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Le carte Fedeltà ed un problema: la privacy dei consumatori

Nel compilare le carte fedeltà di una qualsiasi insegna di negozi o altro – Alitalia, Carta Coop, Esselunga, Conad, Mediaworld, Decathlon e chi più ne ha più ne metta – il consumatore sa che rivela al richiedente una serie di dati personali: generalità, stato di famiglia, i componenti del nucleo familiare, e tutte quelle informazioni richieste in quegli spazi da compilare prima di ottenere la tessera che da diritto agli sconti o alla raccolta dei punti. Ma nessuno, o pochi, hanno poi pensato che queste carte registrano anche un’altra cosa: le spese sostenute dallo stesso consumatore. Di conseguenza ad una spesa verrà successivamente affiancato un nome ed un cognome. A chi può servire questo dato? Pensateci..

Il problema che si sottopone è il seguente: il mondo economico della Grande Distribuzione, ma prima ancora l’economia del nostro Paese, ha bisogno di riforme strutturali importanti, di liberalizzazioni massicce e concrete, tutte rivolte a dare slancio all’economia e di conseguenza al Paese che avendo più entrate pagherebbe più imposte. In attesa di vedere realizzati questi obbiettivi potrebbe succedere che “chi ha bisogno di risolvere problemi di cassa” potrebbe dare un’occhiata a ciò che il consumatore compra e spende e confrontarlo con ciò che lo stesso dichiara. E se alcune insegne venissero contattate? …

 

3 COMMENTI
  1. Andrea

    Magari fosse!!! E’ esattamente quello che proponeva un professore di diritto in un corso di aggiornamento che ho seguito nei giorni scorsi. Sarebbe una ottima soluzione per stanare gli evasori. L’unico problema è che molti potrebbero disdire la carta fedeltà. Bisognerebbe abbassare la soglia del pagamento elettronico a cifre bassissime (anche 50 euro) e poter confrontare non solo l’ammontare degli acquisti tramite bancomat e carta di credito, ma anche la loro composizione e frequenza. Un modo eccellente per stangare i parassiti che hanno gran parte delle responsabilità della crisi in atto.

  2. 41picche

    illusione….perchè una impresa della GDO dovrebbe dare i dati al ministero col solo rischio vi vedersi sfuggire i clienti terrorizzati dagli accertamenti? meglio utilizzare i dati per profilare panel di acquisto sui quali convogliare proposte di prodotti e servizi mirati, questo servizio si paga e rende… ed in tempo di vacche magre per una impresa della GDO anche questi spicci possono servire.
    inoltre grazie alla numerose leggi sulla privacy è anche perfettamente legale!!!

  3. aldo

    Non entro nella parte giuridico – fiscale, anche se un paio di dubbi mi sorgono, redditometro c’è già, e reddito e spesa possono non essere allineati, e ricordo che secondo la costituzione ci sono delle garanzie sulla libertà personale, ivi inclusi gusti etc, sarò libero di comprare la nutella tutti i giorni o no?

    Più banalmente mi domando, ma la mia mamma si deve preoccupare visto che uso la sua carta fedeltà, assieme alla famiglia di mia sorella? In sostanza ci giriamo la carta raccogliamo punti e sconti, a sentire i manager delle carte fedeltà della GDO, è un fenomeno conosciuto e misurato.

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