GDO News
32 Commenti

Billa: voci sulla cessione di parte della rete

In ottant’ anni di storia sarebbe la quinta volta che cambia proprietà. La ex Standa, ora Billa, non sembra trovare una collocazione stabile. L’ attuale titolare, la società tedesca Rewe le ha cambiato nome pensando che quello vecchio non avesse più appeal tra i consumatori. Ma non ha funzionato. Così ora avrebbe deciso di ristrutturare la propria rete di supermercati, cedendo i punti vendita non strategici. Questo è quanto trapela da fonti vicine al gruppo, le quali aggiungerebbero che proprio i compagni in Sicon, quelli di Conad Leclerc, potrebbero essere interessati all’acquisto per solidificare la propria posizione soprattutto nella regione Lombardia. Rewe Italia, interpellata in proposito, dice che «su questo non rilasciamo dichiarazioni», ma spiega che «la strategia è quella di concentrarsi su di un unico formato di negozio e su un’ area geografica in cui la rete meglio risponde alle esigenze di efficienza del mercato». E aggiunge che «il formato su cui vuole concentrarsi è quello del negozio di vicinato, focalizzato soprattutto sul servizio ai consumatori, sulla qualità e sulla varietà del fresco. La prossimità al cliente è l’ obiettivo da raggiungere non solo con la vicinanza geografica ma anche nella scelta dei prodotti».
La catena leader in Germania comprò la Standa, o meglio la parte alimentare del gruppo, dai fratelli Franchini nel 2001. Allora era sembrato l’ ultimo atto di una storia lunga ottant’ anni. Fondata nel 1931 dall’ ex direttore di Upim, Franco Monzino, con il nome Magazzini Standard, la catena divenne Standa nel 1938 quando Benito Mussolini impose di italianizzare le scritte straniere. Il gruppo crebbe dal Dopoguerra in poi con la formula del self service fino a che nel 1966 passò alla Montedison che raddoppiò le filiali sfruttando vecchi teatri e locali dismessi. Pochi anni dopo Raul Gardini la cedette a Fininvest che la rilanciò nell’ immaginario popolare come «la casa degli italiani». Negli anni ‘ 90, quando i conti cominciarono a segnare il rosso, Berlusconi, appena sceso in politica, la cedette di nuovo: l’ abbigliamento a Coin e l’ alimentare alla famiglia Franchini.

Dati dell'autore:
Ha scritto 517 articoli
Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

32 COMMENTI
  1. Lettore

    Ricordo che all’epoca del passaggio dell’insegna da Standa a Billa, si motivò tale scelta affermando che i consumatori non percepivano il marchio Standa come sinonimo del fresco, a differenza di Billa, dove le performance, a loro dire, erano migliori.
    Mai tale scelta fu piu’ sbagliata. Il marchio Standa in Italia è storico, e toglierlo di mezzo è stato un errore. Billa avrebbe dovuto lavorare maggiormente sul fattore prezzo, poco concorrenziale.
    Probabilmente Conad acquisterà tutti i punti vendita che Billa metterà in vendita

    1. Gianluca

      Il problema lo sapete qual è e che quando fu venduta la Standa comprarono solamente il marchio, dovendo prendere il posto negli stabili commerciali di Standa pagando l’affitto ad Aedes società proprietaria delle strutture!!!! Questo è il vero problema pagare 1.500.000 al anno di affitto!!!

      1. Gianluca

        hai pienamente ragione Gianluca Silvio B. si e fatto bene i conti con questo modus operandi !!!

      2. Gianluca

        1.500.000 sono tanti soldini poi devi pagare gli stipendi, facciamo un calcolo approssimativo , in un medio supermercato ci sono 70 dipendenti, tra cassieri, magazzinieri, banconisti di vario genere, fate per diciamo 1100 euro al mese poi ci metti altri 1100 euro di contributi lo moltiplichi per 12 e poi per 70 quanto fa? ve lo dico subito fa la bellezza di 1.848.000 riepiloghiamo 1.500.000+1.848.000 uguale a
        3.348.000 e poi ci dobbiamo mettere le tasse sui guadagni il 44%, allora quando parliamo dobbiamo sapere bene di cosa si parla!!!

  2. giulio

    Per le Standa calabresi ci saranno novità?

    1. Carmy

      Le standa calabresi sono rimaste standa con un accordo di affiliazione tra la società europa2000 e la società rewe.

  3. Lettrice

    Si comprano anche MIDAL e Multicedi? Se parla ormai da troppo tempo

  4. Carlo

    Concordo anch’io sul fatto che Billa abbia sbagliato nel trascurare il fattore “prezzo”. Nella zona in cui abito, con 4 iper nel raggio di pochi chilometri, il superstore Billa è sempre risultato il meno concorrenziale.
    Sicuramente, poi, il nome Standa era molto “evocativo” per noi italiani.
    A mio parere, sarebbe gradita un’eventuale acquisizione da parte di Conad, che potrebbe trasformare il superstore della mia zona (ex IperStanda) nel format Leclerc-Conad.

  5. claudio

    Anch’io credo che BILLA sia stata una mossa troppo azzardata…promesse sui prezzi…..MA DOVE SONO QUESTI PREZZI COSI’ CONVENIENTI???? aparte alcune delle offerte..
    Io spero vivamente che venga acquistato da CONAD o ESSELUNGA…………

    1. GABRIELLA

      speriamo che la comperi Esselunga , sicuramente la più amata dai milanesi.

  6. Raul

    Se l’operazione si dovesse realmente concludere, quali scenari si aprirebbero per i master?. Vale la pena tenere in piedi un apparato di centrale per i pochi master presenti sul territorio e già di per se poco performanti?

  7. Multitasking

    e, volendo allargare l’orizzonte delle considerazioni, quale potrebbe essere quindi il reale obiettivo del Gruppo Rewe in Italia? Rumors di mercato parlano di difficoltà in Germania (è sufficiente leggere qualche articolo di stampa tedesca). Ed in Europa? STANDA è stata per anni “la casa degli italiani”, BILLA lo è per gli austriaci. Difficilmente conciliabile.

  8. Insider

    Cessione rete Billa a insegna Conad e rete Penny a insegna Todis. Rewe contenta di non avere più’ un saldo negativo in Italia (Billa perde ogni anno 30/40 milioni e Penny guadagna 10/15 ogni anno) e Conad ricambia in Copernic.Fantapolitica? Ne riparliamo a fine novembre/dicembre.

  9. valeria

    i problemi sono molteplici,il perche’ billa ha fatto flop!!in primis il gruppo dirigenziale,italiano(ex standa)nn hanno ne’ idee,ne progetti,sanno solo aprire filiali,(cassino,bari,ecc..)e kiudere dopo 1anno!!il gruppo non fa’ un minuto di pubblicita’nelle tv,locali o nazionali!!!le promozioni sno patetiche,nelle filiali regna il malumore totale.lavoratori con determinate mansioni,o esperienza,spediti a fare lavori in altri reparti(a loro sconosciuti)solo per ritorsione o antipatie dei direttori dal parte del personale.filiali inospitali.(climatizzazione quasi inesistente)servizio,e assistenza al cliente,quasi inesistente.possiamo paragonare il gruppo Billa italia,al nostro governo attuale.lacrime e sangue per i dipendenti,benefit e salari da asessori per idirettori,e supervisori!!e magna magna con accordi fornitori di atrezzature dei reparti specialistici panetterie,pasticceria,cucine,messe operative,ma poi non producono per mancanza di personale specialista.quanti milioni di euro buttati al vento da gente senza scrupoli,e amore per il lavoro!!

  10. Erni

    Ma chi glielo fa fare a questi gruppi stranieri di venire in Italia ad investire……
    Il mercato è saturo , la gente spende meno perchè non ha più soldi ….. non hanno capito che c’è la recessione e non è il momento di investire in Italia.
    Oggi i politici danno i permessi per nuove aperture …. ma non c’è domanda sufficiente…. vedremo tanti fallimenti in un settore che fino a poco tempo fa non sembrava possibile !!!

  11. Erni

    Per Insider :
    I penny hanno al massimo 3 persone a gestire il punto vendita , mentre un Billa delle stesse dimensioni necessità almeno di 12 dipendenti …. forse è questa la ragione di tanta differenza .
    I costi del personale incidono troppo sui fatturati specialmente se c’è la concorrenza dei centri commerciali vicino !

  12. Filippo

    Valeria Parole Sante!!

  13. Danilo

    ciao, qualcuno sa dirmi quale è l’incidenza del costo del personale sui fatturati nella GDO alimentare (conad, ecc.)

    grazie

  14. giulio

    Insider, che io sappia, Todis non è un marchio Conad, ma di una singola cooperativa della stessa.

  15. Insider

    Be’ i costi del personale sono solo un elemento ( Billa viaggia su un medione del 14,5 % e Penny del 7,10%), ma la più grande inefficienza del gruppo viene dato dai fatturati medi settimanali. Penny ha una media di 53.000 a settimana contro i 95.000 della lidl e billa ( format super )viaggia sotto i 100.000. penso che sia superfluo ogni altro commento….

  16. aldo

    Danilo se prendi i bilanci delle aziende c’è.

  17. Bernardo

    Quel che sembra certo, Giulio, è la fervente attività di acquisizione da parte di Todis di altre realtà…o, almeno, di parte di esse.

    Billa…Rewe…Penny…un’unica affermazione: delusione.

  18. Young

    La proprietà è di Pac2000, ma è diventata insegna del sistema per il canale discount… Le 8 cooperative Conad stanno sempre più facendo sistema… L’operazione probabilmente sarà gestita da conad sviluppo, la nuova società formata dalle coop conad per acquisire pdv nel territorio italiano…

  19. Lelloboss

    Billa Lazio è tutta del Gruppo Tuo…..che sta iniziando a ballare sui pagamenti….

    1. Simone

      Dove avete letto che Billa Lazio è del gruppo tuo?

  20. dalmata

    avete tutti ragione i prezzi della standa erano molto meglio di billa ,il reparto frutta era il migliore come prezzi, io mi ricordo che il supermercato era sempre pieno di gente ,adesso non mi sembra ,fate qualcosa ma subito

  21. i prezzi

    i prezzi di penny sono la meta di billa lidl eurospin

  22. Informato

    Il problema di Billa e’ la dirigenza che piu’ scarsa non si puo’ pensa solamente ai raggiungimento dei propri interessi personali (“bonus”) in piu’ hanno i punti vendita piu’ cari d’Italia ( dato Altroconsumo) , buyer giovani e inesperti (e in gran parte sono scappati)
    Fanno i margini aumentando i prezzi , non tenendo conto della della concorrenza : come si puo’ rimanere sul mercato in queste condizioni ??

  23. o

    Sono incapaci e per di più diffidenti nei confronti del personale italiano, oserei dire razzisti. Nei punti vendita il personale stesso non fà la spesa, perchè non trova conveniente i prezzi, anche se hanno a disposizione la tessera sconto aziendale che dà diritto al 5% sul totale dello scontrino. L’assortimento e i prezzi non sono concorrenziali, infatti mancano parecchie referenze e quelle presenti sono care. Il settore no-food è notevolmente trascurato. Il layout non è curato…..etc…etc…Perchè il cliente dovrebbe scegliere Billa piuttosto che un altro brand?

  24. Paolo

    Onestamente a me il Billa Superstore, ex Iper Standa, non è mai piaciuto, ci vado poco perchè i prezzi sono stati sempre alti, dalle mie parti ci vanno solo perchè è uno dei due iper presenti in zona.
    Adesso lo ha comprato Conad,e dovrebbe diventare un Iper Leclerc, sono contento perchè così ci saranno occasioni migliori.
    Anche in tempi recenti ho trovato prodotti indicati in offerta che costavano molto più che in altri negozi.
    Ciò in cui hanno sbagliato è stato il non fare offerte convenienti.
    E il cambio del nome da Standa in Billa è stato il colpo di grazia.

  25. MASSIMO

    Tutti avete detto cose pertinenti , ma io che sono all’internodell’azienda vi posso assicurare che vi è del personale competente , non è vero che i direttori sono super pagati ma bensì sono costretti a far tutto meno che i direttori.
    La reale colpa è che da quando c’è Billa i vertici non hanno mai avuto una politica commerciale valida e duratura , ma bensì si continuava a cambiare a partire dall’amministratore delegato , dove in 5 anni ne abbiamo cambiati 4.Ditemi come si puo’ avere serietà verso sia il dipendente che il cliente.Ora vedremo……

  26. FRANCO

    credo che la visione esterna possa determinare una serie di valutazioni a volte sensate a volte meno,
    da anni(quasi 25) lavoro in questa Azienda e nonostante alcune scelte del Management possano apparire discutibili risulta evidente che il gruppo cerca di rimanere sul mercato anche a costo di sacrifici.
    Vorrei solo ricordare che nell’ormai lontano 2001, all’epoca dell’acquisizione da parte di Billa, l’Azienda Standa era ad un passo dal fallimento.
    Oggi,tra mille difficoltà, la politica commerciale comincia ad avere un senso e il punto vendita dove opero come Direttore, grazie alla indiscussa collaborazione e disponibilità di tutti i Colleghi in Filiale, è riuscito a riconquistare la fiducia della propria clientela.
    E’ comunque evidente che la decisione di abbandonare alcune delle importanti Regioni d’Italia rimanga una sconfitta ma credo che il successo di un’Azienda sia determinato soprattutto dai suoi Collaboratori,purchè Attori protagonisti

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su