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Caso MIDAL Spa (ultime notizie): possibili acquirenti in attesa di un concordato

Il caso Midal è molto seguito, e noi di GDONews abbiamo raccolto nuovi elementi relativi alla vicenda. In primo luogo si può affermare che i PdV del Gruppo, almeno la maggior parte, sono considerati delle belle strutture, con delle interessanti locations, gli acquirenti non mancherebbero ma il problema pare essere la situazione debitoria del Gruppo. Verso la fine di Agosto si era affacciato alla finestra dei possibili acquirenti l’Ad di una società vicina alla famiglia proprietaria del Gruppo, il sig. Francesco Favoccia. Lo Stesso si è preoccupato di diffondere alla stampa le sue intenzioni iniziali: “Da qualche anno collaboro di nuovo con Mario Izzi – ha scritto Favoccia alla stampa – e gestisco la piattaforma distributiva dei prodotti freschi del gruppo. Un paio di mesi fa, i primi del mese di luglio, venni chiamato da un mio vecchio collega ed amico a recarmi presso la Midal di Latina per procedere ad una analisi della situazione complessiva che si poneva come obiettivo la ricerca di possibili ambiti di collaborazione. Ho cominciato quella che tecnicamente viene definita una “due diligence” sia della struttura centrale sia del mondo dei punti vendita. Ho parlato a lungo per diversi giorni con la signora Rosanna Izzi che ha assunto da pochi mesi l’onere della gestione del gruppo, precedentemente amministrato da manager di alto profilo, constatando che la signora Rosanna non aveva contezza della reale situazione di crisi che coinvolgeva la sua azienda. Ovviamente non posso e non voglio divulgare i risultati della mia analisi, ma posso solo dire che i numeri erano davvero impietosi. Rappresentavo quindi alla signora Izzi l’impossibilità di poter garantire un intervento efficace sulla struttura centrale ma, non di meno, vedevo nei punti vendita una buona opportunità di lavoro. La signora Izzi mi rappresentava la volontà di non disperdere il patrimonio della azienda frutto di mezzo secolo di sacrifici della sua famiglia e al contempo di salvaguardare con ogni mezzo le persone che per tanti anni hanno prestato servizio con dedizione ed onestà.” Nella sua lettera aperta il Favoccia accennò ad un manager di alto profilo ma non nominò nessuno in particolare; nei dieci giorni successivi a questa lettera, una volta resosi conto che il debito era troppo grande per farsene carico, Favoccia ha provveduto, secondo il suo stile, a ri pubblicare un’altra lettera aperta dove ha affermato: “Nella giornata di ieri ho avuto un incontro con gli amministratori delle società proprietarie dei punti vendita oggetto della mia proposta di affitto, che mi rappresentavano di aver ricevuto formali offerte, da parte di diversi soggetti imprenditoriali, per l’acquisizione di tutte le attività facenti capo al gruppo MIDAL. I piani industriali, che per pura cortesia istituzionale, mi sono stati esposti a grandi linee, prevedono interventi globali e approcci di profilo senz’altro esorbitanti rispetto alle possibilità di chi, come me, ama definirsi semplicemente ‘un umile contadino della vigna della distribuzione’ ”. Il finale in stile ratzingeriano non lascia però dubbi, i debiti sono troppo grandi per le sue spalle. Ma le ultime notizie di cronaca parlano di un nuovo potenziale acquirente, si tratterebbe di una associata al Gruppo Sigma. I Sindacati hanno infatti dichiarato che Sigma Prime di Ceccano è interessata all’acquisizione di tutti i punti vendita. Non solo: ci sarebbero buone prospettive anche per i lavoratori della Logistica e amministrazione perché la stessa Sigma Prime ha intenzione di riassorbirli al loro interno, possedendo già la piattaforma. Ma non tutto potrebbe essere rose e fiori alla buona conclusione dell’accordo, infatti l’Ad del Gruppo Prime Gianni Moneti ha dichiarato che “già alcuni mesi fa – afferma – avevamo fatto un’offerta alla Midal. La società si è presa qualche giorno di tempo ma poi ci ha risposto che non era interessata alla proposta. Ci siamo chiesti il perché, ma è nostro intento fare tutto alla luce del sole. Abbiamo firmato con i sindacati un verbale in cui attestiamo il nostro impegno per un’operazione in emergenza di affitto d’azienda, con proposta di acquisizione, ma dietro un concordato”. Il concordato si rende necessario perchè i debiti che la Midal ha accumulato nei confronti dei fornitori, ammonterebbero a più di 70 milioni di euro: “Noi siamo pronti a rilevare, ma facendo tuto a norma di legge”. Quindi solo un concordato darebbe il via ad un possibile processo di acquisizione. Vedremo cosa succederà

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Ha scritto 769 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. Raul

    ………… mi sembra un film già visto e anche alcuni personaggi di quanto narrato in quest’ultimo articolo, hanno una comune matrice con qualche sgradevole episodio della gdo calabrese.

  2. Francesco Favoccia

    nota per il dr. Andrea Meneghini

    Gentile dottore,
    non so se il mezzo che sto utilizzando sia il più idoneo per comunicare con Lei ma, non conoscendone altri, provo lo stesso.
    Intanto volevo ringraziarLa per aver riportato fedelmente i concetti da me esposti nei vari tempi della vicenda Midal ma mi corre l’obbligo di fare alcune puntualizzazioni:
    in primo luogo il gruppo con il quale collaboro è quello che fa capo al signor Mario Izzi, entità del tutto autonoma rispetto al mondo Midal, fatto salvo l’unico particolare riguardante il fondatore del medesimo, il compianto dr. Antonio Izzi, fratello del signor Mario.
    Per quanto attiene il motivo della mia rinuncia, non c’entra niente la quantità dei debiti del gruppo Midal (peraltro ancora in via di definizione)ma esclusivamente la richiesta esplicita della proprietà finalizzata alla ricerca di una soluzione in grado di risolvere tutti i problemi e “non solo” quelli dei punti vendita; infine, mi consenta una piccola chiosa: la mia affermazione autoreferenziale sull’ “umile contadino” ripresa da Lei con sapiente ironia, non voleva essere in alcun modo una mancanza di rispetto ma esclusivamente un sottolineare che il sottoscritto da trenta anni circa vive e lavora nel mondo dei supermercati con semplicità e dedizione, senza la voglia di mutuare concetti altisonanti e, molte volte, astrusi dalla realtà che vivono ogni giorno centinaia di migliaia di lavoratori.
    Mi sarà grata l’occasione, se vorrà concedermela, di approfondire questi ed altri temi con chi, come Lei, parla della distribuzione organizzata con cognizione di causa.
    La saluto molto cordialmente.
    Francesco Favoccia

  3. Randy

    stesso destino di CIPAC… cast differente, medesimo copione.

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