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Aspiag: dati 2010. Il gruppo cresce e la rete si evolve

I ricavi del Gruppo Aspiag (insegne Despar, Eurospar e Interspar) nel 2010 crescono: «Ma la crisi – avverte l’amministratore delegato Paul Klotz – non è finita e lo avvertiamo anche noi: nel 2010 abbiamo venduto più prodotti incassando meno soldi perché i consumatori sono sempre più attenti ai prezzi e aspettano le offerte speciali».
Il Gruppo, che ha pubblicato in questi giorni i dati di bilancio del 2010, ammette che i punti vendita sono in effetti diminuiti da 609 nel 2009 a 581 nel 2010. E questo nonostante sette nuove aperture. «Il settore dei dettaglianti associati – afferma Klotz – ha risentito maggiormente della complessa congiuntura economica e questo ha comportato la chiusura di una trentina di punti vendita più piccoli e ormai non più al passo con i tempi». In alre parole «Le difficoltà in un periodo di crisi come quello attuale sono legate all’assortimento e ai prezzi. Per garantire un’offerta completa bisogna sostenere costi alti, dall’energia ai freezer all’affitto. Sono tutti costi fissi, che non diminuiscono se cala il fatturato. È per questo che i piccoli vanno in crisi, ma anche per un ricambio generazionale che è sempre più difficile».
A mantenere alta la performance dei supermercati Aspiag sono in effetti le grandi strutture, «anche se – sottolinea Klotz – continueremo a dare fiducia ai punti vendita nei quartieri, perché crediamo nella loro importanza sociale oltre che commerciale». Nonostante siano diminuiti i punti vendita, è cresciuta la superficie di vendita: «Bisogna continuare a investire, i negozi vanno continuamente ampliati e riorganizzati in maniera più moderna. Solo così si resta competitivi. In Alto Adige sono nate diverse grandi strutture interessanti come il Twenty o il centro di Lana, ma quello che ancora manca è il grande centro commerciale. La nostra posizione non è cambiata: siamo pronti a realizzarlo noi, anche in collaborazione con imprese locali. Sappiamo che la politica sta discutendo dove costruire questo megastore, appena ci sarà il via libera noi saremo pronti».
Cambiano i negozi, ma cambiano anche i clienti e soprattutto le loro abitudini di acquisto. «La crisi – spiega Klotz – ha modificato profondamente il tipico carrello della spesa. Nei supermercati si va più spesso, ma si compra meno. E le grandi marche, pur continuando a mantenere i clienti più affezionati, spesso lasciano spazio ai prodotti offerti col nostro marchio». Questione di prezzo, ed anche questo spiega perché le offerte speciali continuino ad acquistare sempre più peso: «Stiamo lavorando moltissimo sui prezzi. I consumatori sono sempre più attenti al costo dei singoli prodotto e le loro scelte sono condizionate soprattutto dal prezzo».
Interessante anche un altro dato: «Si compra il giusto, il superfluo non esiste più. Lo vediamo anche da piccoli dettagli. Faccio un esempio: in passato magari si acquistava una fetta di prosciutto in più e poi la si buttava, oggi questo non accade: se possibile, non si getta nulla», dice Klotz.
In una situazione di difficoltà economica, la crescita di fatturato del gruppo Aspiag viene accolta con grande soddisfazione. I ricavi sono saliti da 1,43 a 1,57 miliardi di euro (il fatturato al pubblico, quello al loro dell’Iva, è salito a 1,71 miliardi). «Nella nostra area di mercato, quella del Nord-Est, abbiamo raggiunto una quota di mercato del 14,7%». Aumentato anche il numero del personale, che è passato da 6.203 a 6.330 unità: anche questa è una dimostrazione che in questo momento stanno funzionando meglio i punti vendita più grandi.

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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

3 COMMENTI
  1. Candice

    Ancora un interessante approfondimento su una realtà locale che va forte.
    Ottimo!

  2. PolPol

    Concordo sull’interessante approfondimento ma non sulla realtà locale! Aspiag è un gruppo (austriaco) presente in 6 Paesi con un fatturato totale di oltre 11 miliardi …

    http://www.aspiag.com

  3. Candice

    Certo, ma in Italia è un gruppo locale, non una catena nazionale.. Il locale è in quel senso…

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