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20 Commenti

Manovra Monti: si prospettano buone opportunità per la GDO

La manovra economica varata dal governo Monti, ad una prima analisi necessariamente superficiale, sembra portare buone notizie per la grande distribuzione. I punti che vanno a toccare il mondo del retail sono diversi.

DEDUCIBILITA’ DELL’IRAP

Il costo del lavoro è una delle voci più importanti nei bilanci delle imprese distributive, e negli ultimi anni nessuno come il mondo del retail, facendo i conti con la crisi dei consumi, ha dovuto sacrificare il lavoro per far tornare i conti. Questa notizia è quindi molto buona: le imprese potranno dedurre dall’Ires e dall’Irpef la quota di Irap “relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato”. Verranno quindi liberate risorse che potranno essere destinate alle aree critiche dei budget.

LIBERALIZZAZIONE DELLA VENDITA DEI FARMACI DI FASCIA C

Il governo ha deliberato anche il definitivo via alla vendita dei farmaci di fascia C, quelli a pagamento ma per i quali è richiesta la ricetta del medico, anche nelle parafarmacie. Tale vendita dovrebbe essere definita – si leggeva in una bozza circolata nel pomeriggio di domenica – “nell’ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto all’area commerciale, da strutturare in grado di garantire l’inaccessibilità dei farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura che di chiusura al pubblico”. A questo punto si assottigliano ancora di più le differenze tra una farmacia tradizionale e una parafarmacia, favorendo lo sviluppo dei reparti parafarmaceutici nella GDO.

UTILI REINVESTITI

E’ stato previsto dal Governo anche un meccanismo di fiscalità di vantaggio per quelle aziende che non distribuiscono gli utili o che portano nuove risorse reinvestendole nell’azienda. Questo meccanismo si rivelerà molto positivo per i gruppi nell’ambito dello sviluppo.

LIBERALIZZAZIONE ORARI E NUOVE APERTURE

Si è parlato in questi giorni anche della possibilità di una forte deregulation degli orari di apertura dei negozi, non più vincolata alla presenza degli esercizi nelle località turistiche o città d’arte. Ma soprattutto, in linea con la disciplina Ue, si parlava della possibilità che «costituisce principio generale dell’ordinamento nazionale, la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura». Al momento in cui scriviamo però non abbiamo ancora notizie precise. Questo punto sarà comunque quello che più inciderà sul futuro della GDO, dando nuovo slancio agli investimenti, spazzando via in un colpo solo tutti gli ostacoli alla vera concorrenza in molte aree del paese, rivelandosi un ottimo affare anche e soprattutto per i consumatori. Sicuramente le polemiche non mancheranno, specialmente nell’ambito della liberalizzazione degli orari, ma nel concreto, dal nostro punto di vista, si apre un mercato enorme per la distribuzione in generale.

Complessivamente quindi la manovra porta, combinando gli effetti positivi dei vari provvedimenti, soprattutto buone notizie per il mondo retail italiano, aprendo nuove prospettive che raramente si presentono, in queste dimensioni, in paesi economicamente sviluppati.

 

Dati dell'autore:
Ha scritto 516 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

20 COMMENTI
  1. Max

    Con tutto il rispetto, ma chi ha scritto l’articolo ha una visione miope delle cose.Con il governo Monti ci sara’ meno soldi,piu’ poverta’ e meno lavoro.
    Inoltre aspetto importantissimo che i principali mass media hanno stigmatizzato e’ l’appartenza di Monti alla massoneria.Non e’ un caso che Monti abbia inserito al ministro della difesa un militare. Il progetto della massoneria di oltre un secolo fa era di un progetto della prima guerra mondiale (e si e’ avverato) della seconda (idem) e della terza impostata tra il movimento sionista ed il mondo islamico.Il tutto con lo scopo di creare un nuovo ordine mondiale dove la gente dovrebbe essere asservita a poteri forti in cui e’ prevista la cancellazione di tutte le religioni(non e’ un caso che da tempo esiste una campagna denigratoria nei confronti della Chiesa).

    1. pasquale

      concordo con il dott. alessandro foroni sig. max e fuori tema l’articolo parla della gdo grande distribuzione organizzata e non di forti poteri che governeranno il mondo tralaltro sono pienamente daccordo con le misure di monti su questo tema spero solo che le risorse risparmiate le utilizzino per creare nuove opportunita’ di lavoro e non solo per coprire i loro badget.

  2. Max

    Sotto alcuni punti di vista puo’ essere non attinente.Ma con una tesi che non tiene in considerazione i vari aspetti non potra’ dare un giudizio obbiettivo.

  3. VINCENZO

    Max, mi scusi, intanto i giudizi obiettivi si devono dare non con i paraocchi sull’immediato presente ma pensando anche alle generazioni future; sul giudizio inerente argomenti che non conosco bene mi astengo di risponderLe ma invito anche Lei a fare altrettanto se non dimostra di essere perfettamente a conoscenza di quello di cui parla. Infine Le chiedo se una persona con meno soldi preferirebbe pagare una tachipirina alle 20,30 di sera in una farmacia pagandola 4 o 5 Euro + i diritti di chiamata “notturna” o in una parafarmacia pagandola 3 euro punto!

  4. Max

    Vincenzo in condizione di buon andamento dell’economica la vostra considerzione sicuramente
    avrebbe avuto il mio appoggio.Oggi le regole del gioco sono cambiate la politica di Monti portera’ allo sfacelo l’Italia.
    Per l’occasione vi posto questo link :
    http://www.libreidee.org/2011/12/schiavi-dei-nostri-strozzini-subiremo-altre-100-manovre/

    Se veramente si vuole fare gli interessi dell’economia bisogna dire NO a Monti, NO alla finanza che controlla la politica italiana, NO alla massoneria.
    Seguo vari forum politici, e sono totalmente convinto della valenza di quanto ho scritto.

  5. Michele

    Signori, massoneria e complottismo mi sembrano argomenti off topic.

    Che Monti sia un “banchiere” o no e che questo piaccia o meno, l’articolo è lucido e ben fatto.

    Se vogliamo parlare di danni all’economia, apriamo i libri di macro e microeconomia o di teorie del commercio (disponibili nelle migliori e nelle peggiori facoltà d’Italia) e domandiamoci come mai questa crisi era preventivata già dal 2005 e nessuno se n’è curato.

    Forse perchè le politiche austere sono impopolari e fanno perdere voti.

    Dura o no, questa manovra è quantomeno “benfatta”. Anche se molti continueranno a preferire le manovre politiche da “cinepanettone”.

  6. mario

    se una famiglia spende 100 euro alla settimana nella gdo se l esercizio sta aperto tutti i giorni del mese ogni giorno la famiglia spende 400 diviso 30 0 31 se invece l esercizio apre una domenica al mese la divisione di incasso giornaliero sara 400 diviso 26 le tre domeniche che aprira in piu con maggiri costi ricadranno sull aumento dei prezzi o su altre voci non credo che le aperture domenicali faranno aumentare i fattuati della gdo

  7. frodo

    ma si ma che aprano 365 giorni l’anno così avranno l’ennesima batosta sui denti……

  8. Raul

    ……. magari le aperture sette su sette e ventiquattro su ventiquattro, saranno gestite con la rotazione dello stesso personale , come già avviene in molti ambiti della distribuzione. Onestamente vedo un ulteriore sfruttamento del personale che, causa crisi e ” abbiamo una famiglia alla quale pensare”, sarà costretto ad abbozzare ad ulteriori sfruttamenti.
    Consentitemi un pensiero forte: non ci puù essere rinascita senza distruzione. Riappropriamoci della nostra libertà di decidere e assumiamoci l’onere di spazzare via i poteri forti e le lobby che oramai ci tengono sotto il tacco del loro stivale.

  9. matteo

    Ma chi ha mai detto che il mercato liberalizzato si autoregolada solo in maniera appropiata?
    Dati reali:
    -in più del 60% dei paesi europei esiste una regolamentazione assimilabile alla pianta organica
    -in più del 60% dei paesi europei il farmaco (tutti anche aspirina) è venduto solo in farmacia
    -IN NORVEGIA E’ STATO LIBERALIZZATO TOTALMENTE IL MERCATO DELLE FARMACIE, RISULTATO: 3 GRANDI GRUPPI DETENGONO L’80% DELLE FARMACIE E QUESTE SI SONO CONCENTRATE NELLE ZONE “PIU’ REDDITIZIE”

    Non è neppure ipotizzabile che chi è abituato a vendere pasta,detersivi, sughi pronti sappia consegnare farmaci ai pazienti in modo appropiato

  10. aldo

    Mario, ma se io apro ed i miei concorrenti no, compreso il dettaglio, non comprano da loro ma da me.
    Allora il gioco vale la candela, anche perchè la fedeltà al punto vendita è molto bassa in Italia.

  11. Ernesto

    Manca un punto fondamentale , gli italiani ( lo dicono le statistiche ) sono sempre più poveri e hanno sempre meno soldi….
    Come si fa ad avere crescita se oltre il 50% dello stipendio ( e questo vale anche per i privati) se ne va in tasse e quel poco che rimane viene sistematicamente speso per pagare altre tasse sulla benzina sul gas, luce e sui beni di prima necessità.

    Non mi sembra che la manovra di Monti vada nella direzione giusta , così ci sarà una maggiore recessione.

    Per la GDO invece ci sarà maggior selezione ( chiuderanno i meno forti e i piccoli ) , aumento dei prezzi senza dubbio per dare maggior servizio e dipendenti sempre più malpagati e sacrificati.

  12. mario

    caro aldo ma iprezzi per i consumatori aumenteranno a causa delle aperture domenicali e delle spese generali aumentate visto che le spese le devo moltiplicare per sette invece di sei luce sorveglianza costo domenicale e poi i costi sociali dell uomo consumista

  13. aldo

    Mario, ni, perchè molte delle spese ci sono anche se tieni chiuso, luce, riscaldamento etc, per cui con un giorno in più le ammortizzi.
    Ma al di là della teoria la pratica dirà se è conveniente o meno, dove abito l’unica che continua a tenere aperto la domenica è Esselunga, le altre hanno mollato.
    Se è così ed hanno aggiunto al loro parco clienti qualche d’uno.
    E’ una possibilità se funziona e crea valore bene, sennò si continua così

  14. Ernesto

    Mi sembra una discussione senza senso !
    Se in generale la gente spende tot. non è che con l’aperture straordinarie spenda di più , ma si cambiano solo le abitudini di spesa , ovvero invece di andare lì vado da un’altra parte perchè mi è più comodo.
    L’unico modo che può far crescere l’economia e il pil è quella di abbassare le tasse e lasciare più soldi nelle tasche degli italiani !
    Purtroppo i nostri politici stanno facendo come l’antico detto meglio l’uovo oggi che la gallina domani , solo che domani non avremo a disposizione più galline a far le uova …..

  15. Setten

    Va bè

    provate a leggere questo articolo che allego e poi ditemi quanta “pressione” è stata esercitata da Federdistribuzione nei confronti del povero Catricalà (ora, fatalità sottosegretario); avrà lavorato fino a tarda ora e uscendo dal suo ufficio avrà pensato come fare per acquistare il pane ed il latte.

    Semplice, un genio, facciamo aprire tutti sempre .

    Un gegnio, un vero gegnio; che abbia fatto anche lui la Bocconi o che abbia addiritura partecipato al sondaggio svolto dal Cermes (Bocconi) sul vantaggio delle aperture domenicali dove un campione di ben 1.028 (MILLEVENTIOTTO)intervistati ha decretato che in Italia si acquista solo la domenica?

    Link indagine Cermes /Bocconi finanziata da Federdistibuzione :
    http://www.confcommercio.it/home/ArchivioGi/2009/Varie/Cermes-20–20Rapporto-20di-20ricerca-1-.pdf

    Link articolo:
    http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Liberalizzazione+orari+commercio%2C+allarme+Cgil%3A+”Migliaia+di+posti+a+rischio”&idSezione=31911

    Il governo Monti ha presentato, all’interno del decreto cosiddetto “salva-Italia”, anche una norma riguardante la liberalizzazione degli orari commerciali che ha mandato su tutte le furie la Cgil. “Non più una limitazione alle sole città d’arte – ha commentato il sindacato – ma la possibilità per negozi e ipermercati di aprire 24 ore al giorno, la domenica e i giorni festivi, come Natale e Pasqua. Assieme a questa norma, chiara e netta, si delinea anche il superamento dei vincoli in materia di insediamenti commerciali, considerati contrari alla libera concorrenza”.

    A Modena, dove è appena stato approvato l’accordo che dovrebbe regolare le aperture festive, secondo Filcams Cgil il decreto di Monti “potrebbe voler dire l’apertura di un elevato numero di grandi strutture commerciali anche a fronte dello spegnimento dell’ente regolatore, la Provincia. Qualcuno ha ipotizzato, in un quadro di liberalizzazione delle licenze oltre i 2.500 mq, la possibile apertura di una decina di ipermercati di medie dimensioni nei prossimi anni nelle città di Modena, Carpi, Sassuolo e Mirandola”. L’autore di questa normativa è l’ex garante alla concorrenza Catricalà, ora sottosegretario, “noto per la grande disponibilità dimostrata nella sua precedente attività verso la potente associazione della grande distribuzione privata: Federdistribuzione. Proprio Federdistribuzione pare aver scritto alcune parti della manovra Monti riguardo al commercio di farmaci, di carburanti e quelle citate sul commercio al dettaglio, identiche alle richieste avanzate negli ultimi mesi dall’associazione”.

    “Federdistribuzione – accusa la sigla sindacale modenese – è riuscita negli anni, anche finanziando soggetti vicini all’Università Bocconi (Cermes), a suscitare un grande interesse rispetto alla propria piattaforma di liberalizzazioni. Liberalizzazioni che innegabilmente porteranno maggiori utili a quelle imprese ma che danneggiano l’occupazione, i consumatori, i cittadini, la qualità della vita di milioni di persone. Danneggeranno l’occupazione perché chiuderanno migliaia di imprese piccole e grandi, che non potranno reggere la concorrenza, e le nuove assunzioni non compenseranno che in minima parte i posti di lavoro persi. Crescerà la precarietà, già oggi a livelli intollerabili”.

    Non solo. Per Cgil “i consumi non aumenteranno, con l’estensione degli orari, ma si sposteranno dal commercio “debole” a quello “forte”. Danneggeranno i consumatori, perché quelle chiusure si concentreranno nel residuo commercio nei quartieri, nel commercio di vicinato, a favore dei grandi centri periferici. E gli anziani? E le persone con problemi di mobilità? E chi non ha l’auto? E chi non ha una mezza giornata per fare la spesa? Danneggeranno i cittadini, perché nelle aree dove scompare il commercio cresce il disagio sociale, appare la malavita. Perché i costi sociali per risolvere i problemi che si aprono sono immensi, come accaduto negli anni, ad esempio a Modena nell’area della Pomposa. In particolare si annuncia un autentico disastro per i centri storici delle principali città della provincia, con l’accentuazione del fenomeno della desertificazione commerciale”.

    E infine, secondo il sindacato, “danneggeranno i lavoratori, o meglio le lavoratrici, che sono la stragrande maggioranza degli occupati nel commercio nella provincia di Modena. Già oggi il netto peggioramento delle condizioni di lavoro è sotto gli occhi di tutti. Domani la crescita del lavoro notturno, domenicale e festivo, aprirà una frattura tra le lavoratrici e le proprie famiglie, farà crescere il disagio a tutti i livelli. Contro la falsa liberalizzazione del commercio debbono attivarsi tutti: gli enti locali, le forze politiche, i lavoratori e i cittadini”. Per questo motivo lo sciopero del 12 dicembre conterrà anche questo tema, con la richiesta di profonde modifiche a quella parte del decreto Monti, e Filcams Cgil di Modena ha deciso di estendere nei propri settori lo sciopero generale a tutta la giornata.

    A ritenere che gli effetti della manovra economica presentata dal governo Monti sui lavoratori del commercio e dei servizi saranno pesantissimi sono anche le organizzazioni sindacali di categoria di Cgil, Cisl e Uil di Parma che lunedì 12 dicembre sciopereranno insieme nella città ducale per ribadire il giudizio negativo sui provvedimenti e per evidenziare le ricadute negative sul settore e sulle condizioni delle lavoratrici e dei lavoratori del terziario.

    “La manovra contiene infatti la liberalizzazione totale degli orari dei negozi – sostengono le tre sigle sindacali – cancella definitivamente la concertazione territoriale e ripropone esattamente ciò che la manovra di agosto del governo Berlusconi aveva tentato di far passare. Si tratta di una misura decisamente inutile per rilanciare i consumi in mancanza di aumenti del reddito dei cittadini e molto dannosa invece per ciò che produrrà sul territorio. Ora si profila un periodo di crescente difficoltà per gli addetti del settore ma non solo: liberalizzare orari e possibilità di apertura significherà salto dei riposi, orari di lavoro impossibili, meno retribuzione e ricorso a contratti sempre più precari perché le aziende non saranno in condizione di reggere maggiori costi a fronte di aperture più estese ma scaricheranno ancora una volta sui lavoratori gli effetti della lotta sfrenata tra concorrenti”.

  16. Ernesto

    Quando si è presentato Monti al governo ha detto che la manovra si basava su tre punti: rigore , crescita ed equità , ma forse intendeva dire : rigore , crescita ed equitalia….

  17. Andrea

    Pensando a Monti, in merito alle manovre per rilanciare l’occupazione io la leggo così: ora tutto quello che resta (nella botte vuota) è tuo, usalo bene!

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