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L’india apre il mercato della distribuzione ai gruppi stranieri

Dopo anni di indecisione negli scorsi giorni in India è stata approvata una legge che permetterà alle grandi aziende di detenere il 100 per cento dei negozi monomarca e fino al 51 per cento di quelli multibrand come i supermercati. Manmohan Singh, Primo Ministro indiano,  ha spinto affinché venisse approvata la legge che, secondo il governo, potrebbe frenare la forte inflazione dei dei prezzi degli alimentari. Così l’India spalancherà agli stranieri un mercato da 450 miliardi di dollari che nel 2015, secondo Business Monitor International, toccherà i 785 miliardi. Non è difficile immaginare che la discussione, avversata anche da alleati del Governo, sarà accesa. «Siamo assolutamente contrari – ha già chiarito il leader dell’opposizione Arun Jaitley, malgrado il suo partito Bjp sia sulla carta più liberista del Congress Party di Singh e di Sonia Gandhi – i rivenditori piccoli e medi, che danno lavoro a un gran numero di persone, saranno colpiti».
Sarà quindi possibile per i maggiori retailer, come Wal-Mart, Tesco e Carrefour, aprire i propri punti vendita purché stringano una partnership con un’azienda locale e a ditte come Nokia e Reebok aprire negozi monomarca. Un mercato con questo potenziale non lo si trova certo tutti i giorni.

 

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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