercianti. La nostra politica è quella di rispondere al meglio ai bisogni della clientela. In passato l’ipermercato è stato un vero valore aggiunto e lo è ancora oggi. In Europa però si sta in effetti andando verso punti vendita più piccoli, di prossimità. E’ un settore in cui in Italia siamo già presenti con Punto Sma e stiamo testando il mercato in Francia e in Russia. Inoltre il nostro modello si presta allo sviluppo del franchising. Proprio in Italia abbiamo già 1.500 supermercati affiliati. Auchan non ha mai voluto quotarsi ed è tutt’ora un gruppo familiare”. Sarà quotata in Borsa l’azienda? No- ha risposto – “Le pressioni sui risultati a breve che impone la presenza in Borsa sono contraddittorie rispetto alla nostra strategia di lungo periodo. Peraltro vedo molti gruppi quotati che si stanno pentendo della loro scelta. E’ inconcepibile che il valore di una società possa dimezzarsi in pochi mesi per ragioni del tutto estranee ai suoi risultati industriali”

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