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Editoriale: il malsano rapporto tra stampa e distribuzione alimentare, è dovere di tutti noi fare un passo in avanti

Questo articolo è rivolto a tutti voi lettori di GDONews, vi chiediamo in queste righe di riflettere con lo scrivente su un tema importantissimo per chi è interessato alla Grande Distribuzione ed alle sue dinamiche: la relazione tra stampa e distribuzione.

Sono più di cinque anni che GDONews descrive i fatti che accadono nel mondo Retail italiano e straniero, siamo sempre stati una sorta di Breaking News, un contenitore di informazione che nel momento in cui accadono le notizie, o ancora prima talvolta, è in grado di dare opinioni ed informazioni su questa piccola fetta di economia nazionale.

Il mondo della Grande Distribuzione italiana è sempre stato un ambito economico relativamente felice, l’attuale crisi, come anche quella dei primi anni ’90, non ha mai visto un decadimento profondo del mercato a doppia cifra come capita in altri contesti economici. Parallelamente a questa originalità, un’altra caratteristica peculiare di questo settore è che ai suoi vertici vi è sempre stato un dominio da parte di quei protagonisti che in un certo qual modo hanno creato la distribuzione nella sua attuale versione, quella moderna suddivisa per format, ma che mai hanno dato, in più di venti anni, un vero e diffuso ricambio generazionale.

La GDO italiana, se si può generalizzare, ha sempre avuto la funzione prevalente di venditrice di Grandi Marche, chi faceva la vendita erano i contenuti degli Store ed i loro prezzi. A raccontare questa distribuzione è sempre stata una stampa necessariamente vicina alle Grandi Marche e amica dei pochi personaggi che hanno dato luce questo moderno concetto distributivo, e per questa ragione ha sempre trovato luogo una sorta di “gentlemen agreement” dove chi racconta lo deve fare, sempre e solo, raccontando le cose positive, i sicuri successi, le straordinarie ascese di questa, di quell’altra catena o di quell’industria; all’apparenza si sarebbe potuta delinare come una “stampa di regime”, ma in verità all’interno di questi contenuti non è mai esistita nessuna coercizione.

L’attuale lunghissima crisi, che coincide con una saturazione del mercato distributivo e con una necessaria maturazione del consumatore, capace di uscire dalla “stregoneria” del fascino delle grandi marche per approdare a criteri di scelta assolutamente autonomi, ha portato il nostro mercato ad un incrocio dove le alternative sulla strada sono due: da un lato si presenta una direzione moderna, fatta di vera competenza manageriale e know how da applicare al mondo retail, dove il contenitore delle marche diventa protagonista e il concetto di store brand si fa sempre più maturo, dall’altro lato però continua a rimanere in vita anche la solida alternativa di sopravvivere con i vecchi schemi e con le vecchie dinamiche. Il mercato, come si sa, sta mietendo vittime illustri ed altre ancora, forse ancora più illustri, ne mieterà.

La stampa di settore, anche lei, non si è aggiornata più di tanto. L’avvento massificato del web ha portato a nuovi attori comunicativi al fianco della sempre meno letta carta stampata, la rete è stata ben interpretata anche dai vecchi protagonisti che sono stati capaci di aggiornarsi (es. GDO WEEK), ma di fatto gli equilibri non sono cambiati più di tanto, quel famoso accordo non scritto esiste sempre. Sia chiaro, la responsabilità di questo stato dell’essere ricade su tutti, sulla Distribuzione Alimentare che non sopporta chi critica i propri operati, sull’industria che si comporta alla stessa stregua davanti ad atteggiamenti non positivi nei suoi confronti e della stampa che, con il timore di venire esclusa dalla cronaca, continua a compiacere. E’ un limite del sistema.

Una distribuzione evoluta, fatta di manager competenti e strategie di mercato moderne, avrebbe bisogno di una stampa moderna, capace di rivolgersi al mercato con piglio critico, in grado di accompagnare il mercato verso nuovi contenuti, di tracciare nuovi orizzonti , insomma dovrebbe cercare di migliorare attraverso competenze manageriali che possono essere criticate ma non annullate. Non si può annullare la critica, in un Paese democratico va affrontata con il dialogo.

GDONews è un contenitore di informazione on line votato, come detto, alle breaking news, ma anche e soprattutto ai contenuti ed alle analisi generali su temi attuali. Facciamo il mestiere esercitando analisi critica, talvolta entusiasta, abbiamo una nostra idea di distribuzione moderna, può essere condivisa o meno, ma è un’idea che trova circa 30 mila lettori attenti a leggerla tutti i mesi.

Eravamo dubbiosi sulla faccenda legata a Centrale Italiana e lo abbiamo scritto, i toni forti (ma sempre nei termini della legalità e correttezza) non sono stati accettati ed abbiamo rispettato chi si è sentito offeso, ma in quelle righe, è bene specificarlo a scanso di equivoci, non c’era nessuna accusa di difficoltà economica verso nessuno, le aziende nominate sono tutte sane per quello che noi sappiamo, eravamo solo critici relativamente ad eventi che avrebbero fatto fare un passo indietro e non avanti alla Grande Distribuzione attraverso un accordo che di programmatico, per quello che ci è dato a sapere, aveva poco. Alla stessa maniera siamo entusiasti di raccontare la bella storia del Cedi Marche, sempre su questo numero, la storia di una distribuzione locale che con estrema dinamicità e managerialità fa fare un passo in avanti all’intero sistema. Non abbiamo nessun interesse diretto nel criticare e nemmeno nel raccontare con entusiasmo, sosteniamo semplicemente le idee che troviamo innovative. Facciamo comunicazione in maniera moderna, abbiamo un pochino come riferimento LSA, la rivista di distribuzione alimentare francese famosa per non risparmiare critiche a personaggi o fatti che dominano questo mercato, vogliamo in definitiva semplicemente dare il nostro contributo con serietà ed amore per questo piccole settore dell’economia.
Per tutti questi motivi continueremo a fare il nostro mestiere. Come lo sappiamo fare.

Dati dell'autore:
Ha scritto 751 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

3 COMMENTI
  1. antarini

    Sono un vostro lettore da tempo, davvero complimenti!

  2. MC

    Lavoro nel settore da 10 anni e ho sempre trovato nel Vs contenitore, spunti e idee per migliorare il mio lavoro nei rapporti con i retail e clienti.
    Complimenti e continuate così…bravi !

  3. Raul

    Dott. Meneghini tenga duro, lei e tutta la redazione. Una voce libera da sempre fastidio, rompere i silenzi crea sempre rumore. Ma in fondo se vogliamo darci delle risposte logiche, bisogna farsi una domanda: in questo contesto specifico, la colpa è della stampa che scrive e ragiona su scenari logici, oppure la colpa e di chi invece vuole distorcere e occultare?
    Resto sempre del parere,che l’esortazione di Pulitzer debba essere il primo pensiero mattutino di chi fa stampa e anche di noi lettori. Andate avanti e spero che, segno tangibile di partecipazione, ogni lettore lasci un suo post.
    Buon lavoro.

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