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Dati Coop 2010:cresce grazie alle nuove aperture, ma è crisi del canale Ipercoop. Ottima performance Private Label

Qualche giorno fa si è tenuta l’Assemblea di Coop Italia a Torino inserita quest’anno nell’evento ”La Coop ha i secoli contati dal 1854 al 2011 e oltre” con la partecipazione dell’economista francese Jean Paul Fitoussi, del neo vice sindaco di Milano Tito Boeri e Giuliano Poletti Presidente della Legacoop. In questa occasione sono stati presentati i numeri di Coop dell’anno 2010 che hanno messo in evidenza una serie di concetti: prima di tutto il gruppo di Casalecchio di Reno si conferma primo gruppo della grande distribuzione italiana aumentando la propria quota di mercato arrivando al 18,3% (+0,2% rispetto al 2009) con 12,9 i miliardi di fatturato (+1,1%) ma anche con un margine operativo netto delle grandi cooperative di un critico 0,7%. Nel corso del 2010 i punti vendita di Coop sono diventati 1444 (37 nuove aperture) e si conferma l’aumento della base sociale (oltre 7 milioni e 400.000 i soci, + 3% rispetto al 2009). ”Sono risultati tutt’altro che scontati – sostiene Tassinari – che si collocano in un contesto di grande difficoltà per le famiglie e per le imprese. Per la prima volta si registra uno stop nel processo di sviluppo e investimento della distribuzione moderna nel nostro Paese”. I dati del prodotto a marchio raggiungono i 2,7 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che supera il 25% sul totale alimentari – una quota più europea che italiana (dove le private label sono al 15%). Buoni sono stati i risultati di Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto 640.000 attivazioni nel 2010. Sempre nel corso del 2010 e’ cresciuta la diffusione di Coop Salute, con 102 corner, 80 milioni di euro di fatturato e un risparmio per il consumatori di circa il 27%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia. ”Questi dati testimoniamo il valore di un processo di liberalizzazione che in Italia e’ stato appena avviato – continua Tassinari -. In particolare in relazione alla questione della liberalizzazione dei farmaci che viene spacciata come un favore alle Coop, voglio solo ricordare che, oltre ai nostri corner e ai 300 nuovi posti di lavoro da noi creati per altrettanti farmacisti, dal 2006 ad oggi sono state aperte oltre 3500 nuove parafarmacie generando oltre 7400 nuovi posti di lavoro”. Tutto fa pensare che il 2011 sara’ come il 2010 un anno difficile. Le vendite della distribuzione moderna segnalano un + 1% a rete corrente e un – 1,2% a rete omogenea. ”La contrazione delle vendite persiste – sostiene ancora Tassinari -, si avverte di piu’ sul canale ipermercati e, in particolare, per il peso particolare dei non alimentari che soffrono ancora di piu’ della crisi dei consumi (-6,7% a rete omogenea nella distribuzione moderna i primi 5 mesi dell’anno). Sarebbe opportuno che il Governo mettesse in campo misure per la ripresa e per il rilancio dei consumi, cosi’ come altri Paesi pur in difficolta’ hanno fatto: gli Stati Uniti, la Germania, la Francia. Non andrebbero certo in questa direzione ipotesi di aumento dell’Iva sui prodotti alimentari e di largo consumo. Se si facesse cosi’ si otterrebbe al contrario un ulteriore effetto depressivo soprattutto nei confronti delle famiglie meno abbienti con una spinta inflattiva pericolosa. Impatto che, sulla spesa delle famiglie, viene valutato fra i 6 e gli 11 miliardi di euro”.

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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