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Conad del Tirreno e l’inchiesta sull’evasione fiscale: il punto

Cedi Conad del Tirreno

Nei giorni scorsi ha suscitato grande clamore il coinvolgimento dei vertici di Conad del Tirreno nell’indagine della Procura di Roma su una presunta truffa ai danni dello stato ed evasione fiscale per un valore di 600 milioni di €, che ha portato all’arresto del presidente del gruppo Silvano Ferrini, dell’amministratore delegato Ugo Baldi e dell’ex dirigente Ettore Conti.
Conad del Tirreno, come hanno spiegato le Fiamme Gialle, è accusata di illecito autofinanziamento mediante operazioni di leasing. Al centro dell’inchiesta c’è “il deposito di Montopoli Valdarno (Pisa) — ha spiegato la Finanza — costruito dal gruppo imprenditoriale Rocher, con l’ausilio dei vertici della stessa nota cooperativa della grande distribuzione”. Sempre secondo i finanzieri del Nucleo speciale di polizia tributaria “l’illecità operatività era contraddistinta da artifici contabili complessi consistiti nelle creazioni di crediti fittizi”. L’operazione, come è stato spiegato, “nel suo complesso ha prodotto la bancarotta fraudolenta di due società nei cui confronti sono stati distratti oltre 20 milioni di euro, l’illecito progressivo aumento del valore degli immobili trasferiti, finalizzato ad ottenere un plusvalore poi drenato dalle società fallite e il fittizio trasferimento in Bulgaria di 7 società coinvolte a vario titolo nella frode”.
Secondo la Procura, il presidente della Confcommercio di Roma Cesare Pambianchi ha incassato parcelle quale consulente esterno per oltre 300 mila euro per l’affare di Montopoli, mentre il collega commercialista Carlo Mazzieri, titolare dello stesso studio professionale, entra nell’operazione come sindaco di Conad. Alla fine, secondo l’accusa, i due commercialisti hanno incassato in nero altri 8 milioni di euro.
Il Gruppo ribadisce la totale estraneità della cooperativa, del suo presidente e dell’amministratore delegato ai fatti contestati. “Siamo pienamente fiduciosi – ha dichiarato il vicepresidente di Conad del Tirreno Paolo Signorini – che la magistratura farà chiarezza sulla vicenda e ribadiamo il pieno sostegno al presidente e all’amministratore delegato”. Di fatto è una tegola pesantissima che si abbatte sul gruppo di Via Michelino, i cui equilibri interni sono destinati a variare. Se l’inchiesta sarà veloce e e gli esiti positivi a vantaggio della cooperativa pistoiese, non ci saranno cambiamenti negli equilibri interni, ma se così non dovesse essere ci potrebbero essere dei cambiamenti di rotta nelle attuali politiche dell’insegna. Conad del Tirreno e PAC 2000 sono unitissimi nel sostenere le strategie in atto e la loro unione ha dato l’immagine di una insegna monolite nelle volontà e negli intenti, sicura nel raggiungere il superamento del concetto di DO. Questa brutta vicenda è arrivata, per volontà del destino, in un momento ancora delicato. In ogni caso si spera fiduciosi di vedere allontanarsi le accuse sulla cooperativa, confidando nel buon operato della giustizia.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

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