GDO News
1 commento

Rivoluzione nel mondo Coop: nasce l’alleanza delle cooperative, l’allontanamento da una parte dello schieramento politico è definitivo

Si tratta di una vera e propria rivoluzione, della definitiva presa di coscienza che il novecento, con i suoi retaggi, almeno nel mondo dell’economia, sono finiti.
Pochi giorni fa a Roma è nato il coordinamento tra Confcooperative, Legacoop e Agci, cioè tra le cooperative bianche, rosse e verdi (repubblicane, inteso come ex PRI).
Di cosa si sta parlando?
Si parla della nascita di una nuova entità, un coordinamento appunto, che lascia inalterate le strutture di origine delle tre organizzazioni, che ha la finalità di difendere gli interessi del settore e rafforzarlo, in buona sostanza si tratta di un’entità che ha la funzione di “coordinare l’azione di rappresentanza nei confronti del Governo, del Parlamento, delle istituzioni europee e delle parti sociali”. Il coordinamento verrà rappresentato da un logo composto da tre “c” concentriche: una bianca, una rossa ed una verde, non sarà dotato di strutture permanenti ed avrà un portavoce unico scelto annualmente dai Presidenti delle tre centrali: Luigi Marino (Confcooperative) sarà il primo, Giuliano Poletti (Legacoop) e Rosario Altieri (Agci).
Poletti di Legacoop ha fatto delle dichiarazioni davvero sorprendenti nel suggellare l’accordo spiegando che: “ [..] siamo prima di tutto imprese. Se vuole una formula le dico che ci sentiamo cugini di Confindustria e controparti della Cgil. Non il contrario”.
Letto bene?
Il Presidente di Legacoop ha poi aggiunto che “per il nostro mondo si tratta di una navigazione in mare aperto, stiamo separando i nostri destini imprenditoriali da qualsiasi riferimento ideologico” ed ancora “in passato la politica ci ha chiesto di incarnare una sorta di terza via tra Stato e mercato, di creare addirittura le condizioni per il superamento del capitalismo, ebbene tutto ciò ce lo siamo lasciati alle spalle. Siamo una forma di impresa privata. Esagerando dico che somigliamo a delle public company che rispondono alle comunità locali, a cui lasciano una larga fetta dei profitti. E comunque i vantaggi e gli svantaggi che derivano dall’essere giuridicamente una cooperativa si compensano, non siamo certo dei sussidiati”. Poletti va poi in profondità del ragionamento e confessa che nel passato la connivenza tra amministrazioni di sinistra e cooperative erano una realtà soprattutto in Emilia Romagna: era “un modello malato nel quale le organizzazioni economiche alla fine appartenevano a precisi schieramenti politici”. Le amministrazioni si trovavano di fronte imprese che rendevano concrete le istanze sociali della sinistra e nel contempo si mostravano efficienti, e “un Sindaco rosso non poteva chiedere di più dalla vita”. Ma, assicura il Presidente, che se il collateralismo ha garantito una corsia preferenziale in Emilia, in altre regioni o in altri ambienti ha generato esclusione.
“L’Unipol è nata proprio perché nessuno voleva assicurare le nostre imprese e ci siamo fatti la compagnia da soli”. Ora Poletti chiede solo pari opportunità perché “abbiamo l’ambizione di presentarci sul mercato come un insieme di imprese capaci di risolvere i problemi”.
Chi glielo dice al Cavalier Caprotti?

Dati dell'autore:
Ha scritto 765 articoli
Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

Q COMMENTO
  1. Signor Brutto

    Prima vivere,deinde philosophari!

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su