GDO News
3 Commenti

Coca Cola contro Pepsi sfida eterna: in Australia battaglia legale sulla forma della bottiglia

Quando si parla di pubblicità comparativa, non si può non parlare di Coca Cola vs Pepsi. Da anni negli Stati Uniti gli spot comparativi dei due noti brand internazionali hanno fatto il giro del mondo (grazie anche a Youtube). Una (la Pepsi) ex leader di mercato in patria e prima in Medio Oriente (con una quota di mercato del 75%) e con quote maggiori alla storica rivale in India, l’altra (Coca Cola) leader in Nord America, Australia e in Europa. Una eterna sfida alla conquista dei mercati dove sono presenti che fino ad oggi si è combattuta a suon di spot, dove la Pepsi ha fin dall’inizio puntato sulle grandi star musicali, a partire da un giovane Michael Jackson fino a Britney Spears, Mariah Carey, Ray Charles e molti altri ancora (come le Spice Girls nelle campagne pubblicitarie in terra britannica).
In USA, secondo i rapporti Beverage Digest, Coca Cola ha toccato il 35% di quota di mercato, contro il 32.9% di PepsiCo, e la sfida tra i due colossi sembra tutt’altro che ferma. Secondo una ricerca di mercato della società HighBeam, Coca Cola negli ultimi 4 anni ha investito in comunicazione 3 volte di più di Pepsico e quest’ultima è tornata in queste settimane all’attacco con ingesnti investimenti pubblicitari in patria, tornando a puntare di nuovo sulle star musicali e, per questo, è anche diventata sponsor ufficiale dell’X Factor americano (oltre 13 milioni di spettatori nelle prime due puntate andate in onda). Non solo, ha prodotto nuovi spot dove si ritrovano tutte le star del passato e del presente che sono state legate al noto brand e ha lanciato una sfida: il nuovo volto della campagna spot Pepsi arriverà proprio da X Factor. Il vincitore infatti si aggiudicherà il ruolo di nuovo testimonial (di seguito uno spot riepilogativo di quelli che stanno facendo il giro delle tv americane in queste settimane) per lo spot che verrà trasmesso nel SuperBowl del 2012.
Cronaca di questi giorni anche la sfida tra i due big in Australia, dove si sta procedendo addirittura per vie legali presso la corte federale di Melbourne. Il motivo? Coca Cola (che detiene il 70% di quota di mercato) ha accusato Pepsi di vendere la sua bevanda in una bottiglia troppo simile alla famosa Contour di Coca Cola, così da confondere i consumatori nella scelta e per questo ne chiede il ritiro dal mercato. Ma in Australia Pepsi ha una bottiglietta simile a quella della Coca Cola già dal 2007 e con il proprio logo in evidenza, così una docente di diritto della Swinburne University, esperta in materia, interpellata dalla stampa australiana fa notare che la bottiglietta della Pepsi per quanto sinuosa è chiaramente identificata dal suo logo e pertanto è difficile sbagliarsi. Chi la spunterà? Questa volta non sarà il successo di uno spot a decretare il vincitore, ma direttamente un tribunale.. e la sfida continua..

Dati dell'autore:
Ha scritto 517 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

3 COMMENTI
  1. ALDO

    Interessante articolo, anche se bisognerebbe iniziarsi a chidere visto i volumi e la capacità innovativa se oltre a Coca Cola e Pepsi ci sono altri player.
    Mi spiego Red Bull e Monster, oggi hanno sul mercato USA quote e volumi interessanti, anche perchè il prezzo litro è più elevato ed i mercati crescono a doppia cifra.

    Segnalo questo articolo che a mio parere porta importanti spunti di riflessione.
    http://www.bevindustry.com/articles/85000-2011-executive-of-the-year-rodney-sacks

  2. Emanuele D’Izzia

    In risposta ad Aldo, a mio avviso Red Bull e Monster non possono essere considerati concorrenti di Coca Cola e Pepsi in quanto non rientrano nel mercato delle bevande gasate a base di cola ( quando si tratta di temi della concorrenza bisogna sempre analizzare il “mercato rilevante”).

  3. aldo

    Emanuele, dipende a parte che Red Bull è entrata in quel mercato, ma la domanda implicita è ma se il mercato delle cole è piatto e quello degli energy, cresce del 10% e per i prossimi 6 è previsto per gli USA un + 70% ed oggi generano un prezzo litro che è da 3 a 4 volte il prezzo delle cole, non è che i consumatori stanno passando da un settore all’altro?

    Non vorrei che i produttori di cole, si trovino, come quelli delle candele, rispetto a quelli delle lampadine.

    Io penso che la concorrenza è sempre da vedere rispetto al consumatore e rispetto alle alternative possibili.

    Se produco pizze surgelate, i miei competitor sono anche le pizzerie, i take away, le pizze fresche industriali e quelle prodotte dal distributore in panetteria, perchè alla fine il consumatore di pizza ne mangia sempre un x numero all’anno.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su